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Dall'Incontro Nazionale Acli: "Ecco l'effetto della Tasi su lavoro, famiglia e commercio"

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Dal 47esimo incontro nazionale di studi Acli arrivano i dati sui comuni che hanno deliberato sulle aliquote. Bottalico: "Ripercussioni negative su agricoltura, artigianato e ristorazione"

Si parla di lavoro e del suo rilancio a Cortona, per il 47esimo Incontro nazionale di studi delle Acli, mentre arrivano in tempo reale i dati elaborati dalle stesse Acli sui comuni che hanno adottato delibere sulle aliquote Tasi. Dati che evidenziano un inasprimento dei comuni su queste decisioni che ricadono inevitabilmente sui cittadini: circa l'87% tra quelli che hanno scelto di applicarla, ha raddoppiato l'aliquota standard dall'1 per mille all'1.949. Inoltre l'11%, cioè 765 comuni ha scelto un'aliquota pari al 2,5 per mille. 

 

“Valutando nell'insieme le delibere Tasi – commenta Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli – si percepisce come i Comuni, su cui lo stato ha scaricato gran parte degli oneri delle politiche di austerità, con i tagli ai trasferimenti statali, si siano rivalsi sui cittadini. Ora, se è ammissibile il principio di una tassazione sugli immobili per finanziare i servizi, cosa ben diversa è la situazione attuale dove i comuni usano l'imposizione fiscale sulla casa quasi come una sorta di bancomat, mettendo in forte difficoltà famiglie e imprese, soprattutto i ceti più deboli."

 

Solo poco più di un terzo dei comuni, cioè 2341 sul totale ha provveduto a richiedere le agevolazioni, "Con la Tasi solo poco più di un decimo dei comuni (869 , il 13,35%) prevede detrazioni extra per i figli e spesso queste scattano solo dopo il terzo o quarto figlio - ha aggiunto Bottalico -Inoltre, nella metà dei comuni (3.874, il 52,32%), il tributo è esteso anche agli immobili in affitto con la possibilità da parte del comune di far pagare una parte dell'imposta anche agli inquilini."

 

"Qui a Cortona le Acli stanno discutendo di come rilanciare il lavoro" - conclude il presdente nazionale Acli - "Sotto questo profilo non possiamo fare a meno di notare che l'applicazione della Tasi, che funge da addizionale Imu su immobili agricoli ( in 4.408 comuni, il 59,53% dei comuni) e commerciali e produttivi di ogni tipo (in 3.649 comuni, il 49,28%) finisce per avere delle ripercussioni su quei comparti come agricoltura, l'artigianato, ristorazione che vengono indicati come settori capaci di creare nuovo lavoro, e di cui si parla molto in vista dell'Expo 2015 sull'alimentazione. C'è una evidente discrepanza tra gli annunci per il rilancio dell'economia e le dinamiche reali della fiscalità locale".

 

Energie Sensibili 

 

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