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Dal plafond al canale bancario, così le imprese trovano i finanziamenti

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La Cassa Depositi e Prestiti ha intrapreso un roadshow per illustrare gli strumenti per far crescere pmi italiane, sostegno a 100 mila aziende

“Le imprese non possono crescere se non sono finanziate. Occorre riattivare il canale bancario e promuovere l'accesso delle imprese ai mercati finanziari, dobbiamo agire in modo tempestivo e non convenzionale”. Vincenzo Boccia, presidente del Comitato tecnico Credito e Finanza di Confindustria, ha introdotto con queste parole le iniziative promosse dalla confederazione industriali insieme alla Cassa Depositi e Prestiti per favorire l'accesso al credito delle pmi italiane.

 

STRUMENTI PER LO SVILUPPO DELLE PMI

L'occasione è stata la prima tappa del road-show organizzato da Confindustria e Cdp per illustrate gli strumenti finanziari per le attività di impresa, che si è tenuta a Bari lo scorso 12 dicembre. L'accesso al credito per le pmi è un tema centrale per la Cassa Depositi e Prestiti, che finora ha finanziato circa 100mila aziende, attraverso diverse soluzioni. Ad esempio il Plafond Pmi, rimanendo alla Puglia, ha distribuito 507mila euro per più di 3mila imprese, rendendola la regione meridionale con più finanziamenti erogati, prima della Campania con 481mila euro e della Sicilia con circa 454mila euro. Il settore commercio e turismo con il 34,3% e quello industriale con il 35,5% sul totale sono gli ambiti economici più attivi nella regione, con una presenza molto forte delle imprese baresi (quasi il 45% della regione). Anche Confindustria è impegnato nel favorire l'accesso al credito e ai canali alternativi: già dallo scorso giugno ha presentato l’“Agenda per il credito e per la crescita del paese” con proposte pratiche dirette anche al Governo.

 

L'EQUITY COME STRATEGIA DI INTERVENTO

Il ricorso all'equity è uno degli strumenti più utilizzati dal Fondo italiano di Investimento negli interventi di patrimonializzazione delle pmi, con investimenti spalmati su circa 130 aziende finora e un fatturato complessivo di 4 miliardi di euro e 30mila dipendenti gestiti. “Le pmi italiane sono sottocapitalizzate e con troppi debiti nel breve termine – ha commentato l'ad del Fondo italiano di Investimento Gabriele Cappellini – per questo occorre cercare nuovi mercati e fare reti investendo in ricerca e sviluppo”. La stretta al credito che dura dal 2011 può essere attenuato anche attraverso iniziative come il progetto “Elite” che supporta le pmi nel rapporto con il sistema bancario, aumentandone la visibilità nel mercato finanziario a livello internazionale.