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Dal Gec 2015 la fotografia del sistema startup in Italia

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La chiusura del Global Entrepreneusrhip Congress è stata l'occasione per discutere delle nostre imprese, tra finanziamenti pubblici, privati e confronti con gli altri paesi europei

“Unleash your ideas” è il marchio di fabbrica di Jonathan Ortmans, presidente del Global Entrepreneurship Congress e senior fellow della prestigiosa Kauffman Foundation; su questo slogan ha costruito una visione dell'imprenditoria dinamica e globale che sta alla base del GEC, in scena dal 16 al 19 marzo a Milano.

Al termine di questi quattro giorni, tra 50 eventi in programma con ospiti provenienti da 150 nazioni e panel dedicati ai più disparati settori e novità del mondo imprenditoriale, è possibile osservare la situazione del sistema impresa in Italia, con un occhio particolare al mondo delle startup. In particolare il Rapporto Who's Who presentato da Italia Startup e da Osservatori Digitali Innovation, in collaborazione con il Mise, illustra un quadro molto omogeneo rispetto ai principali paesi europei come Regno Unito, Germania, Francia e Spagna.

 

PUNTARE SULLE IMPRESE AD ALTO IMPATTO

Con 2716 iscrizioni al registro delle startup innovative (quasi raddoppiate rispetto alle 1227 del 2013) il numero degli attori in gioco è in media con quelli dei cugini europei, condividendone anche alcune criticità, come la creazione di posti di lavoro. Lo stesso Ortmans ha spiegato come sia necessario, per uno sviluppo ulteriore del settore, puntare sulle imprese “ad alto impatto”, passando ad una fase di scale-up che generi maggiori ricavi e lavoro. Dalla fotografia tracciata dal Rapporto, il Nord Italia si conferma terreno fertile per lo sviluppo di un ecosistema imprenditoriale con la presenza del 58% di incubatori e acceleratori, contro il 21% e 22% rispettivamente del Sud e del Centro.

 

INVESTIMENTI PER 118 MILIONI NEL 2014

Nel 2014 sono stati investiti 118 milioni di euro in altrettante startup ad alto contenuto innovativo: una somma abbastanza positiva, ma in calo rispetto ai 129 milioni dell'anno precedente. La media degli investimenti è stata di un milione di euro, ma nella top list delle imprese con i round di finanziamenti più alti troviamo Facility con 10 milioni di euro, seguita da Dove Conviene con 8,7 milioni e da Genenta Science con 6,5 milioni. In particolare è diminuita del 29% la percentuale degli investimenti istituzionali destinati a questo settore per un totale di 63 milioni di euro, dovuta soprattutto alla chiusura dei target di investimento nel Mezzogiorno.

 

 

AUMENTANO GLI INVESTIMENTI PRIVATI

Non mancano però le buone notizie. Ad un abbassamento della soglia di investimenti istituzionali c'è stato un incremento del ruolo svolto dai soggetti privati come incubatori, acceleratori, business angel che insieme hanno raggiunto 55 milioni di euro, ben il 17% in più dell'anno scorso, costituendo così le metà degli investimenti totali. A questo va aggiunta anche la creazione del Fondo Italiano di Investimento, che garantisce 150 milioni di euro per il mercato del Venture capital. Un sistema di incentivi quasi diviso tra pubblico e privato, con buoni margini di crescita, come si evince dal rapporto, ma ancora lontano dal volume di investimenti presenti in Europa: in Francia o in Germania si investe in startup hi-tech ben otto volte in più, nel Regno Unito 5 volte e in Spagna poco meno del doppio.