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Crowdfunding e incentivi fiscali: novità della Legge di Stabilità per le start up

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Mise e Mef starebbero lavorando a un decreto collegato alla Finanziaria che disciplina la realtà delle start up innovative

Ci sarebbe anche un pacchetto per le start up innovative tra le misure legate alla prossima Finanziaria. Tre i punti chiave che dovrebbero essere contenuti in un decreto del Ministero dello Sviluppo economico collegato alla cosiddetta Legge di Stabilità, che è stata trasmessa alle Camere per l’iter di approvazione: ampliamento del crowdfunding come strumento per il finanziamento, maggiori incentivi fiscali alle nuove imprese e rafforzamento del ruolo dell’Istituto italiano di tecnologia.

Al vaglio anche una ridefinizione dello status di “start up innovative”, che dovrebbe includere le società fino a 5 anni di età (attualmente il limite è di 4).

 

CROWDFUNDING ESTESO

Finanziarsi con il crowdfunding è già una realtà per molte start up innovative. Il pacchetto collegato alla Legge di Stabilità dovrebbe rafforzare lo strumento dell’equity crowdfunding ed estenderlo anche ai veicoli di investimento: ciò vorrebbe dire che potrebbero finanziarsi attraverso i portali in Rete non solo le stesse società, ma anche organismi terzi che a loro volta investono in start up.

 

INCENTIVI FISCALI E AGEVOLAZIONI PER START UP      

Il testo della Legge di Stabilità prevede che alle imprese “è attribuito un credito d’imposta nella misura del 25 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015”. Rientrano tra le spese ammissibili quelle per contratti di ricerca stipulati con università e start up innovative.

In aggiunta a queste misure, il decreto del Mise dovrebbe contenere una norma per concedere incentivi fiscali e altre agevolazioni utilizzando la semplificazione procedurale dell'esenzione. Ovviamente l’estensione a 5 anni dello status di “start up innovativa” comporterebbe un ampliamento del numero delle aziende che possono beneficiare dei bonus. Prevista infine la possibilità di non notificare a Bruxelles tutte le misure che introducono incentivi per le start up.

 

ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA COME ACCELERATORE

L’Istituto italiano di tecnologia (IIT) nasce nel 2005 per promuovere lo sviluppo tecnologico del Paese. Il nuovo piano per le start up prevedrebbe che l’Istituto possa svolgere anche un ruolo di incubatore/acceleratore d’impresa.  

 

Leggi anche: Ecobonus del 50% e 65% per il 2015: la Legge di Stabilità alla Camera

 

Federica Ionta

 

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