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Così l’innovazione aiuta la produttività: il metodo Kaizen per le pmi - VIDEO

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La filosofia del “miglioramento lento e continuo”, che ha aiutato le imprese giapponesi nel dopoguerra, spiega come incrementare il business in periodi di crisi

Come sviluppare un’azienda in un momento di grandi cambiamenti tecnologici ed economici? La risposta è nel Kaizen, parola giapponese che unisce gli ideogrammi del miglioramento (Zen) e del cambiamento (Kai) in un'ottica di crescita lenta e costante, in contrapposizione con l'innovazione radicale intesa come rottura con il passato.

 La metodologia Kaizen è stata il traino dell'industria giapponese dal dopoguerra, con un'impennata negli anni '80 sia nei sistemi di qualità all'interno delle aziende che come strategia di comportamento dei manager nipponici, su tutti Masaaki Imai, economista consulente sulla gestione della qualità. Fu lui a coniarne il termine e ad esportarne la filosofia al di fuori del Giappone, fondando nel 1986 il Kaizen Institute per aiutare le aziende occidentali nei processi di innovazione. In occasione dei dieci anni dalla creazione dell'Istituto Kaizen in Italia, Masaaki Imai ha fatto visita alla sede di Trento e ha ricordato le 5 regole base per migliorare la competitività della propria azienda.

1) NON ESISTONO RICETTE PRONTE

 “Applicare il Kaizen significa cambiare il sistema operativo delle aziende attraverso un percorso a lungo termine” ha spiegato Imai. Il consiglio è dunque non affidarsi a regole o ricette pre impostate da applicare alla propria azienda, ma capire i propri punti di forza e migliorarli costantemente.

2) AFFIDARSI AL TOP MANAGEMENT

Un errore comune nelle aziende è quello di affidarsi al middle management, ha spiegato Imai. Secondo il Kaizen, invece, le alte cariche aziendali come amministratori delegati, imprenditori e direttori generali devono partecipare attivamente al percorso di riorganizzazione incentrato al miglioramento continuo.

3) RESPONSABILITA' ALLA BASE 

Il secondo punto va applicato anche alla base aziendale, tra i lavoratori con le cariche iniziali che possono proporre soluzioni e miglioramenti più vicini alle esigenze lavorative comuni.

4) PUNTARE SULLA FLESSIBILIT À DELLE PMI

Le piccole e medie imprese presentano una serie di vantaggi rispetto alle grandi aziende che vanno valorizzati e sui quali bisogna investire. In primis le dimensione ridotte permettono un allineamento più veloce tra le diverse aree dell'azienda e una flessibilità maggiore nel seguire il cambiamento.  

5) MAGGIORE RIORGANIZZAZIONE OPERATIVA

“Ogni volta che la situazione diventa critica, la maggior parte delle aziende sceglie una ristrutturazione finanziaria, mentre la riorganizzazione operativa è molto più importante”. Il Kaizen è una spinta al cambiamento continuo, anche dei fattori centrali sui quali l'azienda si basa come il know how interno, senza dover investire necessariamente ingenti capitali.

 

Mario Luongo 

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