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Cooker Girl: “Cucino per passione, fuori dagli stereotipi”

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Aurora Cavallo, 19 anni, creatrice del progetto di videoricette con migliaia di follower sui social: “Non è ancora chiaro che cucinare non è un ‘dovere’ da donna. E dovrà diventare normale aprire alle chef il mondo della ristorazione”. Al via la collaborazione con GialloZafferano per lo sbarco del brand su TikTok

“Ho imparato a cucinare sul web, guardando migliaia di video ricette su YouTube e leggendo innumerevoli articoli su blog, libri e riviste. Ed è forse questo mio background ‘amatoriale’ ciò che ha spinto centinaia di migliaia di utenti ad affezionarsi a me, una ragazza che fino a qualche anno fa si trovava esattamente dall’altra parte dello schermo”. A dirlo è Aurora Cavallo, 19 anni, giovane influencer e creatrice di Cooker Girl, che proprio grazie alla sua passione si sta facendo apprezzare da un numero crescente di followers sui social: oltre 71mila su Instagram e più di 270mila su TikTok. Un percorso che l’ha portata a diventare una delle testimonial per il lancio di GialloZafferano su TikTok, insieme a Theavokiddo e michi.fadda. Sul social dei video brevi il brand del Gruppo Mondadori offre contenuti originali ed esclusivi, ampliando una presenza che oggi lo vede contare su 18 milioni di utenti unici ogni mese per il sito web e 12 milioni di fan sui social network: da Facebook a Instagram, da Youtube a Pinterest, e ora anche TikTok.

Aurora, ci racconta la storia di “Cooker Girl”? Come è nata l’idea e come si sta sviluppando?

“Cooker Girl” è la storia di una giovane ragazza, della sua sconfinata passione per la cucina, ma è anche e soprattutto un intreccio di ricordi, valori ed emozioni che si traducono in ingredienti, profumi e sapori. Nasce nel 2016 e sbarca sin dall’inizio anche sui social, Instagram in primis e, a partire da gennaio, anche su TikTok. Amo definire la mia cucina “tradizionalmente nuova”: tenendo sempre a cuore gli insegnamenti delle nonne e le ricette della mia terra, ho fatto tesoro dei miei viaggi e dei nuovi sapori così scoperti. Adoro sperimentare, scoprire, provare ricette sempre più complesse, spingermi oltre ai miei limiti, intrecciare culture e tecniche culinarie diverse. Dopo aver frequentato il Liceo Linguistico, ho trovato nell’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo un percorso di studi estremamente arricchente. 

Aurora Cavallo-cooker-girl.jpg

Ora ha una collaborazione con GialloZafferano su TikTok: quali obiettivi vi siete posti?

Collaborare con GialloZafferano è per me in primis un grande onore e il raggiungimento di un obiettivo che mai avrei immaginato: lavorare per una realtà da cui ho imparato a cucinare. Sin dall’inizio mi sono trovata benissimo con il team di GialloZafferano, una “grande famiglia” formata da persone ricche di creatività e aperte alle novità. Mi ritengo estremamente soddisfatta della collaborazione finora, in quanto ritrovo in GialloZafferano un mondo molto affine al mio, che si traduce anche nella scelta delle ricette che propongo: piatti saporiti e sfiziosi, ma alla portata di tutti, una cucina che reinventa spesso la tradizione, attingendo da culture culinarie diverse, rendendo unico ogni piatto.

Quali sono le caratteristiche della sua proposta sui social, e che tipo di feedback sta ricevendo?

Sui social amo proporre ricette semplici e familiari, che sanno però stupire. Ed è così che il sapore di una golosa focaccia (facilissima da preparare, è sufficiente mescolare tutti gli ingredienti con un cucchiaio) può far tornare indietro nel tempo e farci evocare i ricordi più preziosi. Ancora, una torta di mele racconta della mia mamma e quella agli agrumi di mio fratello Checco. Questo è ciò che voglio trasmettere sui social: l’idea che una ricetta non si ferma mai solamente agli ingredienti, ma racconta di noi, delle persone che amiamo, dei nostri ricordi. La mia community apprezza il mio desiderio di raccontare e spesso condividono con me parti della loro vita, con la cucina che diventa un magico filtro.

Qual è il valore aggiunto di essere donna, e molto giovane, in questo campo? Si sente la concorrenza di colleghe più grandi e degli chef (uomini)?  

Uno dei più grandi ostacoli sin dall'inizio è stata la difficoltà nell’ottenere credibilità: il fatto di essere molto giovane viene spesso considerato come sinonimo di inesperienza. Sui social e sui miei canali ho sempre proposto contenuti che celano tanto studio e ricerca. Detto questo, ho ancora tantissimo da imparare, ma allo stesso tempo sento di poter in un certo senso insegnare alcune cose, precedentemente studiate a fondo, a chi mi segue. 
L’essere donna in questo campo ha due risvolti: quando lo si è nella propria cucina, a casa, questo viene percepito come normale, a volte mi è stato detto “doveroso”. Quando lo si è nella ristorazione, dove ho avuto modo di lavorare, è tutta un'altra storia: se ci riflettiamo, quando si pensa a chi cucina nelle mura domestiche, viene in mente la figura femminile, nella ristorazione, invece, si parla spesso sempre e solamente di uno chef. 
Io cucino perché ho scelto di farlo, perché è la mia passione, non perché devo in quanto donna. E questo, sfortunatamente, spesso non è ancora chiaro. In TikTok ho trovato una piattaforma dominata da ragazzi e ragazze come me, senza i dogmi e le regole che altri social più affermati in un certo senso impongono: insomma, TikTok mi ha dato massima libertà di espressione. 

Quali sono state le difficoltà più grandi che ha incontrato finora Cooker Girl?

Sicuramente quella di ottenere credibilità, mostrare il mio impegno, responsabilità e dedizione nonostante i miei 19 anni. In secondo luogo, trovare un mio stile, un mio spazio, una mia community sui social, i quali sono ormai spesso in alcuni casi saturi di contenuti molto simili fra loro. Non sono di certo la prima a trattare di cucina sui social, ma penso che il modo in cui la tratto mi differenzi dagli altri profili. 

C’è un modello a cui si ispira nel campo della cucina e dei video tutorial?

Assolutamente sì: il mio modello in cucina è Giorgia Eugenia Goggi, chef presso la Masseria Moroseta. Amo il suo legame con la materia prima, come sa combinare sapientemente culture e tradizioni diverse in uno stesso piatto. Per quanto riguarda i video, ho cercato un mio stile personale, ispirandomi sicuramente ad altri profili, soprattutto americani, ma cercando un mio personale modo di comunicare. 

Come si immagina Cooker Girl da qui ai prossimi anni? Quali idee ha in cantiere per il futuro?  

“Cooker Girl” nasce sui social e di certo non abbandonerà mai questa dimensione. Terminati gli studi universitari, però, vorrei iniziare diverse esperienze, anche all’estero, nell'ambito della ristorazione e, chissà, forse un domani trasportare la dimensione social in una mia realtà concreta.