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Compensazione CO2 per ridurre l’impronta ecologica dei Mondiali

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Il Meccanismo di sviluppo pulito dell’Onu come strategia per bilanciare la quantità di anidride carbonica emessa dalle attività della Coppa del Mondo

Il Brasile vuole chiudere in pareggio la prossima edizione del Campionato FIFA. Non parliamo delle partite sui campi di calcio – ovviamente – ma del bilancio ambientale della grande kermesse sportiva che comincerà il prossimo giovedì 12 giugno.

Il Ministero dell’Ambiente verdeoro ha annunciato una politica per ridurre l’impronta ecologica dei Mondiali di calcio. Per l’ambizioso progetto è stato lanciato un bando pubblico, al quale hanno già aderito quattro aziende ed altre sono state invitate a donare le proprie quote di emissioni di CO2 per compensare quelle che saranno causate da spostamenti in auto e in aereo per assistere alle partite, alimentazione energetica degli stadi e in generale tutte le attività che ruoteranno intorno alla prossima Coppa del Mondo.

La notizia è stata data proprio dal Ministro Izabella Texieira: il Campionato FIFA causerà un’immissione in atmosfera di milioni di tonnellate di anidride carbonica. Gran parte di queste saranno dovute agli spostamenti aerei, sia internazionali che nazionali; il resto è diviso tra alberghi e strutture recettive, costruzioni e altre operazioni.

 

IL MECCANISMO INTRODOTTO DAL PROTOCOLLO DI KYOTO

Alla base c’è il Clean Development Mechanism (CDM), il Meccanismo di “sviluppo pulito” previsto dal Protocollo di Kyoto che permette alle imprese dei paesi industrializzati (con vincoli di emissione) di realizzare progetti che mirano alla riduzione delle emissioni di gas serra nei paesi in via di sviluppo senza vincoli di emissione. L’idea è quella di convincere le imprese titolari di crediti a donarli agli organizzatori della Coppa del Mondo e alle aziende che si occuperanno della ristrutturazione e della gestione degli stadi, dei trasporti e così via.

 

CHI PUO' DONARE I CREDITI PER LE EMISSIONI

Secondo una stima fornita dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), per compensare le emissioni di CO2 legate ai Mondiali di calcio servirebbero milioni di Certificati di riduzione delle emissioni (CER). In base al bando i crediti possono essere donati solo da imprese che portano avanti progetti per il CDM in Brasile. Nel Paese sudamericano ci sono circa 150 iniziative nell’ambito del Meccanismo di sviluppo pulito per cui sono stati emessi 90 milioni di Certificati; circa 14 milioni di questi rientrerebbero nel progetto. La donazione minima è di 5 mila CER, pari a 5 mila tonnellate equivalenti di CO2 risparmiata.

 

@fenicediboston

 

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