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Climate Change: dal sindaco di Agrigento l’allerta desertificazione

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Il sindaco di Agrigento: “Piove meno, e quando succede gli eventi estremi mettono a rischio il patrimonio naturalistico e archeologico, a partire dalla Valle dei Templi”

“Nel momento in cui facciamo questa intervista, ad Agrigento stiamo vivendo una condizione particolare. È un periodo abbastanza freddo, ma caratterizzato dall’assenza totale di precipitazioni. Non piove ormai da un mese e mezzo, e questo contribuisce a un’arsura che può penalizzare in modo determinante la produzione agricola di quest’area, oltre che le sue ricchezze naturalistiche. È evidente che c’è un rischio di desertificazione del territorio causato dal cambiamento climatico”. A parlare è Lillo Firetto, sindaco di Agrigento, che fa il punto sull’impatto che il climate change sta avendo sulla città e i suoi dintorni.

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Lillo Firetto, sindaco di Agrigento

Sindaco Firetto, al di là dell’emergenza del momento, quali sono i rischi a cui il vostro territorio, compreso il patrimonio archeologico, è esposto a causa del cambiamento climatico?

Viviamo di sicuro un problema “storico” di rischio idrogeologico, e scontiamo alcune particolari fragilità che si stanno aggravando con il passare del tempo, come ad esempio l’erosione costiera. Quanto nello specifico alla Valle dei Templi, uno dei rischi più gravi è quello causato dalle cosiddette bombe d’acqua, eventi estremi di questo genere sono sempre più frequenti negli ultimi anni; quello della valle e della collina su cui sono adagiati i templi è un sito particolarmente fragile, che può essere danneggiato da eventi atmosferici di questo genere.
Quanto al paesaggio circostante, la diminuzione delle piogge e le arsure sempre più frequenti mettono in difficoltà 1.400 ettari di macchia mediterranea, che caratterizza quest’area insieme alla presenza di ulivi e mandorli.

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A questo dobbiamo aggiungere anche la maleducazione dei turisti?

Per fortuna no, devo dire che il sito è gestito in maniera particolarmente oculata, e questo ha consentito di aumentare sensibilmente il numero di visitatori senza però che si siano registrati danni o un aumento dei rischi. Nel 2015 avevamo 500mila visitatori in un anno, mentre a fine 2019 abbiamo superato il milione, senza che si siano verificati problemi particolari.

Nella vostra zona avete una grande disponibilità di energie rinnovabili. Cosa state facendo per utilizzarle al meglio?

Nel tempo è stato fatto molto sull’eolico. Inoltre abbiamo data vita ad alcune iniziative con l’obiettivo, ad esempio, di rendere sostenibile il 55% del patrimonio edilizio scolastico, anche riducendo le dispersioni. Con questo mandato abbiamo nominato un energy manager cittadino, e siamo impegnati a rinnovare la flotta dei mezzi di trasporto pubblico locale sostituendo quelli in attività con bus elettrici. Direi che non siamo all’anno zero.

Che tipo di sensibilità nota nei suoi concittadini verso questi temi?

L’attenzione e l’impegno più grande oggi provengono dalle scuole, dai ragazzi che sui temi della sostenibilità sono diventati, per fortuna, estremamente sensibili. Il merito è anche di Greta Thunberg, un’icona europea che è stata capace di creare una grande attenzione soprattutto nei giovani. Proprio a Greta due anni fa abbiamo dedicato la nostra festa del Mandorlo in fiore, l’evento con cui celebriamo la prima fioritura dei mandorli che imbiancano la valle dei templi. È un festival del folklore e dei patrimoni  mondiali Unesco, durante il quale giovani da varie parti del mondo si riuniscono per esprimere e condividere le loro tradizioni. Quest’anno la festa, che si svolgerà dal 28 febbraio all’8 marzo, sarà dedicata alla sensibilizzazione sul lavoro minorile.

C’è un luogo nel suo territorio minacciato dal climate change e che lei vorrebbe rimanesse intatto per le generazioni future?

Senza dubbio il giardino della Kolimbethra, il giardino degli Dei, all’interno della valle dei templi. Era un luogo abbandonato, e lo abbiamo recuperato insieme al Fai riportandolo al suo antico splendore. Si tratta di un’area di circa cinque ettari dove si trovano le principali varietà naturalistiche tipiche della valle dei templi: dagli agrumi ai pistacchi, dai mandorli agli ulivi, alla macchia mediterranea. Il sistema di irrigazione originale era quello delle gebbie, le grandi vasche che raccoglievano l’acqua piovana, ma la scarsità di precipitazioni potrebbe provocare problemi.

Quanto è importante il coinvolgimento delle realtà produttive e delle aziende sul tema della sostenibilità ambientale?

Oggi la collaborazione pubblico-privato su questi temi è fondamentale. Nell’attuale condizione finanziaria del Paese, i Comuni hanno pagato e stanno pagando un prezzo molto alto in termini di possibilità di investimenti. Negli ultimi dieci anni le condizioni finanziarie delle Amministrazioni locali sono peggiorate sensibilmente in tutto il Paese. Per questo è importante che su alcuni temi centrali per il futuro la Pubblica Amministrazione riesca a coordinarsi con le iniziative dei privati.