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“Clima più caldo e meno acqua: agire subito per fermare il global warming”

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Beniston, il climatologo e premio Nobel che sul catamarano solare ha studiato le correnti oceaniche: “Anche se fermassimo le emissioni di CO2 continueremmo ad inquinare per decenni”

Studiare l’evoluzione del clima partendo dalle correnti oceaniche. Con questo obiettivo lo scorso 7 giugno è salpata dal porto di Miami la DeepWater Expedition, la prima missione di ricerca condotta a bordo di un catamarano solare: il Tûranor PlanetSolar. Alla guida del progetto il climatologo Martin Beniston, una vita spesa per studiare il cosiddetto global warming e i suoi impatti sociali ed economici. Nel 2007, per il suo lavoro nell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), Beniston ha ricevuto il premio Nobel per la Pace e oggi lo scienziato di origine britannica ma con passaporto anche svizzero e francese ci anticipa alcuni dati raccolti durante la più recente missione di PlanetSolar. “Il nostro obiettivo è stato quello di studiare e comprendere le complesse interazioni tra l’oceano, la fisica e la chimica atmosferica, e il ruolo degli esseri viventi in questo contesto”.

 

Professor Beniston, in che modo il mare ci dice come sta cambiando il clima sulla Terra?

Gli oceani sono il principale regolatore del clima sul Pianeta. Qualsiasi cambiamento delle condizioni fisiche (la temperatura, il livello di salinità dell’acqua) oppure biologiche (in particolare dei microrganismi come il fitoplancton) ci dà un’indicazione di come si modifica il clima, attraverso le sottili interazioni tra gli oceani e l’atmosfera.

 

Che tipo di dati avete raccolto grazie a Tûranor PlanetSolar?

Le misurazioni hanno interessato la temperature, la salinità e la densità dell’acqua; la temperature esterna, la pressione, la velocità e la direzione del vento; l’abbondanza e il tipo di fitoplancton; i vapori marini, le micro particelle liquide e solide rilasciate dall’oceano nell’atmosfera. I vapori marini, in particolare, influenzano parecchio l’atmosfera raffreddandola e riscaldandola.

 

Perché avete scelto di cominciare proprio dalla Corrente del Golfo?

Il percorso della Corrente del Golfo è stato ampiamente studiato, per cui la DeepWater Expedition ci avrebbe consentito di raccogliere dati confrontabili con missioni precedenti. Inoltre quella corrente è alla base del clima dei Paesi europei, quindi doppiamente importante per noi. Infine PlanetSolar è un progetto svizzero, quindi abbiamo cominciato con l’oceano più vicino all’Europa che è l’Atlantico.

 

Lei ha lavorato una vita nei laboratori “tradizionali”. Com’è stata l’esperienza di un laboratorio navigante?

Uno dei vantaggi principali di PlanetSolar è che non inquina come invece farebbe qualsiasi altra nave dal cumignolo. Ciò significa che le informazioni che abbiamo raccolto sono “pure” e non influenzate da altri fattori.

 

E adesso quanto ci vorrà prima di avere i dati definitivi?

Alcuni risultati preliminari di interesse generale saranno disponibili già a partire da questo autunno. Per il resto dipenderà anche dai tempi delle pubblicazioni scientifiche.

 

Volendo fare delle previsioni sulla base della sua esperienza, come immagina i il clima sulla Terra tra 100 anni?

Più caldo e secco in alcune aree del Pianeta, caldo e umido in altre. Nelle regioni polari e in quelle di alta montagna come le Alpi assisteremo alla riduzione della superficie dei ghiacciai, con notevoli conseguenze in termini di disponibilità e qualità dell’acqua. L’incremento della popolazione mondiale rappresenta un altro fattore di pressione sulle risorse naturali, che diventeranno di più difficile accesso specie nelle aree più povere del mondo. Penso alla reperibilità dell’acqua, del cibo e a un adeguato livello di salute pubblica.

 

L’impatto delle attività umane sulla salute del Pianeta è quindi tristemente chiaro. Secondo lei è troppo tardi per cambiare rotta?

Il sistema climatico si modifica in tempi molto lunghi, il che significa che anche se fermassimo tutte le emissioni di CO2 oggi, il clima sulla Terra continuerebbe a surriscaldarsi per molte decadi ancora. Proprio per questo è importante trovare soluzioni che possano essere messe in pratica in tempi brevi: più sono significativi i cambiamenti del clima, più questi avranno un impatto non solo ambientale ma anche economico e sociale.

 

@fenicediboston