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Chiara Corbellini: “Con il digitale abbiamo superato le distanze in azienda”

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La HR manager di Sorgenia: “Durante l’emergenza Covid-19 sono emerse tra i dipendenti competenze nuove che ora avremo il compito di mantenere e valorizzare. E non ci sono più barriere geografiche per l’assunzione dei talenti"

“L’emergenza sanitaria che stiamo attraversando da un anno ha avuto un impatto forte sul settore delle risorse umane, e ha contribuito a far emergere competenze nuove - soprattutto in ambito digital - all’interno dell’azienda: per il futuro avremo il compito di mantenerle e svilupparle. Il lavoro da remoto, ad esempio, ha consentito alle persone di avere una maggiore possibilità di organizzarsi autonomamente, cercando un migliore equilibrio tra la vita privata e quella lavorativa. Di questo risultato beneficiano ovviamente sia i dipendenti sia l’azienda, e per questo sarà importante saper mantenere questi vantaggi”. A parlare è Chiara Corbellini, HR manager di Sorgenia, che racconta come l’azienda si sia impegnata per superare i problemi causati dall’emergenza Covid-19 nell’organizzazione del lavoro, e come dalle nuove soluzioni siano nate opportunità e best practice che potranno essere utilizzate anche quando la pandemia sarà soltanto un ricordo.

Chiara, iniziamo da un elemento personale: quando e come è iniziato il suo percorso professionale in Sorgenia?

Lavoro in Sorgenia da 13 anni, sono entrata nella funzione internal audit e compliance e dopo circa un anno ho colto l’opportunità di passare alle risorse umane. In quel momento l’area si limitava alla classica amministrazione del personale e si occupava quasi esclusivamente di paghe. Con il passare del tempo, ho avuto la possibilità di seguirne l’evoluzione, con l’implementazione del performance management e della politica di compensation & benefits. Ho avuto quindi la fortuna di entrare e poter dare il mio contributo in un momento storico in cui la funzione HR stava cambiando pelle, acquisendo nuove competenze e nuovi obiettivi: ho vissuto la fase di progettazione e di sviluppo dell’area, ho ricoperto il ruolo di HR business partner e oggi ho la responsabilità del people management.

Come e in che direzione è cambiato da allora il settore delle risorse umane?

L’evidenza principale è che i ruoli delle risorse umane si sono integrati progressivamente nel business, con l’ambizione di anticiparne le esigenze. Questo ha comportato, in un campo come il nostro, quello delle utilities, che le risorse umane dovessero seguire da vicino i manager sul campo, per entrare nella logica di un business particolarmente complicato. Così oggi si lavora a stretto contatto, anche nei singoli progetti di sviluppo, e si seguono le persone non soltanto nella fase di ricerca e selezione, ma anche dopo il loro ingresso in azienda e durante tutto il loro percorso.

Quali sono state le sfide più grandi che ha dovuto affrontare con l’emergenza sanitaria?

Prima del Covid Sorgenia aveva già introdotto la possibilità dello smart working, un giorno a settimana, per i propri dipendenti. Grazie a questo non ci siamo trovati impreparati, anche se il cambiamento è stato significativo. Processi e modalità di lavoro sono radicalmente cambiati, guidati e facilitati dalla tecnologia.

Ci può fare qualche esempio di dove la tecnologia è stata utilizzata proficuamente per ridurre i problemi causati dal distanziamento sociale?

Recruiting e inserimento in azienda Il settore della ricerca e selezione del personale ad esempio è stato ridisegnato per diventare completamente digitale, dal primo contatto fino alla firma del contratto. Abbiamo intensificato la nostra presenza nelle università partecipando ai career day in format digitali, l’accoglienza dei nuovi assunti è diventato un momento di incontro virtuale anche se ogni volta che possiamo cerchiamo di incontrarli in presenza perché il contatto umano rimane sempre importante.

WeShare, il coinvolgimento delle persone a distanza La nostra azienda ha scelto di essere più vicina ai bisogni dei dipendenti facilitando il lavoro da remoto e mettendo a loro disposizione un monitor e un kit per lo smart working. Detto questo, vorrei sottolineare che una delle sfide più critiche è stata quella di mantenere alto il coinvolgimento delle persone a distanza, creando nuove occasioni per confrontarsi e stare insieme, per fare in modo che ognuno si sentisse all’interno di una community. È il caso ad esempio dell’iniziativa WeShare, che coinvolge tutti i dipendenti e sta dando risultati molto incoraggianti.

Da questi presupposti sono nate anche nuove opportunità che magari inizialmente non erano state previste?

Certamente, è il caso del recruiting, dove il digitale ha contribuito ad accelerare i processi di selezione, o dei career day digitali, di cui parlavamo prima, che hanno consentito di aumentare le occasioni di incontro con gli studenti. L’opportunità che mi fa particolarmente piacere segnalare, infine, è il fatto che la distanza geografica oggi non è più un ostacolo all’assunzione di talenti: questo rappresenta per l’azienda un’opportunità, perché vuol dire poter contare su una platea sempre più ampia di candidati, senza barriere.