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Buone abitudini alimentari per salvare il Pianeta

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Il nostro impatto sull’ambiente e sul clima dipende anche da come e cosa mangiamo. La modifica dei nostri comportamenti a tavola può far risparmiare enormi quantità di risorse

Il nostro stile di vita, il modo in cui usiamo i mezzi di trasporto, i criteri con i quali ci avvaliamo della comodità degli elettrodomestici, tutto contribuisce a definire la nostra impronta ecologica. Il fattore che troppo spesso dimentichiamo è la nostra alimentazione. Tra i cibi, infatti, esistono differenze enormi in termini di quantità di energia e risorse richieste a tutta la filiera, che dal produttore conduce alle nostre tavole. Con poche variazioni delle nostre abitudini possiamo fare moltissimo. Vediamo come:

L’ACQUA È VITA – Il prezioso liquido è la fonte della nostra vita ed è il regolatore principale del clima. Abituandoci a usare l’acqua in modo razionale, evitando sprechi e cercando di non inquinarla, eviteremo che le riserve vengano esaurite. Se possibile, beviamo l’acqua del rubinetto. In Italia la sua qualità è spesso eccellente, a volte superiore a quella dell’acqua in bottiglia. Scegliendo quella di casa nostra, eviteremo che tonnellate di anidride carbonica vengano diffuse nell’atmosfera dai camion carichi di bottiglie di plastica.

OCCHIO ALLA DIETA –  A cibi diversi corrispondo esigenze idriche diverse. Produrre un chilo di carne bovina richiede una quantità d’acqua quasi cinque volte superiore a quella necessaria per produrre, ad esempio, un chilo di riso. La dieta mediterranea, ricca di pesce, frutta, verdura, olio d’oliva ma povera di carne rossa, è estremamente meno “assetata” di quella proposta dai moderni schemi alimentari.

PIÙ VICINO, PIÙ ECOLOGICO – Intestardirsi nel consumo di alimenti che hanno bisogno di percorrere centinaia, se non migliaia, di chilometri per arrivare sulla nostra tavola, è quanto di peggio possiamo fare per l’ambiente. A ogni nostra scelta corrisponde una quantità diversa di gas di scarico che finisce nell’atmosfera. Eccezion fatta per gli alimenti che non hanno la possibilità di crescere nel nostro Paese, come il caffè o pochi altri, la minor distanza possibile dal luogo di produzione dovrebbe essere uno degli elementi a cui fare maggiore attenzione. Per fare questo limitiamo il consumo di frutta esotica o fuori stagione che potrebbe essere costretta a percorrere metà del Pianeta per arrivare sulla nostra tavola. Rivolgersi ai produttori locali che non praticano l’agricoltura intensiva e che non sono quindi costretti a fare ricorso a fertilizzanti chimici e ad antiparassitari farà bene all’ambiente e alla nostra salute.

EVITIAMO GLI SPRECHI – Secondo una stima diffusa dalla Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) circa un terzo del cibo prodotto viene sprecato nel tragitto che va dal produttore al consumatore. Si tratta a livello globale, di una quantità di cibo perso pari a circa 1,4 miliardi di tonnellate. I consumatori hanno la responsabilità di cercare di limitare le perdite acquistando le quantità di cibo realmente necessarie al sostentamento delle proprie famiglie e i tipi di alimenti che si è certi di poter conservare prima che arrivino al deperimento.


 

FONTI: