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Budelli, la spiaggia rosa assediata da climate change e maleducati

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Il tesoro del parco de La Maddalena rischia di deteriorarsi, a causa dei furti di sabbia, delle troppe imbarcazioni e dell’acidificazione delle acque

La spiaggia rosa dell’isola di Budelli, in Sardegna, nell’arcipelago de La Maddalena, è uno dei tesori paesaggistici che l’Italia rischia di perdere nel volgere di pochi anni a causa di una serie di fattori, la maggior parte dei quali dipendono da comportamenti sbagliati dell’uomo. Tutto nasce da frotte di turisti irrispettosi della natura, ma anche dai cambiamenti climatici innescati dalle emissioni di gas serra, che hanno una serie di effetti a catena sull’acidificazione delle acque, sull’aumento della temperatura dei mari e di conseguenza sull’innalzamento del livello del mare e sull’arretramento delle coste.

L’ISOLA DI BUDELLI

Budelli è diventata con il tempo uno dei simboli del Parco Nazionale dell’arcipelago de La Maddalena. Si tratta di una piccola isola, con una superficie inferiore ai due chilometri quadrati, su cui sorge un rilievo, il cosiddetto Monte Budello, la cui sommità si trova a 87 metri sul livello del mare. L’isola è disabitata, e negli ultimi 30 anni è stata presidiata da un custode, Mauro Morandi, ultrasettantenne con un passato da insegnante che si è ritirato su questo lembo di terra per preservarne le bellezze. L’isola è caratterizzata da scogliere di granito inframezzate da piccole spiagge. Una di queste, sul versante a Sud-Est, è la spiaggia rosa, che si trova in località Cala di Roto.

PERCHÉ LA SPIAGGIA È ROSA?

A dare il colore caratteristico alla spiaggia dell’isola di Budelli è un microrganismo unicellulare, la miniacina miniacea. Si tratta, per la precisione, di un foraminifero, una famiglia di organismi che abita gli ambienti marini fin dal Cambriano, e che trova il suo habitat ideale sulle foglie e sui fusti della Posidonia, una pianta acquatica tipica del Mediterraneo.

La caratteristica della Miniacina miniacea è di costruire un guscio calcareo di colore rosa. Al termine del ciclo vitale dei microrganismi, i gusci si staccano dalla vegetazione e vengono trasportati verso riva dalle correnti. Con il passare del tempo vengono poi frantumati e levigati dalle acque, dando così vita - quando le condizioni ambientali sono favorevoli - alle caratteristiche spiagge rosa. Questo fenomeno si verifica ad esempio, oltre che a Budelli, anche sulla spiaggia di Elafonissi, nell’isola di Creta.

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LA BONIFICA DEL 2019

A minacciare il futuro dell’isola di Budelli e della spiaggia rosa concorrono una serie di cause, a partire dall’inquinamento. L’ultima operazione di bonifica avviata dal parco, che risale al febbraio 2019, ha visto impegnati 15 volontari che hanno raccolto e portato via nove quintali di rifiuti spiaggiati. Il passo successivo riguarda la demolizione delle opere abusive che sono state edificate nel tempo, e il recupero da parte dell’Ente Parco della vecchia abitazione originale di Cala di Roto in cui vive il custode con l’intenzione di crearne un Osservatorio Ambientale.

LA STORIA DEL CUSTODE, MARCO MORANDI

Il custode dell’Isola, Mauro Morandi, è stato definito il “Robinson Crusoe” di Budelli, e alla sua storia il regista Marco Tagliabue ha dedicato un film: “Mauro da Budelli”. Con le operazioni di bonifica di Febbraio 2019 Morandi, dopo 30 anni di permanenza, ha ricevuto lo sfratto e non potrà rimanere sull’isola almeno per tutto il periodo delle ristrutturazioni. La speranza di Morandi è di poter tornare a vivere a Budelli in un secondo momento, con il ruolo di volontario ed educatore ambientale.

UN’ISPIRAZIONE PER IL GRANDE CINEMA

Ma quello su Mauro Morandi non è l’unico film girato a Budelli. La piccola isola de La Maddalena fu infatti scelta da Michelangelo Antonioni nel 1964 per girare alcune scene del suo primo film a colori, “Deserto rosso”, in cui il ruolo della protagonista era interpretato da Monica Vitti. Il lungometraggio fu premiato con il Leone d’oro alla mostra del cinema di Venezia nel 1964 e con il Nastro d’argento assegnato al direttore della fotografia Carlo Di Palma nel 1965.

LE MINACCE PER L’ISOLA E PER LA SPIAGGIA

Per quanto l’attenzione verso la spiaggia rosa sia particolarmente alta e l’impegno del parco per tutelarla sia forte, ci sono una serie di fattori che ne minacciano la sopravvivenza. Tra questi è da citare senza dubbio la maleducazione dei turisti, che nel tempo hanno aggirato ogni controllo e prelevato grandi quantità di sabbia come “souvenir”.

Un secondo pericolo, sempre legato al turismo di massa, riguarda le imbarcazioni, che spesso tentano di sfuggire ai controlli e di attraccare nei pressi dell’isola nonostante i divieti, minacciando così la vegetazione sottomarina a cui la sabbia deve il suo colore. E come se tutto questo non bastasse, anche il cambiamento climatico mette in pericolo - in prospettiva - questo angolo di paradiso; è responsabile dell’erosione costiera e dell’innalzamento della temperatura e del livello delle acque, ma anche dell’acidificazione degli oceani, che è una delle principali cause della diminuzione dei sedimenti marini, proprio quelli a cui la spiaggia di Budelli deve il proprio colore.