Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Bruxelles taglia le emissioni di gas serra: -40% di CO2 entro il 2030

  1. Home
  2. Smart energy
  3. Bruxelles taglia le emissioni di gas serra: -40% di CO2 entro il 2030

Approvato anche l'Industrial Compact: 150 milioni di euro alle imprese del settore manifatturiero. Confindustria: i vincoli di Bruxelles rischiano di indebolire le imprese europee

Taglio del 40% delle emissioni di CO2 rispetto al 1990, produzione di energia da fonti rinnovabili per almeno il 27% del totale, definizione di nuovi indicatori per garantire un sistema energetico europeo competitivo e sicuro. La Commissione Ue ha presentato a Bruxelles i nuovi pilastri della strategia comunitaria per il clima e l’energia da qui al 2030. Alla base il coordinamento nelle scelte di policy e nell’adozione di nuove tecnologie da parte degli Stati membri in vista dell’obiettivo, ambizioso ma condiviso, di un’economia a basse emissioni di carbonio.

Il quadro a cui si tende per il 2030 dovrebbe, nelle intenzioni della Commissione, garantire più certezze per gli investitori del settore energetico, accrescere la sicurezza nell’approvvigionamento (riducendo la dipendenza dell’Ue dalle importazioni), tutelare il consumatore finale e impedire il lievitare dei prezzi nel lungo periodo (trend, in verità, già in atto). Al protocollo è inoltre accompagnata una proposta legislativa per una riforma del sistema di scambio di emissioni dell’Ue (l’ETS) a cominciare dal 2021.

Il provvedimento, che ora passa al Consiglio e al Parlamento europeo, ha già scatenato discussioni sull’opportunità di appesantire gli obblighi delle imprese del Vecchio Continente stringendo la cinghia sul fronte delle emissioni di gas serra. Secondo il comparto industriale europeo (e lo stesso commissario agli Affari economici Olli Rehn), il vincolo del 40% rischia di causare una perdita di competitività per le imprese del vecchio continente nei confronti di quelle extraeuropee, non sottoposte alle stesse stringenti regole ambientali. Secondo la Commissione invece l’obiettivo del 40% è non solo possibile, ma va letto come un’opportunità per la sicurezza e la competitività delle aziende europee. 

 

BARROSO: "ARMONIZZARE POLITICHE ENERGETICHE"

Positivo infatti il commento del presidente della Commissione, José Manuel Barroso, secondo cui “l’azione per il clima è centrale per il futuro del nostro Pianeta; allo stesso tempo una politica energetica veramente europea è la chiave per la nostra competitività. Il pacchetto di oggi dimostra che affrontare le due questioni contemporaneamente non è contraddittorio, ma si tratta di questioni complementari”. In linea con la sua visione i commissari per l’Energia Günther Oettinger, il cui obiettivo è quello di “fare in modo che l'energia rimanga accessibile per le famiglie e le imprese”, e di Connie Hedegaard, commissario per l'Azione per il clima.

 

INDUSTRIAL COMPACT: 150 MLN ALLE IMPRESE

Approvato anche un altro importante documento, il cosiddetto Industrial Compact per il raggiungimento del 20% del Pil dal settore manifatturiero entro il 2020. Pertanto, sono stati messi a disposizione delle industrie 150 milioni di euro. Si tratta un “segnale chiaro, che sottolinea la necessità di un forte impegno per assicurare la coerenza delle politiche in tutti gli altri settori trasversali a quello produttivo”, ha commentato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione nonché commissario comunitario per l’industria.

Sette le priorità individuate per dare ossigeno alle imprese, tra cui, oltre a politiche di sostegno, anche l’accesso alle risorse finanziarie e agli strumenti produttivi sensibili, il miglioramento dell’area economica, la massimizzazione del potenziale del mercato interno ed internazionale, e il miglioramento del sistema di formazione professionale. 

 

CONFINDUSTRIA: TAGLIO CO2 RISCHIO COMPETITIVITA'

"Fortemente preoccupati per il quadro delle politiche climatiche ed energetiche da qui al 2030". Questo in sintesi il messaggio di Confindustria dopo la presentazione del documento europeo.  Il vincolo del taglio delle emissioni del 40% rischia infatti di tradursi in un aumento nel prezzo dell'energia (che le imprese europee già pagano a prezzi più alti delle concorrenti americane). Il provvedimento, conclude la nota di Confindustria, "rischia di essere irrealistico e autolesionista in una fase critica come l’attuale e di avere gravi effetti sulla competitività dell’industria italiana ed europea, senza produrre i risultati sperati".

 

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti di  Energie Sensibili seguici su Facebook e Twitter.