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Bebe Vio: la testimonial perfetta

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Bebe è una grande perché ti dà qualcosa. Tu le parli, la osservi e assorbi

Montecarlo: Nico Rosberg sale sul palco a ritirare il premio che celebra la sua incredibile vittoria nel mondiale di F1 prende la parola e la prima cosa che dice cercando Bebe in platea è “Beatrice sei una grande”.

Basta, per me è tutto qui.

La magia di un momento e di una emozione semplice, quel senso di ammirazione profonda, talmente profonda che ti distrae da te stesso e ti proietta su un’altra persona. Una persona grande, col cuore grande, con il coraggio grande, con una anima grande.

Bebe Vio è grande. E non solo perché quando ti parla ti guarda con degli occhi che raccontano una storia di chi ha vissuto già due o tre vite e non puoi credere che abbia solo 20 anni. È grande perché ti dà qualcosa. Tu le parli, la osservi e assorbi. Ha una sorta di aura magica che ne rende aggraziati i movimenti, sinuose le linee. Mi ricordo di averla vista allenarsi sulla carrozzina e correre con le sue protesi e di aver pensato che ci fosse qualcosa di quasi musicale nei suoi movimenti. È lo stato di grazie dei grandi atleti, l’estetica di un movimento. Chiunque di noi da bambino si è fermato a rivedere un gesto di un suo idolo, quasi rapito dall’estetica del gesto in sé. La rovesciata di Pelè, il dritto di Federer, la schiacciata di Jordan. C’è qualcosa di soprannaturale nei movimenti dei campioni. Bebe si muove grazie a delle protesi ma tu non le vedi mai, lei fluttua, la gravità sembra non esistere per lei. Sempre aggraziata, sempre ben bilanciata, controlla i suoi movimenti con una maestria assoluta. E quando sale sulla sua carrozzina e indossa la tuta da scherma, usa il fioretto e il corpo come se fosse una linea disegnata dal pensiero.

 

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Ecco, vedete, non è mio compito raccontarvi cosa abbia dato la forza a Bebe di arrivare dove è adesso partendo dalle carte che le sono state servite quando era piccola. Credo che sarebbe anche profondamente arrogante oltre che privo di sensibilità da parte mia provare a raccontarlo. Perché sbaglierei le parole, perché credo che non si possa e non si debba e perché credo che qualsiasi cosa sia, sia proprietà privata di Bebe, ne ha i diritti di autore, ne deve e ne può parlare lei, solo lei e con chi vuole.

Però so cosa vedo io, cosa provo io quando la vedo, cosa hanno provato e mi hanno detto i miei amici, i miei cari e le persone che stimo quando ho parlato della nostra idea di sceglierla come testimonial. E so che aria si respirava sul set del nostro spot. E, fatemelo dire, è stata una grande libidine.

Una vera libidine. Perché ho visto sguardi fieri di chi si è sentito onorato di lavorare con una tale campionessa e una donna del genere, perché ho sentito il senso di orgoglio dei miei colleghi all’idea di avere lei come testimonial, perché vedo che ovunque vada lei sa toccare l’anima. E questo basta, non hai bisogno di altro per capire che è tutto un incastro perfetto. Leggi negli occhi delle persone che tutto torna alla perfezione.

Sorgenia ha scelto la migliore testimonial del mondo e per una volta abbiate pazienza se non farò la disamina dei valori che ci accomunano, dei razionali, dei parallelismi. Inventatevi i collegamenti che volete e spero che vi godrete questa scelta così come ce la stiamo godendo noi. Perché quando sei davanti a un'emozione così pura, intensa ma anche semplice, non ha senso farsi troppe domande, né ha valore dilungarsi a provare a commentarla. Te la vivi, te la godi, magari finirà, magari no. Salite a bordo tutti e vivetela anche voi insieme a noi.

Ha ragione Nico: “Beatrice sei una grande”. Punto e basta.