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Banda larga, Italia in crescita ma lontana dalla media europea

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I dati pubblicati da I-Com mettono in luce l'aumento dell'offerta e al tempo stesso il basso livello della domanda. La rivincita del Mezzogiorno: comanda la Calabria, arretra il Triveneto

Il business del futuro punta tutto sull'economia digitale e anche in Italia aumentano gli investimenti su banda larga e infrastrutture innovative. Tuttavia, la crescita dell'offerta non è seguita dalla domanda, con il risultato di un divario netto rispetto alla media europea. È la sintesi dello studio effettuato da I-Com, Istituto per la competitività.

 

LA CRESCITA DELL'ITALIA

L'Italia è al 25° posto nella classifica europea sulla diffusione della banda larga relativa al 2014. Il nostro Paese guadagna una posizione rispetto all'anno precedente grazie all'incremento e allo sviluppo della rete 4G e alla copertura broadband fissa e mobile.
Se nella graduatoria non figuriamo nelle prime posizioni c'è comunque da registrare un netto incremento avvenuto negli ultimi mesi. Infatti, a cavallo tra il 2013 e il 2014 l'Itala ha registrato una variazione positiva del 14% sul Broadband Index (IBI), l'indicatore che misura lo sviluppo digitale.

 

DOMANDA E OFFERTA

La classifica IBI relativa all'offerta colloca l'Italia al 23° posto, con una crescita del 18% rispetto al 2013, a fronte di una media europea del 2%.
Nella graduatoria della domanda il Belpaese si posiziona al 21° posto, senza incrementi rispetto all'anno precedente. È questa la vera spina nel fianco delle imprese digitali e del sistema Italia che non riescono a sfruttare gli investimenti e le infrastrutture innovative.
L'indicatore prende in considerazione diverse variabili: la penetrazione della banda larga, la velocità di connessione e i suoi costi, il potere di mercato dei nuovi entranti, la penetrazione delle rete mobile e 3G oltre alla percentuale di connessioni in fibra rispetto al broadband.

 

COMANDA LA CALABRIA

Nel suo rapporto, I-Com ha stilato la mappa della diffusione di banda larga a livello regionale in Italia. Il dato sorprendente riguarda l'avanzamento del Sud con la Calabria al comando per diffusione con il 64% del totale, 26 punti percentuali in più della media nazionale pari al 37,8%.
Seguono la Campania (61,3%) e il Lazio (57,9%). La Lombardia (38,9%) e l'Emilia Romagna (39,8%) rispecchiano grosso modo la media nazionale. Al contrario, stupiscono i dati negativi del Trentino Alto Adige (19,6%) e del Veneto (22,7%).
A livello provinciale sono ben 11 quelle che superano una copertura del 60%, soprattutto quella di Crotone (82%), Napoli (81%) e Palermo (77%).
Per quanto riguarda la diffusione del 4G la media nazionale è pari all'89,6%. In questa speciale classifica arrancano la Basilicata (71%), la Sardegna (79%) e in generale le aree con piccoli comuni.

 

SWITCH OFF PER AZZERARE IL DIVARIO

Se da un lato l'Italia è tra i Paesi che ha visto crescere maggiormente la propria offerta digitale, attraverso un percorso di diffusione delle infrastrutture broadband e super HD, l'altra faccia della medaglia è rappresentata dal basso livello di alfabetizzazione digitale, tra i più negativi dell'Europa.
Le infrastrutture di reti sono un elemento basilare per lo sviluppo delle imprese innovative. Secondo il rapporto, il divario da domanda e offerta potrebbe diminuire grazie a uno switch off digitale per i servizi pubblici, si pensi alla prenotazione delle visite mediche o al pagamento delle imposte online che potrebbero segnare la vera svolta per le imprese italiane.