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Assegni digitali e mobile POS: tecnologia per superare il contante

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Il futuro dei pagamenti elettronici alla Social Media Week di Roma: italiani ancora diffidenti ma il nostro è il Paese più sicuro contro le frodi informatiche

In Italia ancora nove pagamenti su dieci avvengono con denaro contante; nel 2013 la media pro-capite è stata di 85 transazioni no-cash, contro le 400 dei Paesi scandinavi. Sono alcuni degli spunti del workshop sul Digital Payment organizzato dall’associazione CashlessWay alla Social Media Week di Roma. L’incontro ha cercato di fare il punto, anche con l’aiuto delle istituzioni, sullo stato dell’arte dei pagamenti elettronici in Italia che – pochi lo sanno – è il Paese europeo col più basso tasso di frodi (appena lo 0,02% delle transazioni, contro lo 0,07% di Francia e Regno Unito).

“Per superare il gap servono incentivi culturali ed economici”, ha sottolineato Sergio Boccadutri, primo firmatario in Parlamento della proposta di legge sugli strumenti di pagamento elettronici. “Bisogna intervenire sia sul lato merchant che sul consumatore: la vera leva per valorizzare culturalmente l’epayment è rappresentata dai micro-pagamenti”. Oggi in Italia la spesa media su carte di credito ricaricabili è di circa 46 euro, circa la metà di quella con carta di credito che si aggira sugli 87 euro per transazione.

 

 

Anche i vecchi metodi di pagamento possono essere riproposti utilizzando la tecnologia. “Una buona soluzione per le imprese sono gli assegni digitali”, ha detto Rita Camporeale di Abi. Nel 2013 la versione tradizionale di questo strumento è stata scelta per molte transazioni, dal valore complessivo di 250 milioni di euro. “Oggi le banche – ha proseguito Camporeale – sono in attesa dei provvedimenti attuativi per l’assegno elettronico”.

NFC, mobile POS, wallet: l’offerta tecnologica per l’epayment è in continua espansione ma non sempre i cittadini sono a conoscenza delle diverse possibilità. Tra le idee per aumentare la consapevolezza del consumatore c’è quella di promuovere i pagamenti elettronici con spot di “pubblicità progresso”, come ha proposto Alberto Adorini, CEO di Payleven Italia. Marco Di Cosimo, ad di Moneynet SpA del Gruppo Bassilichi, sha parlato invece dell’opportunità di mostrare alle persone il costo del contante: “Polizze assicurative, furti, assegni scoperti sono costi non visibili del denaro cash”.

 

 

Un punto ha messo d’accordo tutti i relatori: creare una defiscalizzazione delle transazioni con carte di credito e altri strumenti analoghi, per spingere i consumatori e le imprese verso forme di pagamento cashless.

 

Federica Ionta

 

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