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Andy Warhol, tutti i volti dell’arte Pop

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Pittura, scultura, cinema, pubblicità, digital art, persino. Tutte le rivoluzioni visive dell’artista di Pittsburgh

Trent’anni fa si spegneva a New York Andy Warhol, che ha rivoluzionato il modo di vedere non solo l’arte ma ogni aspetto “visivo” della società moderna. Difficile sintetizzare la vita di un artista che ha messo le mani un po’ dappertutto, dalla pittura al cinema, dalla pubblicità alla moda, fino a toccare, e qui forse potremmo stupire chi conosce solo superficialmente il lavoro del genio pop, la digital art.

Andy Warhol è considerato il massimo esponente della Pop Art e fondò, nel 1962, la celeberrima “Factory”. Qui si producevano le sue famose serigrafie e si riunivano personaggi di spicco del panorama artistico e musicale dell’epoca, come Lou Reed, Bob Dylan, Truman Capote  e persino Salvador Dalì. Warholè stato l’autore che più di ogni altro, nell’era contemporanea, ha posto l’artista sul red carpet, insieme alle star di Hollywood e ai protagonisti della politica.

Abbiamo scelto alcune delle opere che per noi raccontano il suo ruolo nella nascita dell’arte e della cultura “pop”. Se siete invece di quelli amano le biografie (magari con un po’ di dramma e gossip)  potete gustarvi la pellicola a lui dedicata nel 2006, “Factory Girl”.

 

“THAT’S ME": L’ARTISTA ROCKSTAR

Andy Warhol era ben conscio di essere riuscito a divenire nell’immaginario collettivo una vera e propria star, al pari di attori e cantanti. I suo interventi ai vernissage mandavano le folle in delirio, come accadeva ai concerti o alle prime visioni al cinema. La conferma di questa consapevolezza fu il gran numero di autoritratti che l’artista realizzò e impose al pubblico,  durante tutta la sua carriera. Nel 1977 ne fece una raccolta che intitolò “That’s me”.

 

“MARYLIN”: L’INVENZIONE DELL’ICONA POP

Warhol realizzò le sue prime 10 Marylin Monroe nel 1967, colorando una celebre foto di Gene Korman utilizzata nel 1953 per il lancio del film Niagara. La “divina”, scomparsa in circostanze misteriose nel 1962, era già una star internazionale ma l’artista la trasformò in una vera e propria icona pop. Questa serigrafia, di cui esistono oggi ben 250 copie “originali”, è ormai celebre quanto il volto della Gioconda.

 

IL “CHE”:  LA GRANDE STORIA SUGLI ZAINETTI

Altro volto iconico reso celebre da Warhol è quello del rivoluzionario cubano Ernesto Guevara, detto il “Che”. Lo scatto originale è del fotografo Alberto Corda, mentre l’idea di farne una stilizzazione appartiene all’artista irlandese Jim Fitzpatrick. Fu però Warhol a consegnare definitivamente all’immortalità quell’immagine eroica che segnò indelebilmente i nostri anni di liceo. Chi non la ricorda infatti  stampigliata su bandiere e striscioni durante le occupazioni a scuola? Senza dimenticare quegli irriducibili che se la portavano direttamente impressa sullo zainetto.

 

COCA-COLA E BARATTOLI: L’ARTE DEL CONSUMO

Oltre ai volti delle star, Andy Warhol trasformò in opere d’arte anche prodotti di consumo quotidiano, come cibi in scatola e bibite gassate. Forse fu proprio questo l’elemento più dirompente della pop art che, come ebbe a dire una vota lo stesso Warhol,  “è un modo di amare le cose”. Un’arte che ancora oggi possiamo “gustare” stappandoci una semplice Coca-cola. Per l’altrettanto celebre zuppa di pomodori “Campbells”, invece, bisogna partire per gli  States, o acquistarla online, dato che nei nostri supermercati non si trova.

 

 

IL VIDEO DELL’HAMBURGER: WARHOL AL CINEMA

Andy Warhol non si dedicò solo alla pittura ma sperimentò anche il cinema, dimostrandosi un rivoluzionario anche in questo campo. I suoi film furono sicuramente di ispirazione per molti grandi cineasti,  ma non aspettatevi nulla di simile all’ultimo blockbuster che siete andati a vedere con la vostra famiglia.  Preparatevi invece a “Sleep”, ovvero la ripresa di un uomo che dorme per ben 5 ore. Altro titolo celebre è il seguente “Andy Warhol che mangia un hamburger”.  Solo 5 minuti, per vostra fortuna.

 

L’ALBUM DA “SBUCCIARE”

In un certo senso Andy Warhol è il primo “Re del Pop” anche se questo titolo spetta, in ambito musicale, a un’altra star immortale, Michael Jackson. Di musica si è interessato però molto anche Warhol, ispirando e producendo alcuni gruppi famosi, tra cui i Velvet Undeground. Per loro disegnò anche la copertina dell’album d’esordio, “Velvet Undeground & Nico”, la celebre banana che si poteva “sbucciare”.

 

 

I FLOPPY SEGRETI: ANDY E L’ARTE DIGITALE

Forse non tutti lo sanno, ma Andy Warhol fu anche un precursore della moderna digital art. Nel 2014 furono scoperti, all’interno dei floppy disk di un vecchio Commodore Amiga 1000, alcune opere digitali che l’artista aveva creato nel 1985, in occasione del lancio della macchina, che lo ebbe come testimonial d’eccezione.