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Alex Pazzaglia, in vacanza con l’e-bike alla scoperta della natura

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Il travel blogger: “Tante persone iniziano a interessarsi a questo mondo. Viaggiare in una dimensione più raccolta e nel rispetto dell’ambiente: è uno degli effetti collaterali positivi dell’emergenza coronavirus”

“Io sono sempre andato in bici fino a 10-15 anni fa, poi ho smesso perché altre passioni avevano preso il posto di quella per le due ruote e per i pedali. Poi è arrivato il Covid-19, con la quarantena, il lockdown, la chiusura delle palestre. E in quel momento ho capito che lo sport è qualcosa di vitale, che non serve soltanto ad alleviare lo stress. Se durante il lockdown non avessi avuto lo sport, praticato nel rispetto delle regole, superare l’emergenza sarebbe stato molto più difficile”. A parlare è Alex Pazzaglia, travel blogger e influencer, che ci racconta come l’uscita dal lockdown sia stata per lui il momento in cui ha deciso di valorizzare un modo nuovo di concepire le vacanze, all’insegna della scoperta della natura e di luoghi bellissimi anche se spesso poco frequentati. 

Alex, come hai scoperto e come ti sei appassionato all’e-bike?

L’ho scoperta grazie al fatto che ha conosciuto una diffusione importante nel territorio in cui vivo, un piccolo paesino alle pendici del monte Nerone, nella provincia di Pesaro-Urbino. Molte strutture ricettive della mia zona promuovono questo genere di esperienza, e una volta provata mi sono appassionato immediatamente. Ho comprato una e-bike e ho iniziato a uscire ogni sera dopo la giornata di smart working, esplorando le bellezze naturali e i percorsi nelle vicinanze. Oggi ogni volta che ho qualche ora o qualche giorno libero e scorgo la possibilità di una nuova esperienza in e-bike la affronto con entusiasmo. 

Qual è stata l’esperienza più bella che hai vissuto durante l’estate ormai agli sgoccioli?

Senza dubbio la scalata dell’Etna in e-bike. Siamo partiti dal Rifugio Sapienza e siamo arrivati fino in cima, fino a dove era possibile proseguire su due ruote vicino al cratere principale. Dieci kilometri in salita che con una bici normale sarebbero stati proibitivi se non impossibili, davanti a paesaggi e scorci suggestivi come quello della Valle del Bove, mangiando soltanto un panino accanto a un cratere spento. Un’esperienza unica anche dal punto di vista fotografico, che è un’altra delle mie passioni. Non ero mai stato prima su un vulcano attivo, e a questo l’Etna aggiunge un elemento visivo molto affascinante, con la separazione netta dei colori tra il cielo e la terra, e con il riemergere della natura dalle vecchie colate laviche. In più, per concludere, la stessa esperienza con un tour organizzato magari in quad non avrebbe avuto lo stesso significato, perché sono convinto che la fatica abbia aggiunto bellezza all’esperienza creando un legame “reale” con il territorio. 

 

Al di là dei veri e propri viaggi, anche il territorio in cui vivi offre possibilità di esplorazione? 

Naturalmente. Negli ultimi mesi ho praticamente fatto in più tappe il giro delle Marche in e-bike. Tra le esperienze più belle quella alle Gole del Furlo vicino ad Acqualagna, alla Testa del Duce nel Comune di Fermignano, a Urbino e al Castello di Naro, un piccolissimo castello su un’altura tra Urbino e Acqualagna, posto splendido per osservare il tramonto. Ma ormai tra l’Umbria e le Marche ogni giorno faccio tra i 30 e i 40 kilometri, e sono sicuro che non sarà una passione soltanto estiva. 

Quanto conta in queste esperienze il contatto con la natura e il rispetto per l’ambiente?

E’ fondamentale. Se nell’era pre-Covid era molto diffuso il fenomeno di andare in posti conosciuti e fare le stesse cose che gli influencer postavano su Instagram, oggi l’attenzione ai luoghi sta cambiando. Già l’anno scorso, ad esempio, ho fatto un tour della Scozia basandomi soltanto su quello che avevo letto sul National Geographic, visitando a piedi le principali attrazioni naturalistiche. L’attenzione verso la natura cresce anche così, visitando luoghi che non sono ancora stati abbastanza valorizzati dal punto di vista turistico, una possibilità che fino a pochi mesi fa non era nemmeno presa in considerazione se non da piccolissime nicchie. Non si tratta più di trovare un ristorante e di fare una visita mordi e fuggi a un luogo noto, ma di scoprire un territorio e le sue caratteristiche immergendovisi e vivendolo. La dimostrazione viene anche dai luoghi in cui vivo: da quest’anno abbiamo avuto un boom di turisti che vengono a fare le passeggiate nel bosco, e che ad esempio sono sempre più interessate a capire tra quali piante e tra quali fiori stanno camminando. E’ uno degli effetti collaterali positivi dell’emergenza coronavirus

Che feedback hai ricevuto rispetto alle vacanze in e-bike dai tuoi follower?

Faccio parte di un mondo di microinfluencer che parlano e si relazionano tra loro e con le persone, e mi sono trovato spesso a dare consigli a chi magari non aveva ancora mai preso in considerazione l’e-bike. Alcuni mi hanno chiesto indicazioni su come fare a prenderle in affitto, ma ci sono stati anche moti miei colleghi da tutta Italia che sono venuti a fare almeno un giorno di vacanza qui per provare l’esperienza di esplorare il monte Nerone in e-bike dopo aver visto i video che avevo postato. 

Quale sarà il tuo prossimo giro in e-bike?

Una vacanza alla scoperta dei laghi del Trentino, che era saltata in prossimità di Pasqua a causa del lockdown, quando era già tutto programmato. Ora sto provando a riprogrammarla per settembre.