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Agevolazioni per Pmi innovative: le novità dell’Investment Compact

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Il decreto, ancora al vaglio della Camera, introduce una nuova tipologia di azienda, a cui vengono riconosciuti i bonus fiscali riservati alle startup innovative, ma non quelli in materia di lavoro

Riduzione degli oneri per l’avvio di impresa, incentivi fiscali per le società, possibilità di raccogliere capitali con il crowdfunding e di utilizzare forme alternative di remunerazione. Queste sono solo alcune delle agevolazioni di cui godranno tutte le Pmi innovative. Si tratta di una nuova tipologia di azienda che, secondo quanto previsto dal cosiddetto Investment Compact, varato dal Governo lo scorso gennaio, può beneficiare di una serie di benefit riservati finora alle startup iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese. Il decreto è tuttavia ancora in esame alla Camera dei Deputati, per cui si hanno 60 giorni per convertilo in legge definitivamente.

 

COSA SONO LE PMI INNOVATIVE

In poche parole, l’Investement Compact ha esteso alcune norme del decreto Crescita 2.0 varato nel 2012, stabilendo, per altro, quale tipo di imprese possono ricadere sotto la categoria di Pmi innovative. Per prima cosa, non deve avere più di sette anni di attività né essere quotata in borsa. Ma è necessario che possegga almeno altri due tra i requisiti indicati dal testo in questione, e cioè  presentare un volume di spesa in ricerca e sviluppo, escluse le spese per l’acquisto di beni immobili, in misura uguale o superiore al 3% della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione della Pmi innovativa, e impiegare come dipendenti o collaboratori in percentuale superiore ad un quinti dell’intero team di lavoro, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca in Italia o all’estero. Infine, bisogna avere la titolarità di almeno un brevetto o un software registrato alla Siae.

 

PIÙ AGEVOLAZIONI E OPPORTUNITÀ DI CRESCITA

Tutte le Pmi innovative potranno così beneficiare della riduzione degli oneri per l’avvio di impresa, dell’accesso a forme alternative di remunerazione come lo stock option e il work for equity e raccogliere capitali mediante il crowfunding. In più potranno godere degli stessi incentivi finora riservati alle società e persone fisiche che investono in startup. Si parla, in cifre, di 7 milioni di euro per il 2015, di 39,6 milioni per il 2016 e infine di 26,9 milioni all’anno a partire dal 2017. È inoltre garantita la defiscalizzazione del 50% per i redditi derivanti dall’utilizzo, diretto o indiretto, di brevetti.

 

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QUALI DIFFERENZE CON LE STARTUP?

Resteranno ad appannaggio delle startup le agevolazioni in materia di lavoro. Alle Pmi innovative si applicano infatti solo le agevolazioni fiscali riservate alle startup innovative, ma non le norme particolari relative al diritto fallimentare e ai contratti. Si ricordi che queste ultime sono in genere aziende più giovani, costituite da non più di 48 mesi, con ricavi minori di 5 milioni di euro e senza distribuzione di utili, e che offre prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico.

 

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