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Addio a Mandela: uomo di pace, giustizia, sostenibilità

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Una vita spesa per difendere i più deboli e la “sua” Africa dallo sfruttamento indiscriminato. A luglio gli era stato dedicato un parco di 95 alberi nello stato nigeriano Delta

Nelson Mandela è stato più che un ribelle, più che un leader anti-apartheid, più che un presidente. Madiba è stato, per parafrasare le parole del presidente americano Barack Obama, “un uomo che ha preso la Storia in mano" per promuovere un ideale universale di giustizia. Una icona di pace e democrazia, per l’Africa e per il mondo intero.

 

Impossibile ricordare la sua lunga vita senza parlare della lotta contro la segregazione razziale, dei 26 anni di prigionia a Robben Island, del premio Nobel per la Pace fino alla presidenza del Sudafrica. Nelson Rolihlahla Mandela ha fatto dell’orgoglio africano una ragione di lotta pacifica, declinando questo spirito progressista in tutte le sue forme: dalla tutela del territorio alla difesa dei più deboli.

 

Nei tanti discorsi in pubblico ha parlato di povertà, fame, sfruttamento indiscriminato del suo continente. Nel 2004, durante una riunione di alti funzionari del World Food Program dell’Onu, il presidente Mandela disse: “La fame è una questione di giustizia sociale, non economica. Il nostro approccio al cibo e alla sua distribuzione riflette i nostri valori morali fondamentali. Ci sono paesi relativamente poveri dove quasi tutti hanno un’alimentazione adeguata e paesi ricchi in cui vi è una diffusa malnutrizione. I sistemi economici di questi paesi sono differenti. Coloro che hanno avuto successo, sono riusciti perché hanno fatto della lotta contro la fame una priorità”.

 

Il grande impegno umanitario gli ha procurato stima e ammirazione mondiale. Nel luglio scorso, per il suo 95esimo compleanno, la città di Asaba nello stato Delta della federazione nigeriana gli ha dedicato un parco piantando 95 alberi. Il Mandela Garden, ha detto il governatore Uduaghan al momento dell’inaugurazione, “manterrà viva nel tempo la memoria di un grande africano”. Ma ci sono aree verdi dedicate a Madiba in tutto il mondo: da Toronto, in Canada, a Leicester in Inghilterra, fino a Kingston in Giamaica.

 

Rolihlahla – il nome originale di Mandela che vuol dire “colui che combina guai” – ha scardinato un sistema congelato da centinaia di anni, che ancora non si è completamente ricostruito. Tra le eredità che ha lasciato all'Africa e agli africani l’onere e l’onore di costruire il continente del prossimo millennio, tenendo vivi quegli ideali di giustizia ed equità che hanno fatto da fil rouge a tutta la sua lunga vita.