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7+1 giochi con cui passavamo l’estate in città

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Battaglie a gavettoni, sfide a schiacciasette e a nascondino. Ecco come sfogavamo, da ragazzi, la nostra energia nelle lunghe giornate estive

Vi ricordate, da ragazzi, quando d’estate la città si svuotava? E noi, con pochi amici, dovevamo rimanere ancora qualche giorno a casa prima di partire per le vacanze? Quanto tempo a disposizione e quanta energia da consumare! Tv e videogames (ancora quelli pixellosi) non potevano certo bastare. La strada chiamava e noi ci lanciavamo in mille giochi. Ve li ricordate? Noi ci abbiamo provato, scegliendo quelli che più ci hanno dato energia.

 

LA CAMPANA

Bastava un gessetto e un sasso per cimentarsi in questo gioco che metteva a dura prova il nostro equilibrio e la nostra destrezza nel lancio. Qualcuno potrebbe pensare che si tratti solo di un gioco per bambini piccoli, ma si ricrederà guardando la versione estrema della campana in cui si sono esibiti alcuni stuntmen professionisti.

 

BATTAGLIA A GAVETTONI

Col caldo soffocante e l’asfalto rovente, ogni giorno finiva immancabilmente con una battaglia d’acqua totale. Si cominciava svuotando una bottiglietta nella schiena di qualcuno, per poi finire con secchiate intere o impugnando il tubo per innaffiare. Negli ultimi anni sembravamo veri e propri liquidator (cioè, volevamo dire “Terminator”) e Schwarzenegger stesso ci faceva un baffo.

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TEDESCA E TORELLO

Con un pallone a disposizione la faccenda ovviamente cambiava. Anche se non si era in numero sufficiente per una partita di calcetto, le alternative erano molte. Le partite di tedesca, ad esempio, potevano durare anche tre giorni. L’unica regola era: chi perde (la palla) recupera. Poi c’era il torello. I più scarsi rimanevano traumatizzati a vita. Molti di loro ancora corrono in cerchio…

 

SCHIACCIA SETTE!

Se nel gruppo c’erano anche le ragazze, o se qualche compagno aveva chiaramente “due piedi sinistri” (come chi vi scrive, d’altronde), il pallone si prestava anche ad altri giochi. Il più letale che ricordiamo era  “schiaccia sette”. Come ricorderete, era una specie di pallavolo senza rete, ma il bello era che dopo sei palleggi consecutivi, il settimo doveva “schiacciare” con tutta la forza addosso all’amico più vicino. Vinceva chi si fratturava il naso per ultimo.

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NASCONDINO

Il nascondino è forse il gioco di strada più antico e semplice del mondo. Pur di non farsi trovare, alcuni di noi si improvvisavano acrobati, contorsionisti e autentici ninja. E all’epoca non avevano ancora istituito il Nascondino World Championship, ufficiale dal 2010.

 

LE BIGLIE

Al posto dei Pokemon e dei Fidget Spinner, noi collezionavamo le biglie. Di vetro, di plastica, trasparenti, marmorizzate, di tutti i colori. Il gioco, in qualsiasi versione vi venga in mente, consisteva per lo più nel colpire la biglia dell’avversario, scagliandola fuori da un’area prestabilita e vincerne il possesso. Eterne amicizie si sono rotte per quella biglia rosso fuoco che tutti chiamavano “occhio di drago”.

 

RUBA BANDIERA

Dentro casa c’era il gioco della bottiglia, ma fuori come facevi a farti notare dalla “tipa” della scala A? Ovvio, tiravi fuori un fazzoletto (possibilmente pulito!) e organizzavi una sessione di “ruba bandiera”. Facevi in modo di essere nella squadra avversaria e di avere il suo stesso numero. E poi, con la bandiera che ondeggiava languidamente tra di voi, tentavi, in genere molto goffamente, di sfoderare il tuo migliore occhio di triglia. Chissà perché, Massimo Ciavarro con questo trucco riusciva a conquistare Isabella Ferrari in “Sapore di Mare”, nell’ormai lontano 1983. A noi non è andata così bene.

 

CITOFONA E SCAPPA!

Ok, più che un gioco di strada, qui parliamo di una vera e propria ragazzata. Ma chi di noi non l’ha mai fatto almeno una volta? Magari premendo il pulsante un millisecondo per poi scappare per un paio di chilometri sfiatando e ridacchiando. Col rischio che all’interno “colpito” fossero già partiti per le vacanze. Non fu così per l'amico di college di JD e Turk, in "Scrubs". L'inqulino c'era eccome!