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10 film di Dario Argento che non ci hanno fatto dormire

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Il maestro del brivido compie 76 anni, passati in larga parte a terrorizzare intere generazioni di spettatori. Riviviamo quelle emozioni attraverso le sue pellicole più famose

Oggi, esattamente 76 anni fa, nasceva il maestro indiscusso del cinema horror italiano. Dario Argento, con tante candeline accese a portata di mano, probabilmente si divertirebbe a darci fuoco come fa Sarah de “La terza madre” con la creatura malefica Mater Lacrimarum. Essendo gelosi della nostra pellaccia, invece, preferiamo omaggiarlo con una lista di dieci dei suoi film che non ci hanno fatto dormire la notte.

 

IL GATTO NOVE CODE

La scena cult è una passeggiata in un cimitero, mentre scorrono le note jazz firmate da Ennio Morricone. Tranquillizzante? Niente affatto. Sangue a fiume e suspense alla massima potenza già in questa opera, una delle primissime del Maestro. E quelle note di Morricone ci inquietano ancora oggi.

 

PROFONDO ROSSO (SPOILER)

Dopo aver visto questo grande classico, targato 1975, metà dei ragazzi di allora non voleva più farsi dare la buonanotte dalla mamma. Per alcuni di noi “mamma” e “mammina” sono diventati quasi due tabù. Chi poi non ha mai provato a suonare sulla tastiera di un pianoforte, pur non avendo studiato al Conservatorio, l’indimenticabile motivetto musicale composto dai “Goblin”?

 

LE QUATTRO MOSCHE DI VELLUTO GRIGIO

Il colpo di pistola girato al rallentatore è un must per tutti i nerd d’Italia. Altro che Matrix. Noi, che pure un po’ nerd lo siamo, lo ricordiamo soprattutto per la presenza del nostro amico “Piedone”, lo scomparso Bud Spencer, che nel film interpreta addirittura il ruolo di “Dio”.

 

INFERNO

Alcune scene che all’epoca ci hanno terrorizzato oggi sembrano un po’ ridicole. Tipo quella dell’uomo con un coltello piantato nel collo che, per chiedere aiuto alla compagna prima di morire, praticamente la placca per mezz’ora come stessero lottando in un incontro di wrestling. Inutile dire che l’assassino ha tutto il tempo di estrarre la lama dal collo dell’uomo e risistemarlo nella schiena di lei.

 

SUSPIRIA

“Tremate, tremate, le streghe son tornate!”. Film girato in una scuola di danza, ma dimenticatevi Dirty Dancing e Step Up. Nessun sogno da realizzare nel destino delle nostre ballerine, ma magia nera e splatter spinto. Ovviamente finiranno tutte male, molto male.

 

 

LA SINDROME DI STENDHAL

Forse il suo peggior film, grazie anche alla disastrosa prova d’attrice della figlia Asia. La pellicola ci offende anche per lo zoppo tentativo di parlare d’arte. Ma come non ricordare il buco di pallottola nella guancia di una delle vittime attraverso i quale l’assassino osserva mellifluo la protagonista?

 

IL CARTAIO

Proprio non ci siamo. Quando il maestro della paura cerca di affrontare una qualche tematica di attualità non riusciamo a fare a meno di chiedergli “meno chiacchiere e più sangue”. In questo caso il gioco d’azzardo elettronico è una condanna a morte anche per lo spettatore.

 

NON HO SONNO

Più che un titolo, una promessa per molti di noi, soprattutto quelli più suscettibili. Indimenticabile la scena iniziale della donna che viene squartata sul treno, nonostante la lodevole intenzione di proteggerla da parte del controllore, che finisce ammazzato pure lui, per la gioia di chi non aveva comprato il biglietto. Le Ferrovie dello Stato ringraziano.

 

ZOMBI

Forse non tutti sanno che uno dei più classici film internazionali sui morti viventi, quello stesso “Zombi” di George A. Romero che Dylan Dog cita nel suo primissimo albo, è stato scritto e prodotto in collaborazione proprio con il nostro Dario Argento. “Giuda ballerino” che film!

 

DRACULA 3D

Il maestro non funziona con gli occhialetti. Incasso scarno a fronte di un investimento “monstre”. Gli unici a non aver dormito sono stati i produttori. Però non potevamo non citare il film che ha per protagonista il vampiro più famoso dell’horror.