La piattaforma open source nasce per agevolare il recupero di immobili e terreni tramite l’eCo-Living. Una mappa interattiva mette in contatto chi ha progetti innovativi e sostenibili con chi ha una risorsa da rivitalizzare
Mettere in contatto i proprietari di immobili e terreni in disuso con realtà che sarebbero interessate a rivitalizzarli con progetti innovativi e sostenibili. È questo l’obiettivo di ReCreo, piattaforma nata con l’idea di recuperare le risorse in abbandono delle aree rurali grazie a una mappatura interattiva della rigenerazione pubblica.
A realizzare quest’idea sono quattro giovani professionisti:
- Shirin Amini, architetto, che si occupa dello studio delle soluzioni di recupero architettonico sostenibile
- Federico Mazzelli, ricercatore e docente presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze, che segue lo studio di applicazioni impiantistiche innovative in ambito rurale
- Leo Cusseau, che sviluppa le attività di project management e ricerca fondi
- Leonardo Porcelloni, geografo, svolge per ReCreo ricerca storiografica, studia soluzioni di mappatura e si occupa della comunicazione social
INDICE DEI CONTENUTI
L’eCo-living al centro del recupero
Il concetto al centro del progetto ReCreo, che si è aggiudicato il premio “Innovazione amica dell’Ambiente” 2019 di Legambiente, è il fatto che in Italia abbondano casolari abbandonati e terreni non più coltivati: risorse che rappresentano un’opportunità persa per chi ne è proprietario ma non le utilizza, ma anche per chi ne avrebbe bisogno ma non ne conosce l’esistenza. Un’impasse, questa la scommessa di ReCreo, che si può superare con un modello di recupero che potrebbe anche arrivare a coniugare la condivisione degli spazi abitativi e di lavoro con la vicinanza alla natura e con il rispetto dell’ambiente e della storia del territorio, in un modello di impresa innovativo che ReCreo ha battezzato con la definizione di eCo-Living.
L’esempio più calzante è quello dei casolari agricoli abbandonati che possono essere utilizzati per creare strutture eco-sostenibili, in grado di offrire esperienze di coabitazione temporanea per chi voglia sperimentare la vita a contatto con la natura, vivendo e lavorando insieme ad altri ospiti. Un progetto aperto a nomadi digitali, freelance, turisti slow e nuove generazioni alla ricerca di modelli di vivere alternativi e più rispettosi dell’ambiente.
Le storie
All’interno di questo progetto il sito di ReCreo raccoglie anche alcune storie evocative di edifici abbandonati ma dalla storia prestigiosa, come ad esempio quella dell’eremo pendente di Montespecchio, esempio di architettura romanica in provincia di Siena, o quella del Dinamitificio Nobel di Carmignano, alle porte di Firenze, nel Comune di Signa.
Sul territorio italiano i beni immobili inutilizzati in aree rurali sono circa due milioni, e molti di questi, secondo l’intuizione dei fondatori di ReCreo, potrebbero trovare una destinazione sostenibile e innovativa grazie alla cosiddetta “mappa della rigenerazione”, piattaforma open-source in continuo aggiornamento in cui chiunque, in qualunque territorio italiano, può fotografare un bene e aggiungerlo alla mappa. Un’attività che contribuisce alla creazione di un database a disposizione di chi sia alla ricerca di risorse da rivitalizzare, con progetti di recupero ma anche con idee imprenditoriali.
La sostenibilità ambientale
Tra gli aspetti centrali della proposta di ReCreo c’è la sostenibilità ambientale, declinata nell’idea di “recupero di suolo” contrapposta al suo consumo, con una valorizzazione delle aree fuori dai centri urbani per contrastare l’abbandono dei terreni coltivati e boschivi. Prendendo ad esempio la Toscana, regione in cui nasce ReCreo, secondo i dati agriregione Europa la superficie agricola totale è passata dagli 1,8 milioni di ettari del 1982 a 1 milione e 100mila del 2016, di cui il 40% tra l’altro non utilizzati. Questo apre tra l’altro anche un problema di manutenzione del territorio, dai rischi idrogeologici a quelli di incendio, fino al degrado paesaggistico.
La sostenibilità è inoltre al centro di ogni progetto di eCo-Living, sia attraverso la progettazione sostenibile per il recupero delle strutture, sia nelle linee guida gestionali improntate all’ecologia delle singole strutture. Come spin-off universitario dell’ateneo di Firenze, inoltre, ReCreo propone progetti di recupero innovativi che puntino a minimizzare i costi energetici di gestione e l’impatto ambientale su tutto il ciclo di vita degli immobili, utilizzando criteri di bioedilizia e Life Cycle Assessment.
I riconoscimenti
ReCreo si è aggiudicata il premio speciale del bando “Welfare che Impresa” di Ubi Banca e Fondazione Accenture, grazie al quale ha potuto intraprendere un percorso di accelerazione di impresa presso Nana Bianca del valore di 5000 Euro. Il bando rivolto a start-up di tutta Italia ha visto la partecipazione di 250 progetti, di cui 12 finalisti, 4 vincitori e 2 premi speciali. ReCreo ha vinto anche il bando di pre-incubazione dell’Incubatore Universitario Fiorentino (IUF), completando un percorso annuale di formazione su economia aziendale, marketing e comunicazione, fundraising, crowdsourcing, normative di riferimento per start-up innovative. Il bando prevede un supporto specifico volto alla costituzione in termini di start-up innovativa e spin-off universitario attraverso una mentorship personalizzata.
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