Ad agosto i carabinieri hanno “ripescato” nei fondali dell’Antro di Tiberio più di 10 kg di rifiuti. Mentre turisti più o meno vip sfidano multe e divieti e fanno il bagno
È uno dei monumenti più visitati in Italia, con una media che varia tra i 250mila e i 300mila ingressi ogni anno, oltre che un patrimonio dell’umanità. Ma è minacciata dall’inquinamento e dai comportamenti irresponsabili dei turisti. Si tratta della Grotta Azzurra, a Capri, in Campania.
La Grotta Azzurra è sostanzialmente una cavità carsica che sorge nella parte a Nord-Ovest dell’isola, nel comune di Anacapri, ed è caratterizzata da un ingresso in parte sommerso, dal quale si può passare soltanto con piccole imbarcazioni a remi condotte da marinai esperti, quando le condizioni del mare lo consentono. Una volta entrati, la luce che filtra dall’apertura dà all’acqua e all’interno della grotta una suggestiva colorazione blu che ha reso questo luogo famoso in tutto il mondo. All’interno si snodano poi altre cavità che però, al di là del cosiddetto “duomo azzurro”, non sono visitabili.
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La storia
La cavità è larga circa 25 metri per una lunghezza di 60, e nell’età romana, sotto l’imperatore Tiberio, era un ninfeo al servizio della “villa di Gradola”, di cui ancora oggi rimangono alcuni reperti archeologici. All’interno della grotta sono state rinvenute nel 1963 diverse statue risalenti proprio a quell’epoca, che raffigurano Poseidone, un tritone e alcune creature marine. Originariamente erano disposte ad arredare le pareti della grotta, e oggi sono conservate al museo della Casa Rossa.
Con la fine dell’Impero romano la grotta perse popolarità, e fu addirittura al centro di alcune leggende popolari che la classificavano come “antro maledetto”, ipotizzando che fosse popolata da spiriti maligni.
Il nome di Grotta Azzurra viene dalla definizione che ne diede August Kopisch, poeta prussiano che la visitò nel 1926 e che le dedicò nel 1938 un capitolo del suo annuario “Italia”: “La scoperta della Grotta Azzurra”. Prima di lui, che contribuì in modo decisivo a dare fama internazionale al luogo, ne avevano parlato nelle loro opere anche altri scrittori tra i quali il danese Hans Christian Andersen nel 1935 con “L’improvvisatore”.
L’effetto sgretolamento all’interno della grotta
Man mano che si procede verso la parte finale della grotta, si aprono ai visitatori alcuni ambienti particolari:
- cunicoli emersi e subacquei, che fanno da collegamento con la vicina grotta Guarracini,
- a destra, una cavità che si è formata nel tempo per l’azione dell’umidità dell’aria, dell’acqua e dei cambiamenti di temperatura, che sono tra le cause principali che contribuiscono al progressivo sgretolamento delle pareti in questa zona della grotta.
A cosa è dovuta la luce blu
L’effetto ottico che colora di un blu intenso l’interno della grotta è dovuto al fatto che l’apertura attraverso cui passano le barche continua anche al di sotto del livello dell’acqua, e consente alla luce di riflettersi e di penetrare all’interno della grotta anche dal basso attraverso il filtro del mare.
L’emergenza ambientale
Della grotta azzurra, e non per le sue bellezze, parlarono nell’agosto 2009 tutte le cronache nazionali e internazionali, quando la capitaneria di porto di Napoli fu costretta a chiudere l’area a causa della comparsa di una schiuma bianca dall’odore acre e dall’effetto irritante per gli occhi, come denunciarono i barcaioli. Quella stessa estate altri casi di inquinamento fecero suonare un campanello d’allarme: quello di due dipendenti di una ditta di autospurgo arrestati con l’accusa di aver sversato in mare liquami, proprio nei pressi della grotta, e quella di alcuni dipendenti di un ristorante della zona accusati di aver frantumato e gettato in acqua un carico di vuoti a perdere in vetro.
Ma per tornare all’attualità, soltanto pochi giorni prima di ferragosto i carabinieri di Anacapri, supportati dal nucleo subacquei, hanno ispezionato i fondali della grotta e riportato in superficie dieci chilogrammi di rifiuti, tra i quali megafoni, videocamere, grandi quantità di biglietti d’ingresso, batterie esauste. L’ispezione ha riguardato anche gli impianti di depurazione, dai quali non sono emerse irregolarità.
I bagni proibiti
Per rendere possibile la fruizione dell’area a tutti senza incidenti, all’interno della grotta azzurra è vietata la balneazione, mentre alle barche è vietato l’attracco in prossimità dell’ingresso. Una regola che viene spesso trasgredita dai turisti, vip compresi, che per questo genere di infrazione sono condannati a pagare multe salate. Come è accaduto per due anni di fila all’ex modella tedesca Heidi Klum, questa estate sorpresa in acqua dai carabinieri il 6 agosto insieme a 20 degli ospiti del suo matrimonio, che era stato celebrato sull’isola soltanto pochi giorni prima.
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