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Un anno senza Bud Spencer

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A dodici mesi dalla scomparsa del gigante buono, ci chiediamo come abbiamo fatto, e come faremo, ad affrontare senza di lui alieni, fanatici del karate e pistoleri senza scrupoli

Un anno fa ci siamo trovati a fare i conti con un mondo senza più Bud Spencer. Il gigante buono se ne era andato per sempre. Niente più manate scherzose contro i cattivoni di turno. Niente più faccione burbero che sorride ai bambini attraverso quella barba ispida. Alzi la mano chi non si sia chiesto, allora, “come faremo senza Bud?”.

Un anno dopo, ci siamo ritrovati più smarriti che mai. Davanti a un mondo sempre più violento, che lui avrebbe affrontato come faceva con i cattivissimi pistoleri del far west, di quelli che prima ti “piombano” e poi ti salutano.  Il nostro gigante buono li sedava con un paio di schiaffoni e tutti noi, da bambini, potevamo ridere serenamente di quei killers paludati. 

 

 

Il risultato non era molto diverso se al posto della colt c’era qualche colpo di arte marziale. Il buon vecchio Bud Spencer, senza farsi intimorire da gridolini in falsetto e mosse di danza, li sistemava in quattro e quattr’otto con un italico sganassone.

 

 

Ci ha sempre difeso, Bud, attraverso quello schermo davanti al quale passavamo i nostri pomeriggi. Persino dagli alieni. Chissà perché, tutte le razze aliene dell’universo prendono di mira ciclicamente il nostro pianeta con le loro armi ipertecnologiche, che fanno sembrare i nostri eserciti delle semplici squadre di paintball.  A lui bastava una manata per buttare giù anche l’extraterrestre più spaventoso.

 

 

Adesso che arriva l’estate, ci ritroveremo a guardare qualche suo vecchio film in un pomeriggio assolato di luglio o di agosto. Scenderà più di una lacrimuccia, ne siamo sicuri, ricordando quel gigante dall’anima sensibile. Che, fra le altre cose, era anche un amante della natura (e non solo sul set). E mentre fuori il riscaldamento globale sarà sempre più insopportabile, ci godremo Bud che combatte contro bracconieri senza scrupoli, ma continuando ad amare la buona tavola.

 

 

Ciao Bud, ci mancherai sempre di più. Ancora per un anno e poi un altro ancora. A noi, orfani dei tuoi sganassoni, non ci resta che scrivere nostalgici ricordi e affogarci di birra e salsicce, che ci sembra il modo più giusto per ricordarti.