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Startup e brevetti: ecco la mappa dell’innovazione in Italia

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La crisi economica ha dato nuovo slancio produttivo alle regioni periferiche: boom di certificazioni per Veneto, Toscana e Marche. Le aziende sono così più competitive

Negli ultimi dieci anni la crisi economica ha colpito notevolmente il settore imprenditoriale italiano e a farne le spese è stato soprattutto il tessuto produttivo e innovativo delle grandi regioni. Infatti, secondo i dati pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico, nel Lazio, Lombardia e Piemonte il numero dei brevetti e dei marchi registrati è diminuito del 30%.

 

LA CRESCITA DELLE PICCOLE REGIONI

A fronte di questo calo, si riscontrano segni positivi in regioni più piccole come l'Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, la Toscana e le Marche. Analizzando concretamente i dati possiamo notare che in Lombardia si è passati dai 288 brevetti (ogni 100.000 abitanti) del 2003 ai 172 odierni, in Piemonte da 214 a 137 e nel Lazio da 233 a 139. Al contrario, l'Emilia Romagna passa da 62 a 144 brevetti, le Marche da 35 a 122, il Veneto da 75 a 118, la Toscana da 26 a 105.

Il motivo di questa inversione di tendenza è dettato dal fatto che nelle grandi regioni la crisi ha ridotto sensibilmente la competitività tra le aziende. Al contrario, nelle aree più periferiche si è investito molto sulla loro innovazione.

 

L'IMPORTANZA DEI BREVETTI

Il brevetto è un titolo giuridico “che conferisce all'inventore un monopolio esclusivo di sfruttamento per la propria invenzione. Più precisamente, può vietare a terzi di produrre, usare, mettere in commercio, vendere o importare i prodotti oggetto di brevetto”, come si legge nella normativa di riferimento. Gli effetti, inoltre, sono limitati al territorio in cui il brevetto stesso è registrato. Secondo la legge, ha una durata di 20 anni, non rinnovabili, e gli effetti decorrono dal momento in cui la domanda è resa accessibile al pubblico. Possono essere oggetto di brevetti le invenzioni industriali, i modelli di utilità e le nuove varietà vegetali.

Il settore produttivo più attivo nel campo dei brevetti in Italia per numero di domande presentate lo scorso anno, secondo i dati dell'European Patent Office 2014, è quello relativo alle tecnologie mediche, seguito da energia e macchinari elettrici, e comunicazioni digitali con oltre 10.000 domande. Con il nuovo sistema di semplificazione la tutela dell'innovazione sarà certamente meno vincolata alle possibilità economiche.

 

IL BREVETTO UNITARIO EUROPEO

Una spinta a favore della brevettazione potrebbe presto arrivare, in seguito all'accordo sottoscritto dall'Italia per adottare il brevetto unitario europeo, una delle novità del prossimo anno. Il marchio comunitario è già registrato presso l'UAMI (Ufficio per l'armonizzazione del mercato interno) con sede ad Alicante in Spagna.

La sua particolarità è legata a una procedura semplificata nel processo di registrazione, attraverso un'unica domanda e un'unica lingua procedurale. Per quanto riguarda le tasse si dovranno versare 900 euro che diventeranno 1500 in caso di deposito della richiesta in formato cartaceo.

Il passaggio alla registrazione del brevetto comunitario, valido per 10 anni con la possibilità di successivi rinnovi, è vantaggioso per la  diminuzione dei costi tra traduzioni e spese legali, oltre alla validità su tutto il territorio dell'UE, dettaglio non certo trascurabile.

 

STARTUP: BOOM IN TRENTINO

Per quanto riguarda le startup, i numeri del 2015 denotano un trend positivo in riferimento al numero delle società di capitale. Come per i brevetti, anche in questo caso le regioni minori primeggiano rispetto a quelle più grandi. Spiccano il Trentino Alto Adige con il 72% di startup innovative, il Friuli Venezia Giulia con il 48%, l'Emilia Romagna con il 42% e le Marche con il 41%. Al contrario, la Lombardia si ferma al 26% mentre il Lazio registra solo il 14%.

Numeri alla mano, un dato molto interessante è relativo al fatto che più elevata è la presenza di laureati in materie scientifiche e tecnologiche ogni 100mila abitanti, più è alto il numero di startup sul territorio di riferimento.


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