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Relazione violenta: come riconoscerla e come uscirne

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Quasi tutte le relazioni violente sono nate come relazioni d’amore. La violenza si sviluppa in modo graduale ed è ciclica

La violenza in una relazione inizia con piccole tensioni quotidiane, che fanno crescere sempre di più lo stress all’interno della coppia fino a sfociare in aggressioni fisiche e verbali.

Dopo questi eventi l’uomo chiede scusa ed inizia un periodo tranquillo, riempie la donna di cure e di attenzioni, ma è solo una fase di passaggio, dopo la quale inizia a minimizzare quanto accaduto, si giustifica incolpando la donna di essere stata la causa della crisi, la intimidisce spesso utilizzando anche i figli, o sposta il problema, dando la colpa al lavoro, allo stress, alle intrusioni di familiari e amici. Le tensioni continueranno a crescere fino ad un nuovo episodio di violenza.
Ad ogni ciclo le violenze aumentano di intensità e aumenta il pericolo per l’incolumità della donna.

Uscire da una relazione violenta è possibile

La prima cosa da fare è riuscire a parlare e chiedere aiuto. Il 1522 è in grado di fornire in maniera anonima tutte le prime informazioni e indicare alla donna o alle persone a lei vicine, il Centro Antiviolenza più vicino.

Il Centro Antiviolenza è a disposizione della donna anche se vive ancora con il maltrattante o se non ha interrotto la relazione, ed è in grado di fornirle il supporto di cui in quel momento sente bisogno: consulenza psicologica, legale e, in caso di pericolo, protezione.
La violenza di genere è un reato, ma per ottenere supporto e aiuto non è indispensabile denunciare. La scelta della denuncia resta alla donna.

In molte situazioni la donna si trova in condizioni di pericolo imminente per la propria incolumità fisica: in questo caso i Centri Antiviolenza, il personale sanitario del Pronto Soccorso, i consultori, le forze dell’ordine, i servizi sociali Comunali, possono proporre alla donna (e ai suoi figli, se anche madre) di allontanarsi dal maltrattante, garantendole protezione all’interno delle Case di Accoglienza. A volte, infatti, l’ospitalità presso amici e parenti non è sicura e aumenta il rischio per la donna.

La Casa di Accoglienza è un luogo il cui indirizzo è segreto. All’interno della casa lavorano educatrici formate per accompagnare la donna ad affrontare la delicata situazione che sta vivendo. Il primo obiettivo è dare ospitalità alla donna e ai suoi figli, se ne ha, facendo in modo che siano e possano sentirsi al sicuro, per ricostruire una quotidianità lontana da paure, minacce e violenze. Insieme alle educatrici la donna avrà così il tempo e la tranquillità necessaria per poter ripensare a un nuovo progetto di vita.
Ogni storia e ogni progetto è differente, i tempi e i modi per uscire da una situazione di violenza e maltrattamento sono tutti diversi e tutti legittimi, ma è sempre possibile farlo.

Come attivarsi se vieni a sapere di qualcuno che sta vivendo una situazione di questo tipo

Spesso una donna che si trova una situazione di violenza si vergogna, si sente colpevole e non parla con nessuno di quello che sta succedendo. All’interno di una relazione maltrattante la donna spesso viene isolata, non riesce a mantenere le relazioni di amicizia, spesso taglia i ponti anche con la propria famiglia.
Se ha rotto il muro di isolamento e ne ha parlato con te, ha fatto un primo fondamentale passo nell’uscire dalla situazione che sta vivendo.

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È importante che non si senta giudicata, quindi rimanete in una posizione di ascolto e rendetevi disponibili ad accompagnarla nei passi successivi.
È importante non cercare una mediazione con il maltrattante. Probabilmente è una persona che conoscete, ma eventuali riconciliazioni e pentimenti spesso fanno parte del cosiddetto “ciclo della violenza” e costituiscono solo una tregua momentanea. Le violenze riprenderanno e probabilmente peggioreranno.

Potete contattare il 1522 per una consulenza, farvi indicare il Centro Antiviolenza più vicino e, se lo desidera, accompagnarla. L'accesso e i colloqui al Centro Antiviolenza sono anonimi e gratuiti. I centri offrono sostegno telefonico, colloqui in sede, assistenza legale, psicologica e supporto all'inserimento lavorativo, protezione immediata laddove sia necessaria e urgente perché la situazione è pericolosa.
Spesso il percorso di uscita da una situazione di violenza è lungo e costellato di molti dubbi e ripensamenti. È importate che la donna vi senta al suo fianco, perché siete una breccia nel muro di isolamento che le è stato costruito attorno.

Cosa fare se stai subendo violenza o maltrattamento

La violenza non è solo fisica. Si tratta di violenza anche quando il tuo partner, un tuo ex o un uomo a te vicino:

  • Ti offende, ti umilia, ti ha convinta che non vali niente
  • Ti accusa di non essere una buona madre
  • Ti fa sentire continuamente inadeguata, sottolineando le tue debolezze
  • Controlla le tue telefonate, i messaggi, i tuoi spostamenti, le persone che frequenti
  • Ti impedisce di vedere i tuoi familiari, i conoscenti, gli amici, ti convince che sono persone che non tengono a te, che non valgono niente, ti mette contro di loro isolandoti
  • Ti impedisce di lavorare o ti ha convinto a lasciare il tuo lavoro
  • Controlla le tue spese, non ti consente di gestire il denaro
  • Ti minaccia, ti spaventa, ti ricatta
  • Ti costringe ad avere rapporti sessuali.

Telefono rosa 1522 Il primo passo, importante ma difficile, è parlarne. Il telefono rosa 1522 è in grado di fornirvi, in maniera del tutto anonima, un primo supporto, rispondere ai vostri dubbi, indicarvi il Centro Antiviolenza più vicino. Nei centri antiviolenza troverete operatrici in grado di accompagnarvi ad uscire dalla situazione che state vivendo e di offrirvi supporto psicologico, consulenza legale e protezione, anche immediata, in caso vi troviate in una situazione di grave rischio.

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testi elaborati da La Grande Casa scs onlus e Rete antiviolenza di Milano