Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Musica dal vivo e ristorazione: la formula vincente di Stazione Birra

  1. Home
  2. My generation
  3. Musica dal vivo e ristorazione: la formula vincente di Stazione Birra

Uno spazio per concerti, un birrificio e un posto dove mangiare e incontrarsi tutto in un unico, esclusivo locale a due passi da Roma. La storia per #miaimpresa

“Musica e birra!”. Così, in due parole, Alessandro Canella riassume il segreto del successo del suo locale, la Stazione Birra, che ha aperto per la prima volta l’8 maggio 1998 a Ciampino, a pochi passi dalla Capitale.

“All’epoca si trattava di un progetto molto ambizioso – spiega Canella -  perché riuniva in unico spazio tre attività diversi: le esibizioni musicali dal vivo, la ristorazione e la produzione in proprio della birra, il che ebbe un effetto dirompente sulla clientela”.

La Stazione è stato uno dei primi birrifici italiani, che alla fine del 2000 erano appena 47. Oggi se ne contano oltre 700.

La sua caratteristica principale? Lo stabilimento di produzione della bevanda si trova proprio all’interno del locale ed è completamente “a vista”, tanto che in determinati orari la clientela può assistere direttamente alle varie fasi del processo di fermentazione.

L’altro elemento fondamentale che caratterizza la Stazione è la musica dal vivo.

“Non abbiamo lasciato nulla al caso – sottolinea Canella – a partire dalle capacità sonore del locale, progettando gli spazi con la consulenza del Dipartimento di Fisica Acustica dell’Università di Ferrara. Oggi sul nostro palco si esibiscono band di qualsiasi genere, per le quali mettiamo a disposizione un impianto di amplificazione al top della gamma e la possibilità di registrare in alta definizione la loro performance”.

Tutto questo ha naturalmente un peso notevole in bolletta. “L’amplificazione e le luci consumano di per sé molta energia – spiega Canella – e se aggiungiamo la produzione del calore e la successiva refrigerazione per i processi di cottura, fermentazione e mantenimento delle nostre birre, arriviamo ad un costo che si aggira intorno al 5% del nostro fatturato. Per continuare quindi a far crescere il nostro progetto è importante sapere ottimizzar le risorse. In birrificio, ad esempio, siamo riusciti a riutilizzare il vapore ad alta temperatura  in due cicli produttivi successivi, con un risparmio energetico di circa il 25%”.