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“La Formula Uno green è possibile”

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Alessandro Gerardi, ad di Eco Store, racconta ad Energie Sensibili il progetto che ha ridotto a zero le emissioni del Gp di Monza

Il Gran Premio di Formula Uno di Monza quest’anno è stato ad impatto zero. Tutto grazie a un progetto nato da un accordo tra Aci ed Eco Store, azienda italiana di prodotti e servizi per la stampa. L’impresa si è impegnata a compensare le 12.000 tonnellate di Co2 che un Gp produce con l’avvio di progetti di tutela ambientale, tra cui il rimboschimento di una parte della Foresta amazzonica. Lo ha fatto con il meccanismo degli Eru (Emission Reduction Unit), una sorta di “buoni” previsti dal Protocollo di Kyoto e assegnati alle aziende impegnate nella riduzione delle emissioni. In pratica si tratta di crediti ambientali che le società possono poi rivendere sul mercato ad altre aziende che hanno livelli di inquinamento superiori alle soglie stabilite.

 

“Visto che la Formula Uno ha un impatto molto forte – spiega a Energie Sensibili Alessandro Gerardi, ad di Eco Store – ci ha incuriosito l’idea di fare qualcosa per diminuirlo”. Il progetto ha incontrato subito il favore della Fia: “Abbiamo lavorato per compensare le emissioni di tutto il circus, non solo di gara e prove. La Federazione ha mostrato interesse per portare avanti progetti simili anche nella prossima stagione”. È piaciuto anche al pubblico, che ha partecipato sulla piattaforma online che consente di dare il proprio nome ad uno degli alberi piantati in Amazzonia: “Sta andando molto bene, la gente si è dimostrata entusiasta”.

 

Per un’azienda in un contesto sempre più sensibile a tematiche di natura ambientale, fare azioni concrete in questo senso è importante: “Ci occupiamo di riuso e questo, quasi per definizione, dimostra interesse a tematiche ambientali. Siamo contro l’usa e getta ma per questo c’è bisogno di un’attenzione continua: non basta dare una mano di verde alla facciata”.

 

Eco Store sta già pensando ad altre iniziative simili. “La Formula Uno ci ha preso tanto tempo, ma non ci ha impedito di pensare di fare altro in futuro. Anzi, ci ha incoraggiato, vista l’esperienza positiva. Ora, ad esempio, ci piacerebbe sostenere la mobilità elettrica in qualche comune italiano. È un’idea ma non è detto che non possa essere sviluppata”.

Il Gran Premio di Formula Uno di Monza quest’anno è stato ad impatto zero. Tutto grazie a un progetto nato da un accordo tra Aci ed Eco Store, azienda italiana di prodotti e servizi per la stampa. L’impresa si è impegnata a compensare le 12.000 tonnellate di Co2 che un Gp produce con l’avvio di progetti di tutela ambientale, tra cui il rimboschimento di una parte della Foresta amazzonica. Lo ha fatto con il meccanismo degli Eru (Emission Reduction Unit), una sorta di “buoni” previsti dal Protocollo di Kyoto e assegnati alle aziende impegnate nella riduzione delle emissioni. In pratica si tratta di crediti ambientali che le società possono poi rivendere sul mercato ad altre aziende che hanno livelli di inquinamento superiori alle soglie stabilite.

“Visto che la Formula Uno ha un impatto molto forte – spiega a Energie Sensibili Alessandro Gerardi, ad di Eco Store – ci ha incuriosito l’idea di fare qualcosa per diminuirlo”. Il progetto ha incontrato subito il favore della Fia: “Abbiamo lavorato per compensare le emissioni di tutto il circus, non solo di gara e prove. La Federazione ha mostrato interesse per portare avanti progetti simili anche nella prossima stagione”. È piaciuto anche al pubblico, che ha partecipato sulla piattaforma online che consente di dare il proprio nome ad uno degli alberi piantati in Amazzonia: “Sta andando molto bene, la gente si è dimostrata entusiasta”.

Per un’azienda in un contesto sempre più sensibile a tematiche di natura ambientale, fare azioni concrete in questo senso è importante: “Ci occupiamo di riuso e questo, quasi per definizione, dimostra interesse a tematiche ambientali. Siamo contro l’usa e getta ma per questo c’è bisogno di un’attenzione continua: non basta dare una mano di verde alla facciata”.

Eco Store sta già pensando ad altre iniziative simili. “La Formula Uno ci ha preso tanto tempo, ma non ci ha impedito di pensare di fare altro in futuro. Anzi, ci ha incoraggiato, vista l’esperienza positiva. Ora, ad esempio, ci piacerebbe sostenere la mobilità elettrica in qualche comune italiano. È un’idea ma non è detto che non possa essere sviluppata”.