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L’Intelligenza Artificiale nel cinema negli ultimi 30 anni

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Netturbini e aiutanti tuttofare. I robot, protagonisti dei film fantascientifici, non sono così troppo lontani dalla realtà

Partendo da Terminator, passando per RoboCop, fino ad arrivare al più recente Wall-E. Sono i personaggi cibernetici del futuro che, film dopo film, si sono avvicinati sempre di più alla realtà, acquisendo le sembianze di tutte quelle macchine costruite dall’uomo. 

Se il cinema ha un catalogo così ricco di film tematici è anche grazie a Isaac Asimov, uno dei più grandi scrittori di fantascienza e divulgatore scientifico del mondo. Asimov ha teorizzato tre leggi della robotica che regolano il legame tra gli umani e l'intelligenza artificiale. Secondo le sue teorie, il robot non può recare danno all’uomo, deve obbedire ai suoi ordini e deve proteggere se stesso purché l’autodifesa non contrasti con le prime due leggi. 

Con ogni probabilità la stragrande maggioranza dei registi si è basata su queste leggi per scrivere sceneggiature, vincitrici di Oscar, diventate cult e che continuano a influenzare la cultura popolare a livello globale.

Abbiamo riassunto in tre grandi filoni cinematografici temporali le pellicole in cui il protagonista è un robot e come filo conduttore c’è il rapporto di quest’ultimo con la specie umana.

 

 

ANNI '80: I ROBOT VENGONO DA UN FUTURO LONTANO

Negli anni '80 il pubblico si è entusiasmato ancora di più al genere fantascientifico. I registi hanno regalano pellicole ambientate in un futuro "lontano lontano". Nel 1982 i robot sono nemici, come in Blade Runner, diretto da Ridley Scott in cui Harrison Ford è a caccia di replicanti androidi da eliminare. Nel 1984 è presenta ancora la paura di essere governati dai robot, come in Terminator, diretto da James Cameron che affida a Arnold Schwarzenegger il ruolo di cyborg dalle sembianze umane. Il personaggio, interpretato da Arnold, è giunto sulla Terra con lo scopo di uccidere Sarah Connor, destinata a diventare la madre del futuro capo della resistenza umana. 

Saltando un paio di anni, si cambia scenario. Nel 1986, John Badham dirige una garbata favola antibellica: Corto Circuito. Racconta di un robot simpatico e tenero che suscita empatia fin dal primo istante. Un anno dopo, si vola nuovamente in un futuro distopico con il regista Raul Verhoeven che crea RoboCop, ovvero Alex Murphy, un poliziotto assassinato che fa ritorno come cyborg e lotta contro ogni forma di crimine nella sua città sull’orlo di un tracollo economico. Peter Weller ha letteralmente indossato i panni di un robot che punta al valore della giustizia.

C’è spazio anche per le risate con una pellicola più leggera grazie al maestro dell’humor Mel Brooks che ha prodotto, diretto e interpretato Balle spaziali, la parodia della trilogia originale di Star War. Questo film del 1987 porta sul grande schermo il lato oscuro del divertimento scanzonato e nonsense.

 

 

 

ANNI ’90: I ROBOT CAPACI DI AZIONI INCREDIBILI

Andiamo oltre i sequel di RoboCop e Terminator, e passiamo direttamente a Ghost in the Shell, film d’animazione del 1995, tratto da un manga del fumettista giapponese Masamune Shirow. Qui, l’intelligenza artificiale è rappresentata a più livelli in un mondo in cui convivono umani, cyborg e androidi. 

Nel 1996 torniamo nello spazio con Star Trek - primo contatto, diretto da Jonathan Frakes. In realtà, questo è l’ottavo episodio di una saga inaugurata nel 1966 che ha dato vita a un vero e proprio fandom fedele e attento.

Un altro film, diventato cult fin da subito è Matrix, diretto nel 1999 dalla coppia di sorelle Lana e Andy Wachowski. Ha lasciato un segno indelebile, non solo nel cinema con 4 Oscar tecnici vinti, ma anche nella cultura popolare. Al di là della fantascienza, in questo film ci sono riferimenti alle religioni, come quella cristiana, induista, buddista ed ebraica; e alla filosofia passando da Cartesio a Kant fino al taoista Zhuangzi.

Sempre del 1999 non possiamo non menzionare L’uomo bicentenario con il mitico Robin Williams e diretto da Chris Columbus. Probabilmente gli scienziati e l’industria robotica sono stati ispirati da questo film, tratto dall'omonimo racconto di Isaac Asimov scritto nel 1976. Una storia toccante ed emozionante in cui una sorta di Pinocchio robotico desidera diventare umano, capace di libero arbitrio.

 

 

ANNI 2000: CRESCE LA SENSIBILITÀ DEI ROBOT 

Questo è un decennio decisamente ricco di lungometraggi dedicati alla robotica e all’Intelligenza Artificiale in cui l’empatia si fa strada sempre di più e in cui emerge un grado di sensibilità sempre maggiore nei protagonisti.

Nel 2001 esce A.I. – Intelligenza Artificiale, scritto e diretto da Steven Spielberg, basato su un progetto di Stanley Kubrick. David è un Pinocchio androide che prova sentimenti e si chiede quali siano le sue radici. Un film commovente e a tratti divertente in cui si presentano questioni filosofiche alte come l’etica della scienza, il futuro della specie umana, la responsabilità morale degli uomini nei confronti dei robot e il tempo.

Facendo un salto al 2007, il cinema continua ad accogliere la fantascienza mescolata all’azione robotica americana. Diretto da Michael Bay e prodotto da Steven Spielberg, Transformers è l’equivalente cinematografico live dei celebri giocattoli Hasbro e rappresenta il primo film della saga. Questo è un action movie sulla lotta tra il bene e il male esagitato tra trasformazioni e combattimenti vari.

Sprizza tenerezza da tutte le parti il personaggio ispirato al robot di Corto Circuito (del filone anni '80) a firma della Pixar. Nel 2008 esce Wall-e, il film d’animazione in cui il protagonista, compattatore di immondizia, con il compito di ripulire il pianeta, prova emozioni e vive in solitudine. Un giorno arriva Eve, robot ipertecnologico di cui il robottino si innamora.

A proposito di relazioni amorose, nel 2013 Spike Jonze scrive e dirige Her, in cui Samantha, un sistema operativo dalla voce dolce e suadente accompagna le giornate di Theodore, un uomo solitario che conduce la sua esistenza divisa tra il lavoro e i ricordi di esperienze vissute con sua moglie.  Qui si mescola il mondo virtuale a quello reale, confondendo i piani dei sentimenti. Può una forma di Intelligenza Artificiale innamorarsi di un umano? E può un uomo essere coinvolto da qualcosa che fisicamente non esiste?

In Ex-Machina di Alex Garland, uscito nel 2014, si racconta di Ava, affascinante androide dalle sembianze femminili, che viene sottoposta al test di Turing, un test che stabilisce se una macchina sia in grado di essere cosciente di sé.

Per chiudere questo filone citiamo Solo – A Star Wars Story. Il capitolo, uscito lo scorso anno, ha fatto però storcere il naso ai fan più accaniti della mitica saga inaugurata nel 1977. Effettivamente, Star Wars, è un filone fantascientifico a parte in cui coesistono e lottano uomini, robot e altre forme di vita. E questo, avrebbe bisogno di uno spazio dedicato apposta.

 

 

Dagli anni '80 in poi, il futuro è stato rappresentato come un periodo distopico, quasi assurdo in cui i robot sono in grado di svolgere attività che appartenevano unicamente all’uomo e provano sentimenti come l’empatia e l’amore.

Questo futuro cinematografico trova terreno nel mondo reale in cui la rivoluzione scientifica è stata già attuata e continua con la sua sperimentazione. Insomma, se quel futuro lo stiamo già vivendo, cosa dobbiamo aspettarci?