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Incentivi per la banda larga: credito d’imposta fino al 50% delle spese

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Come ottenere l’agevolazione fiscale per le imprese che effettuano lavori per diffondere e rendere più fruibile il servizio nei comuni italiani

Fino al 31 dicembre 2015 sarà attiva, in fase di sperimentazione, l'agevolazione per le imprese che sostengano lavori e interventi infrastrutturali destinati all'ampliamento della banda larga in Italia

L'articolo 6 contenuto nel decreto Sblocca Italia (“Agevolazioni per la realizzazione di reti di comunicazione elettronica a banda ultralarga”) entrato in vigore lo scorso 11 novembre, prevede che per queste aziende sia concesso un credito d'imposta pari ad una somma che copra fino al 50% delle spese effettuate. La norma ricorda che questo non costituisce ricavo ai fini delle imposte dirette ed è utilizzato in sede di dichiarazione dei redditi e di IRAP.

 

I REQUISITI DA RISPETTARE

Nello specifico i lavori realizzati da imprese che possono usufruire di questo tipo di agevolazione a valere sull'Ires e sull'Irap devono rispettare una serie di parametri specificati dai commi 7.3 e 7.6 dell'articolo 6. Innanzitutto sono ammessi interventi infrastrutturali per i quali non sono previsti contributi pubblici a fondo perduto e che siano realizzati su rete fissa e mobile, su impianti wireless e via satellite, inclusi gli interventi di backhaul. Inoltre le imprese devono portare avanti un piano che sia funzionale ad assicurare il servizio di banda larga e ultralarga a tutti i possibili interessati in una determinata zona, con l'obiettivo di soddisfare il requisito di pubblico interesse previsto dall'Agenda digitale europea.

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GLI INVESTIMENTI SOGLIA PREVISTI

Un altro requisito previsto dal decreto riguarda le soglie di investimento da effettuare per ottenere l'agevolazione, correlate alla dimensione del Comune in cui hanno luogo e alla sua popolosità.

Per i centri fino a 5mila abitanti la soglia di investimenti previsti è di 200mila euro; tra i 5mila e i 10mila abitanti aumenta fino a 500mila euro; per le città dai 10mila abitanti in su vanno coperti investimenti non inferiori ad un milione di euro. Nei casi di collocamento di grosse somme di denaro i termini previsti per il completamento dei lavori può essere prorogato: ad esempio quelli fino a 1 milione di euro hanno un limite di 12 mesi dalla data di prenotazione dei lavori, mentre per gli investimenti superiori ai 10 milioni di euro si allungano a 24 mesi, che diventano 30 quando i lavori richiedono somme superiori ai 50 milioni di euro.

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Mario Luongo

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