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Il videogame è Made in Italy: la storia di Storm in a TeaCup

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L’azienda produce videogiochi per le principali piattaforme. Il CEO e Founder Carlo Alimo Ivo Bianchi, con un passato in Ubisoft e Square Enix, racconta la propria esperienza a #miaimpresa

Dopo aver lavorato diversi anni per alcuni dei giganti americani dell’industria videoludica, Carlo Ivo Alimo Bianchi decide di tornare in Italia e nel 2013 fonda “Storm in a TeaCup”. L’azienda, con sede a Roma, riunisce un team internazionale di giovani professionisti del game development e ha già rilasciato due titoli di tutto rispetto: Enki per piattaforma PC SteamNero per X-Box One Digital.

 

“L’ambiente negli States era estremamente stimolante e il lavoro ben remunerato – racconta Bianchi a Energie Sensibili  - ma ero profondamente convinto che si potessero produrre videogiochi di qualità anche nel nostro Paese, perciò sono tornato”.

 

Il popolo dei videogiocatori in Italia è rapidamente cresciuto, secondo i dati dell’Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi italiani (AESVI), raggiungendo nel 2015 un fatturato di quasi 900 milioni di euro. Un mercato che un’impresa giovane come “Storm in a Teacup” può senz’altro pensare di aggredire.

 

“Produrre videogiochi in Italia – sottolinea il fondatore di Storm in a TeaCup -  non è poi molto diverso da come si fa all’estero. L’importante è investire il proprio tempo e le proprie risorse in qualcosa in cui si crede fermamente. Se il prodotto è buono e il marketing è condotto bene, allora l’idea vende”.