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“Il diritto Ue sull’ambiente sia più rigoroso”

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L’Europarlamento vota il provvedimento in accordo col Consiglio dei ministri sul settimo Programma d’azione per l’ambiente

Una legislazione europea in materia di ambiente più forte e integrata con altri settori dello sviluppo economico e sociale. E’ quanto ha chiesto il Parlamento europeo nella riunione del 24 ottobre, con un provvedimento in accordo col Consiglio dei ministri sul settimo Programma d’azione per l’ambiente. La proposta è del francese Gaston Franco (Ppe) ed è stata ratificata dall’assemblea con 472 voti favorevoli, 81 contrari e 21 astenuti.

 

L’appello degli Europarlamentari arriva a poche settimane dalla approvazione dello stesso Programma per il 2014-2020, che dovrebbe avvenire a metà novembre con pubblicazione in Gazzetta ufficiale entro la fine del 2013. Il piano, che si fonda sul principio del “chi inquina paga”, è basato su nove linee d’azione tra cui la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi naturali, il sostegno alla crescita sostenibile e la protezione della salute dei cittadini europei.

 

“La tutela dell’ambiente ha certamente dei costi ma porta anche dei benefici che le autorità pubbliche e gli investitori privati oggi non possono più permettersi di ignorare – ha sottolineato il promotore del provvedimento, l’eurodeputato Franco – La gestione dell’ambiente non può quindi più essere fatta di interventi a macchia di leopardo ma deve essere pianificata nel tempo e trasversalmente tra i diversi settori”.

 

Del settimo Programma d’azione ha parlato anche il commissario all’Ambiente Janez Potočnik, evidenziando il legame ormai imprescindibile tra ecosistemi naturali, disponibilità delle risorse, sviluppo socio-economico. “Ogni anno un europeo utilizza fino a 16 tonnellate di materiali vari e di queste circa 6 finiscono in rifiuti – ha ricordato lo sloveno – La completa attuazione della normativa sui rifiuti, ad esempio, ci aiuterebbe a trasformare le discariche in ricchezza e secondo gli analisti potrebbe creare fino a 400 mila nuovi posti di lavoro”.