Sorgenia
cerca
Accedi accedi

I 7 maestri di film e serie tv che più ci hanno ispirato

  1. Home
  2. My generation
  3. I 7 maestri di film e serie tv che più ci hanno ispirato

Da “L’attimo fuggente” a “Glee” passando per “Io speriamo che me la cavo”, il ruolo dell’insegnante ha tutto un altro fascino

L’insegnante è il primo adulto con cui i bambini si confrontano una volta usciti dalla cerchia familiare, e svolge un ruolo fondamentale per la sua crescita. Per questo sono tanti i film e le serie tv ambientate a scuola, dalle elementari alle superiori, primo assaggio di vita adulta per ogni bambino e ragazzo.
Abbiamo provato a ricordare 7 insegnanti che più di altri ci hanno ispirato e hanno lasciato una traccia nella fantasia di intere generazioni.

 

L’ATTIMO FUGGENTE 

“Carpe diem, cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita” L’avete riconosciuto tutti, il primo insegnante da citare nella nostra speciale classifica è il prof. John Keating interpretato da uno strepitoso Robin Williams ne “L’attimo fuggente”, pellicola del 1989. Un classico dei film ambientati a scuola. Il prof. Keating è un insegnante sui generis che ama così tanto il suo lavoro da non riuscire a lasciarsi ingabbiare nel ruolo. Resta scolpita nella memoria di tutti la scena in cui Robin Williams, in piedi sui banchi, invita la sua classe a cambiare prospettiva, a strappare il libro e a cercare la poesia anche fuori dai testi scritti.

 

MONA LISA SMILE 

“Cambiare per gli altri è mentire a sé stessi” Julia Roberts è un’attrice che, nel corso degli anni, è riuscita a incarnare ruoli che sono poi finiti nella storia della letteratura cinematografica mondiale. Uno di questi è l’insegnante Katherine Ann Watson di “Mona Lisa Smile”. A dirigerla nel 2003 è Mike Newell che, nelle sue intenzioni, aveva quella di proporre una risposta femminile al prof. Keating de “L’attimo fuggente”.

Nel periodo del Maccartismo la docente di storia dell’arte Watson, trentenne single piena di carisma, rompe tutte le regole del prestigioso college femminile di Wellesley introducendo le ragazze non all’arte classica, ma alla sovversiva arte moderna. La sua grinta lavora sull’empowerment delle ragazze che, inizialmente incanalate nei ruoli di mogli e madri, scoprono di avere sogni e ambizioni di tutto rispetto. Un must per i film di genere e non solo.

BILLY ELLIOT

“È come ti muovi, quello che esprimi, che è importante” Billy Elliot è un film ispirato a una storia vera e ambientato durante lo sciopero dei minatori inglesi del 1984. Billy è un ragazzino di 11 anni, orfano di madre dall’età di 10 e con un papà che, lavorando come minatore, finisce per non essere troppo presente. Billy ha una passione sfrenata per la danza alla quale si affianca un talento cristallino. Jackie, suo padre, lo sprona a praticare il pugilato, ma il ragazzino trova una validissima alleata nella sua insegnante di danza, Mrs. Wilkinson, che per prima aveva capito il suo potenziale. La sua perseveranza lo porta a diventare primo ballerino della Royal Ballet School.

 

IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO 

Veniamo all’Italia. Marco Tullio Sperelli è un insegnante ligure che, per un errore di trascrizione, invece di essere assegnato in una scuola elementare di Corsano, immaginario paesino ligure, finisce a Corzano, altrettanto immaginario ma diroccato paesino del napoletano. A interpretare il maestro Sperelli, nel visionario film di Lina Wertmüller “Io speriamo che me la cavo”, è Paolo Villaggio. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Marcello D’Orta, racconta delle difficoltà dell’Istituzione scolastica di imporsi in contesti periferici e poco permeabili alle regole e all’istruzione. Il maestro Sperelli però non demorde e, seppur con difficoltà e scontando il gap culturale, riesce ad integrarsi e a prendere a cuore i casi più difficili tra i suoi alunni.

“Io, la parabola che preferisco è la fine del mondo, perché non ho paura, in quanto che sarò già morto da un secolo”.

Alla fine del film avrà il trasferimento nella sua Liguria ma porterà con sé le lettere dei suoi alunni; una di queste, termina proprio con la frase: “Io speriamo che me la cavo”.

 

LA SCUOLA

“Astariti è la dimostrazione evidente che la scuola italiana funziona solo con chi non ne ha bisogno!” Restiamo in Italia e parliamo di un altro film cult. “La scuola” di Daniele Luchetti, uscito nel 1995, è la trasposizione filmica dei romanzi e della pièce teatrale dello scrittore Domenico Starnone. Silvio Orlando è il professore di italiano Vivaldi in servizio in una scuola della periferia romana. Il film si svolge nell’ultimo giorno di scuola; il prof. Vivaldi, in aula docenti riunita per decidere delle promozioni e delle bocciature, ripercorre tutto l’anno scolastico appena trascorso con una serie di flash back. Il prof. Vivaldi è l’unico insegnante del corpo docente a prendere le difese di Cardini, un ragazzo con gravi problemi familiari e comportamentali che si esprime solo emettendo il verso della mosca, eccentricità a cui deve il soprannome “la mosca”. Alla fine non ci riesce e il ragazzo viene bocciato, ma tutti gli riconosceranno di aver combattuto con tutta la sua forza.

GLEE

“Dicono che per avere successo serva più la determinazione che il talento"

Passando alle serie tv, il prof. Will Schuester è quello che tutti avremmo voluto avere. L’insegnante di canto coreografato delle Nuove Direzioni (il “Glee” club del liceo McKinley), è gentile, simpatico e disponibile con i suoi alunni. Will farebbe qualsiasi cosa per la sua classe e, oltre ad essere insegnante preparato e competente, si pone anche in ascolto dei problemi adolescenziali e dei temi più delicati, come bullismo, povertà, razzismo, discriminazione, senza far sentire nessuno in imbarazzo e diventando un confidente e un amico. Promosso a pieni voti.

 

ONE TREE HILL 

“E se un giorno ti svegli e capisci che sei tu la delusione?” Chiudiamo con un professore di educazione fisica, il coach Durham di One Tree Hill. Un insegnante che riesce a tirare fuori il meglio da ogni studente e che riesce a farlo diventare una persona migliore. Lo sport, per il coach Durham, è una metafora della vita, in cui anche le sconfitte più sofferte sono un pretesto per imparare. Una benedizione incontrare un professore così.