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Expo 2015, cosa resta della rassegna internazionale sul cibo?

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Chiusi i padiglioni con numeri record, per organizzatori e imprese si aprono nuove sfide. L'idea è quella di creare una Silicon Valley italiana con centri di ricerca e innovazione

Sull'Expo 2015 è calato il sipario, l'albero della vita ha spento le sue luci dopo sei mesi caratterizzati da cibo, incontri e tanti visitatori in coda. Chiusi i padiglioni, ecco che si aprono le sfide future sull'alimentazione e l'innovazione.

 

CIFRE RECORD

I numeri della rassegna evidenziano il grande successo. Sono stati ben 144 i Paesi partecipanti, con il coinvolgimento di circa il 94% della popolazione mondiale, 58 padiglioni, 1300 operai e 4000 operatori impegnati nelle attività quotidiane. Hanno aderito tre Organizzazioni internazionali: Onu, Unione europea e CERN.

A livello economico, gli oltre 20 milioni di visitatori, pari a un media giornaliera di oltre 100mila, dovrebbero portare a una cifra d'incasso molto vicina al pareggio di bilancio. I Paesi presenti hanno investito un miliardo di euro per costruire i padiglioni che verranno smontati nei prossimi mesi.

 

SILICON VALLEY

La grande area della Fiera di Rho verrà smobilizzata entro il 2016, ma nelle ultime settimane prende sempre più piede l'idea di trasformare il parco in un polo tecnologico-universitario, una vera e propria Silicon Valley del cibo tricolore.

La Lombardia, d’altro canto, ogni anno registra il 30% dei brevetti italiani e può contare sul 27% delle startup innovative. Terreno fertile per la realizzazione del progetto che, puntando sui centri di eccellenza universitari, ospiterebbe un campus e un hub per centri di ricerca e incubatori a favore dei privati. Si tratterebbe di un polo in grado di diventare un punto di riferimento per le aziende e di competere a livello europeo, con la possibilità di generare introiti per un totale di sei miliardi di euro.

La decisione finale spetterà alle autorità politiche cittadine e regionali che dovranno trovare un punto d'incontro per gestire al meglio il dopo Expo.

 

LA RICERCA EUROPEA

Anche l'Unione Europea ha cercato di affrontare le sfide lanciate dalla rassegna: catena alimentare, nutrizione e sostenibilità ambientale. Per dare seguito a queste tematiche, i vertici comunitari hanno avviato una serie di programmi di ricerca sui temi del cibo e dell'energia istituendo un Comitato scientifico indipendente. L'obiettivo finale è quello di contribuire al miglioramento della sicurezza alimentare a livello mondiale.

 

BUSINESS TO BUSINESS

L'Expo 2015 è stato soprattutto un successo anche per tutte le imprese italiane coinvolte. Secondo Unioncamere Lombardia, la rassegna sul cibo ha accelerato il business di 15 anni. In soli sei mesi le aziende nostrane hanno incontrato e conosciuto centinaia di delegazioni estere, governative e imprenditoriali, stringendo accordi commerciali. I cosiddetti incontri B2B (Business-to-Business) sono stati più di 14mila e hanno coinvolto ben 7200 aziende italiane e 4600 estere.

Tra gli argomenti trattati ci sono stati l'attrazione degli investimenti, i programmi per i Paesi in via di sviluppo e i progetti europei.

Ovviamente, il settore maggiormente interessato negli incontri di business è stato quello agroindustriale per il 50%, seguito dai beni strumentali (25%), turismo e cultura (10%), energia e ambiente (10%).