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Efficienza energetica, sette mesi per attuare la Direttiva Ue

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Entro giugno 2014 l’Italia deve presentare il Piano nazionale e spiegare come intende raggiungere gli obiettivi del pacchetto 20-20-20

A un anno dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale si torna a parlare della direttiva Ue sull’efficienza energetica e del suo stato di attuazione in Italia. La 2012/27/UE, che guarda agli obiettivi del pacchetto 20-20-20, tra le altre cose impegna gli Stati membri ad abbassare i consumi di energia li obbliga ad elaborare una strategia nazionale per rendere il parco edilizio più efficiente entro il 2050.

 

Secondo un rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente pubblicato a inizio ottobre l’Italia è ancora indietro nell’attuazione della direttiva, che dovrebbe avvenire entro il mese di giugno 2014. Un ritardo generalizzato che coinvolge quasi tutti i Paesi del Vecchio Continente: ad oggi infatti solo Belgio, Estonia, Malta e Spagna hanno messo a punto interventi di riduzione delle emissioni di CO2, promozione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica in edilizia.

 

La direttiva sull’efficienza energetica stabilisce che “nel 2020 il consumo energetico dell'Unione non deve essere superiore a 1 474 Mtoe (Million tons of oil equivalent, unità di misura basata sulla quantità di energia rilasciata dalla combustione di una tonnellata di petrolio, ndr) di energia primaria o non superiore a 1 078 Mtoe di energia finale” e che “entro il 30 giugno 2014 la Commissione valuta i progressi compiuti”. Nonostante il progressivo taglio delle emissioni di inquinanti (del 18% dal 1992 al 2012, quindi in linea con il target del 20% entro il 2020), l’incremento nella produzione di energia da rinnovabili e la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati rimangono obiettivi lontani.

 

L’Italia è in ritardo anche nell’attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, mentre per quanto riguarda lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (direttiva 2009/29/UE) il nostro Paese non ha ancora fornito a Bruxelles i dati sui crediti-inquinamento che intende acquistare né le risorse finanziarie destinate a questo obiettivo.

 

“Occorre mettere a punto strumenti più efficaci per raggiungere risultati incisivi di risparmio energetico, con i conseguenti benefici occupazionali e di rilancio dell'economia del nostro Paese”, ha detto ieri Gianni Silvestrini. Il direttore del Kyoto Club ha partecipato a Roma a un convegno sullo stato di attuazione della 2012/27/UE insieme ad altri tecnici ed esperti. Tra loro anche Monica Frassoni, presidente di European Alliance to Save Energy, che ha aggiunto: “Si presenta ora per l’Italia un’altra occasione per migliorare ancora il suo profilo europeo positivo su un tema portatore di futuro come l’efficienza energetica”.