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Efficienza energetica e aziende: cosa cambia con la Direttiva Ue

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Stanziati 800 milioni di euro per attuare la Direttiva europea sull’efficienza, in vigore dal 19 luglio: diagnosi energetiche per le imprese e un interventi di ristrutturazione negli edifici della Pa

È in vigore da sabato 19 luglio il decreto di attuazione della Direttiva Ue 2012/27 sull’efficienza energetica. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, introduce alcune novità in materia di riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati e, con particolare riferimento all’efficienza energetica delle aziende, l’obbligo di diagnosi energetiche.

Nel complesso le misure sono finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei consumi entro il 2020: un taglio 20 milioni di tep di energia primaria nei prossimi 6 anni, calcolato sulla spesa del 2010.

Secondo stime del Ministero dello Sviluppo economico, circa il 15% dell’obiettivo al 2020 è stato conseguito nel biennio 2011-2012, grazie ai minori consumi sia nell’industria che nel comparto residenziale. Meno consistenti i risparmi nel terziario e nei trasporti: proprio da quest’ultimo settore ci si attende invece la quota maggiore di risparmio energetico da qui al 2020, pari a circa 5,5 Mtep.

 

DIAGNOSI ENERGETICHE E QUALIFICAZIONE DEGLI OPERATORI

Anche le imprese sono interessate dal provvedimento, per quanto riguarda la gestione dell’efficienza energetica nelle aziende. Entro il 5 dicembre 2015 le attività più grandi ed energivore devono effettuare la diagnosi energetica nei propri siti produttivi. Tra il 2014 e il 2020 sono stanziati 15 milioni di euro l’anno per incentivare le imprese e le pmi a sottoporsi ad audit energetico. Gli auditor e gli installatori di elementi edilizi dovranno avere una certificazione.

 

NOVITÀ PER LE AZIENDE IN MATERIA DI TELERISCALDAMENTO

Per quanto riguarda la realizzazione di reti di teleriscaldamento e impianti di produzione di energia con potenza superiore a 20 MW termici, le imprese interessate dovranno eseguire prima una analisi costi-benefici. Previsto anche uno studio sul territorio nazionale per individuare le aree dove è più efficiente investire.

 

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE DELLA PA CENTRALE

Per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare della Pubblica amministrazione sono stati stanziati 355 milioni di euro nel periodo 2014-2020. L’impegno è quello di migliorare, a partire dal 1° gennaio 2014, le performance energetiche di almeno il 3% degli edifici di proprietà del governo centrale. La Pa dovrà inoltre acquistare prodotti e servizi a basso impatto ambientale, compatibilmente con il criterio di costo-qualità.

 

ALTRE MISURE DEL PROVVEDIMENTO

Previste anche alcune novità inerenti l’installazione di contatori individuali per la misurazione dei consumi e della fatturazione, che dovrà essere fondata sul consumo effettivo e non presunto di energia. Viene infine istituito il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, con una dotazione di 70 milioni di euro l’anno dal 2014 al 2020. 

 

@fenicediboston

 

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