Sorgenia
cerca
Accedi accedi

47 macachi alla conquista della Maremma - VIDEO

  1. Home
  2. Life
  3. 47 macachi alla conquista della Maremma - VIDEO

Un centro di recupero ospita primati liberati da un futuro in gabbia. Della loro libertà ce ne ha parlato la Dott.ssa Michela Kuan, responsabile LAV Area Ricerca senza animali

In piena Maremma toscana, al confine con l’area termale e turistica di Saturnia si estendono i 23 ettari del Centro di recupero di Semproniano. In 20 anni di lavoro, la struttura ha soccorso oltre 15 mila animali esotici e selvatici, salvati da una vita in gabbia. Tra gli ultimi ospiti arrivati ci sono i 43 macachi di due colonie diverse, liberati da laboratori in cui venivano utilizzati per la sperimentazione e la donazione di organi. Dopo oltre 15 anni di maltrattamenti, primati come Kessler, Pepito e Monky sono tornati finalmente a vivere felici la loro vita da macachi.

“Salvarli da anni di torture fisiche e psicologiche inaudite è una gioia e una commozione grande. Con i miei occhi li ho visti prima timorosi e fragili, poi sereni e fisicamente più forti e liberi”, racconta la Dott.ssa Michela Kuan, che ha fatto della lotta contro la vivisezione la sua bandiera.

 

Dott.ssa Kuan da dove prevengono i macachi salvati dalla LAV?

La storia del salvataggio dei macachi, ospitati nel Centro di Semproniano, si può ricostruire in due momenti principali. Il primo è rappresentato dalla chiusura della linea di ricerca su primati dell’Università di Modena. Qui gli animali erano destinati alla ricerca investigativa al cervello, che era molto invasiva. Dopo anni di battaglie, attraverso un accordo raggiunto con l’Università di Modena, la Lega anti vivisezione si è qualificata come associazione per accogliere i macachi, che sono stati trasferiti al Centro nell’estate del 2016. Qui vengono seguiti da un’esperta primatologa, affiancata dal veterinario e da altri collaboratori del Centro.

 

Il secondo momento?

La colonia è cresciuta l’estate successiva, nel luglio 2017, quando, dopo un accordo con il Coris di Padova (Ex Corit, Consorzio per la Ricerca sul Trapianto di Organi, ndr), abbiamo riportato alla libertà altri 27 macachi. Sono state entrambe delle grandi vittorie, che ci hanno fatto sperare in un nuovo futuro per questi animali indifesi che per 15 anni hanno vissuto in gabbia senza poter conoscere la luce del Sole. 

 

Ora come vivono nel Centro di Semproniano?

Ora gli animali trascorreranno il resto della loro vita in strutture d’eccellenza costruite nel rispetto dei più alti standard di benessere. Nel prendersi cura delle due colonie di macachi, la LAV ha sviluppato uno specifico programma di gestione con la presenza di esperti in primatologia. I macachi hanno a loro disposizione ricoveri chiusi che affacciano su un’enorme voliera. Considerando che prima erano costretti in stanze grandi come due scrivanie, ora hanno a loro completa disposizione uno spazio molto ampio e una piscina per poter giocare e correre. Prima non potevano vedere la luce naturale ed erano illuminati da lampadine al neon, ora hanno sviluppato la muscolatura e si sono abbronzati.

 

Com’è stato il primo impatto dei macachi con la libertà?

Quando sono arrivati non erano abituati a interagire con l’esterno. Ovviamente abbiamo dovuto liberarli step by step, perché lo shock della liberazione sarebbe stato troppo grande per loro. Abbiamo iniziato inserendoli in piccole casette e poi li abbiamo fatti accedere agli ampi spazi esterni. La loro reazione è stata bellissima, dopo un primo momento di esitazione, si sono subito arrampicati fino ad arrivare nella parte più alta della gabbia. Arrivati in alto hanno urlato con tutta la loro forza qual senso di libertà che stavano provando. Sembrava di star a guardare un pezzo del film Braveheart. 

macachi centro semproniano.jpgUno dei macachi, nel Centro di recupero di Semproniano (GR), Fonte: LAV 

Da dove provengono questi macachi?

La maggior parte dei primati da laboratori vengono dall’Asia e dall’Africa. Qui vengono catturate le madri e i loro cuccioli, mentre i maschi sono i primi a morire nel tentativo di difendere la colonia. Poi vengono rinchiusi in minuscole scatole e messi nelle stive degli aerei di linea e sottoposti anche a viaggi che durano più di 70 ore. Dietro c’è un grande business economico che raggiunge Nord Europa e America.

 

Qual è stato l’evento che l’ha colpita di più?

Sono numerosi gli aneddoti collegati alle colonie che abbiamo salvato. Il ricordo che mi ha colpito di più è stato quando abbiamo riempito la piscina per la prima volta. Un momento davvero magico! Loro sono impazziti di gioia e a me sembrava di osservare dei bambini che si facevano gli scherzi, chi si spruzzava l’acqua, chi si tuffava. È incredibile come alcune movenze e le emozioni sono molto simili a quelle umane. Io li trovo molto buffi ed è un privilegio e una fortuna per me poterli osservare. Certo, ci danno molto da lavorare, perché sono numerosi, ma in loro compagnia la giornata vola in un attimo.  

macachi semproniano.pngI macachi alla loro prima uscita nel Centro di recupero di Semproniano (GR), Fonte: LAV

Cosa significa per lei aver donato la libertà a questi macachi?

È una soddisfazione grandissima. Queste sono azioni rarissime nel mondo della vivisezione, ma che ci danno la speranza di continuare a lottare contro un muro di gomma. Sono piccoli tasselli che uniscono un puzzle di libertà e non dobbiamo fermarci perché i numeri sono enormi, e nascondono procedure dolorose, trapianti di organi, privazioni di acqua e cibo, scosse elettriche profonde. Basta considerare che in Italia ogni anno oltre 611 mila animali vengono utilizzati e uccisi, più di 12 milioni in Europa.

 

Ndr: se anche voi volete contribuire a salvaguardare la vita di questi animali, potete scegliere di fare una donazione o di adottarne uno a distanza. Tutti i dettagli su www.adozioneadistanza.lav.it