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Frank Lloyd Wright in 7 opere

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Dalla casa sulla cascata all’Imperial Hotel di Tokio demolito nel ’69. Questi sono i più belli capolavori del maestro dell’architettura moderna

Era l’8 giugno del 1867 e in una piccola cittadina del Wisconsin veniva al mondo un certo Frank Lloyd Wright. Esattamente dopo oltre 150 anni quel Frank è ricordato come uno dei maestri del Movimento moderno dell’Architettura.

Grande pioniere dello stile organico, modello architettonico che puntava a unire la natura e l’uomo, senza contrastare i loro equilibri. Il suo nome è entrato nella storia mondiale per grandi progetti realizzati tra Tokio e i boschi della Pennsylvania, fino ad arrivare a New York.

Ecco le sue 7 opere più belle, dalla Fallingwater al Guggenheim Museum.

 

LA CASA SULLA CASCATA

“La scatola è completamente distrutta. Non esistono più pareti, ne schemi geometrici, ne simmetrie, ne leggi che non siano quelle della libertà e del mutamento”. Queste le parole che il critico Bruno Zevi dedica alla Casa sulla cascata di Wright. Costruita tra il 1936 e il 1939, la Fallingwater è considerata l’estrema rappresentazione dello stile wrightiano e una delle case più belle della modernità. La sua struttura asimmetrica si nasconde nella flora e nella piccola cascate tra i boschi della Pennsylvania.

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Sxenko [GFDL or CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

IL GUGGENHEIM MUSEUM

Tra le numerosissime attrazioni della grande mela c’è sicuramente una visita al Guggenheim Museum. Quella sorta di girone infernale di un bianco cangiante, che si staglia lungo la quinta strada di New York, è una delle opere più importanti del grande architetto del novecento. Progettato nel 1943 e inaugurato nel 1959 poco dopo la morte di Wright è attualmente una delle architetture più famose del XX secolo.

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By Jean-Christophe BENOIST (Own work) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

LABORATORI JOHNSON WAX

Oltre a progettare case private e grandi edifici museali, Wright si dedicò anche alla realizzazione di edifici industriali. Un esempio è proprio la sede della Johnson Wax, un’azienda che si occupa di prodotti chimici per la pulizia, a Racine in Wisconsin. Gli elementi indimenticabili sono sicuramente le colonne create come fossero grandi funghi all’interno di una foresta equatoriale.

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By Boucher, Jack E. [Public domain], via Wikimedia Commons

IMPERIAL HOTEL

Nei primi anni del ‘900 Wright decise di farsi un giro di perlustrazione in Giappone. E anche in quell’occasione ha voluto lasciare il suo segno indelebile. Ne uscì fuori il leggendario Imperial Hotel, che già solo il nome definisce la maestosità della struttura realizzata totalmente con tecniche antisismiche. Inaugurato nel 1923 l’hotel divenne subito un punto attrattivo per la città di Tokyo. Ci vollero sette anni per costruirlo e oltre 600 artigiani.

Vi consigliamo di non volare verso la capitale nipponica alla ricerca dell’hotel, perché purtroppo è stato demolito nel 1968. La hall e l’iconico ingresso li trovare ricostruiti al Museo di Mejii Mura a Nagoya.

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KENTUCK KNOB

Dagli anni ’50 in poi Wright si dedicò alla realizzazione di quelle che definì le Usonian Houses, le case americane post depressione. Di questo gruppo ne fa parte anche la Kentuck Knob, realizzata tra il 1953 e il 1956. Siamo a metà del ‘900 ed è assurda l’estrema modernità degli ambienti e la forma con cui sono realizzati i singoli elementi. Il mix prevede l’unione di materiali green come legno e pietra che si intersecano con le grandi vetrate che permettono di restare sempre a contatto con l’estero della casa, la natura.

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By Jeff Kubina from Columbia, Maryland (Kentuck Knob) [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

ROBIE HOUSE

L’aspetto rivoluzionario di Wright è che volle sempre allontanarsi dallo stile del momento. Alla fine dell’800 in America le case venivano realizzate in un eclettico stile neoclassico, Wright rivoluzionò l’idea della casa realizzando le Prairie Houses (il nome deriva dalle vecchie case nella prateria). Via a merletti e sfoggio di grandi volumi e sì a linee rette pulite e grande attenzione allo sviluppo organico dell’architettura, puntando verso l’estrema attenzione alla natura circostante. L’esempio tra i meglio riusciti fu quello della Frederick C. Robie House, realizzata a Chicago nel 1910. Una curiosità di queste case è che la porta d’ingresso è sempre nascosta, perché a Wright non piaceva mostrare da quale punto si poteva accedere all’interno.

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By Teemu08 (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

MILLARD HOUSE

Nel 1923 lasciò il suo segno anche a Pasadena, in California. Per l’occasione progettò un edificio di lusso che prese il nome di Millard House, dal nome della proprietaria Alice Millard. È riconosciuta come la prima casa tessile di Wright, perché la struttura esterna ricorda proprio un tessuto ricamato. Non si è mai capito perché venne chiamata La miniatura, perché è tutto tranne che piccola: disposta su tre piani per circa 220 metri quadri di superficie. L’ultimo prezzo di vendita? 4,49 milioni di dollari