Innovazione

E se la batteria dell’auto elettrica si scarica completamente? Cosa succede davvero

Una delle paure più diffuse tra chi sta pensando di acquistare un’auto elettrica è quella di rimanere improvvisamente senza energia durante un viaggio. È una preoccupazione comprensibile: con un’auto a benzina o diesel basta fermarsi al distributore più vicino, mentre con un veicolo elettrico molti immaginano scenari complicati e il rischio di restare bloccati.

Ma cosa succede davvero quando la batteria si avvicina allo zero? L’auto si spegne all’improvviso? Oppure esistono sistemi di sicurezza e soluzioni per evitare di restare a piedi?

La risposta è rassicurante: le moderne auto elettriche sono progettate proprio per gestire queste situazioni e accompagnare il conducente fino all’ultimo chilometro disponibile.

INDICE DEI CONTENUTI

L’auto avvisa con largo anticipo

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, una batteria non passa improvvisamente dal funzionamento normale allo spegnimento.

Le auto elettriche monitorano continuamente il livello di carica attraverso un sofisticato sistema elettronico chiamato Battery Management System (BMS), che controlla lo stato della batteria e avvisa il conducente molto prima che l’energia si esaurisca.

Generalmente il primo avviso compare quando la batteria scende intorno al 20%.

A questo punto il sistema invita semplicemente a programmare una ricarica. Su molti modelli il navigatore suggerisce automaticamente le colonnine disponibili nelle vicinanze oppure propone di inserirle come destinazione.

L’obiettivo è permettere al conducente di organizzarsi senza alcuna fretta.

Cosa succede quando si arriva al 5%

Quando il livello di carica scende ulteriormente, generalmente intorno al 5%, gli avvisi diventano più insistenti.

Ogni costruttore utilizza messaggi e simboli differenti, ma il principio è lo stesso: l’auto comunica chiaramente che è il momento di raggiungere una stazione di ricarica.

Su alcuni modelli compare anche la cosiddetta “modalità tartaruga”, una modalità di emergenza nella quale il sistema limita alcune prestazioni del veicolo per preservare l’energia residua.

Le limitazioni possono variare da un costruttore all’altro:

  • riduzione della potenza del motore;
  • limitazione dell’accelerazione;
  • diminuzione delle prestazioni del climatizzatore;
  • riduzione di alcuni servizi non essenziali.

Non tutte le auto adottano le stesse strategie, ma il principio è sempre quello di massimizzare i chilometri ancora disponibili.

Lo 0% non significa sempre batteria completamente scarica

Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda il fatto che lo 0% visualizzato sul display non corrisponde necessariamente a una batteria completamente esaurita.

Le batterie agli ioni di litio utilizzano infatti una piccola riserva di sicurezza, chiamata comunemente buffer.

Si tratta di una quantità di energia che il costruttore decide di non rendere disponibile all’utente per proteggere la batteria e garantire un margine operativo nelle situazioni di emergenza.

In pratica, quando il quadro strumenti indica lo 0%, nella maggior parte dei casi è ancora presente una piccola quantità di energia.

Questa riserva consente generalmente di percorrere ancora qualche chilometro, sufficiente per raggiungere una colonnina vicina o un luogo sicuro dove fermarsi.

Naturalmente non bisogna considerare il buffer come autonomia “utilizzabile”: è una protezione progettata per le emergenze, non un’estensione della normale capacità della batteria.

Se la batteria si esaurisce davvero

Può comunque capitare, seppure molto raramente, di arrivare all’esaurimento completo della carica.

In questo caso il veicolo non subisce danni immediati, ma semplicemente non è più in grado di muoversi e occorre ricaricarlo.

Le soluzioni oggi disponibili sono diverse.

  • Assistenza stradale

Quasi tutti i costruttori includono un servizio di assistenza dedicato.

In caso di batteria completamente scarica, il soccorso stradale può trasportare il veicolo fino alla colonnina più vicina oppure presso un punto di assistenza.

È una situazione non molto diversa da quella di un’auto tradizionale rimasta senza carburante.

  • Una normale presa elettrica può fare la differenza

Per chi affronta viaggi in zone poco servite, può essere utile avere sempre a bordo il caricatore portatile fornito con l’auto. In presenza di una comune presa domestica è possibile recuperare una piccola quantità di energia, sufficiente in molti casi per raggiungere la stazione di ricarica più vicina. La ricarica sarà naturalmente lenta, ma rappresenta comunque un’importante soluzione di emergenza.

  • Esistono anche batterie portatili

Negli ultimi anni sono comparsi sul mercato anche sistemi di ricarica portatili, spesso definiti impropriamente “powerbank” per auto elettriche. Si tratta di accumulatori trasportabili che possono fornire alcuni chilometri di autonomia aggiuntiva nelle situazioni di emergenza. Non sostituiscono certamente una colonnina di ricarica, ma possono rappresentare una valida soluzione per uscire da situazioni particolarmente difficili.
Con la progressiva diffusione della mobilità elettrica è probabile che questo tipo di servizi diventi sempre più comune anche attraverso flotte di assistenza dedicate.

Arrivare spesso allo 0% rovina la batteria?

Questa è un’altra domanda molto frequente.

La risposta dipende soprattutto dalla tecnologia utilizzata dalla batteria.

  • Batterie NMC

Le batterie Nichel-Manganese-Cobalto (NMC) sono molto diffuse nelle auto che puntano a offrire autonomie elevate.

Questa tecnologia offre ottime prestazioni, ma tende a soffrire maggiormente le scariche profonde e i lunghi periodi trascorsi completamente carica o quasi completamente scarica.

Per questo motivo è buona norma, nell’utilizzo quotidiano, evitare di arrivare regolarmente allo 0%.

  • Batterie LFP

Le batterie Litio-Ferro-Fosfato (LFP) sono invece molto più tolleranti.

Questa chimica sopporta meglio sia le ricariche complete sia le scariche profonde, motivo per cui viene sempre più utilizzata su numerosi modelli di ultima generazione.

Anche in questo caso non è consigliabile lasciare l’auto completamente scarica per lunghi periodi, ma una scarica occasionale non rappresenta un problema significativo.

La vera soluzione è la pianificazione

La buona notizia è che arrivare realmente allo 0% è un evento piuttosto raro.

Le moderne auto elettriche dispongono di navigatori intelligenti in grado di calcolare automaticamente il percorso, suggerire le soste di ricarica e aggiornare continuamente le previsioni di autonomia in base allo stile di guida, alla temperatura esterna e al traffico.

Con un minimo di pianificazione diventa molto difficile trovarsi senza energia.

Per affrontare i viaggi in tranquillità è sufficiente seguire alcune semplici buone pratiche:

  • verificare il livello di carica prima della partenza;
  • utilizzare il navigatore dell’auto o app dedicate per pianificare le soste;
  • evitare di arrivare sistematicamente con la batteria quasi scarica;
  • tenere sempre a bordo il cavo di ricarica portatile.

Più che una paura, è un'abitudine diversa

Il timore di rimanere senza batteria nasce soprattutto perché siamo abituati da decenni al rifornimento tradizionale.

Con un’auto elettrica cambia il modo di gestire l’energia, ma non necessariamente aumenta il rischio di restare fermi.

Le vetture moderne avvisano con largo anticipo, dispongono di sistemi di protezione, mantengono una riserva di sicurezza e offrono numerosi strumenti per pianificare ogni spostamento.

Per questo motivo, dopo le prime settimane di utilizzo, la cosiddetta “ansia da autonomia” tende quasi sempre a scomparire, lasciando spazio a una gestione dell’energia che diventa rapidamente parte della normale esperienza di guida.

Scritto da
Matteo Valenza

Esperto di mobilità elettrica