Secondo l’Australian Institute of Marine Sciences, l'evento di sbiancamento del 2024 ha invertito il trend di recupero della barriera, causando un declino significativo della copertura corallina
Nel 2024, la Grande Barriera Corallina ha subito il più esteso evento di sbiancamento di massa dei coralli mai registrato, il quinto dal 2016. Secondo il report annuale dell’Australian Institute of Marine Sciences, questo fenomeno ha colpito tutte e tre le regioni della barriera, da nord a sud.
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La Grande Barriera Corallina
La Grande Barriera Corallina, detta anche GBR (Great Barrier Reef), è il più vasto sistema corallino del mondo e si trova al largo della costa nord-orientale dell’Australia. Si estende per oltre 2.300 chilometri ed è un ecosistema complesso e diversificato, che ospita un’incredibile varietà di vita marina, tra cui migliaia di specie di pesci, molluschi, stelle marine, tartarughe e uccelli marini. Proprio per questo è patrimonio dell’umanità UNESCO.
Purtroppo, dal 2016 ha subito diversi eventi di sbiancamento di massa, di cui il quinto, avvenuto nel 2024, è stato il più esteso mai registrato.
Le cause principali del deterioramento della GBR
Lo sbiancamento dei coralli si verifica quando i coralli, a causa dell’aumento della temperatura dell’acqua, espellono le alghe che vivono nei loro tessuti. Queste alghe, chiamate zooxantelle, sono essenziali per il corallo perché gli forniscono nutrimento e il suo colore caratteristico: senza di esse, il corallo diventa bianco e rischia di morire.
Questo fenomeno colpisce tutta la barriera ormai da diverso tempo e nell’ultimo anno è diventato la causa principale della perdita di coralli. Ma lo sbiancamento non è l’unica causa della perdita di coralli: cicloni, inondazioni e la presenza della stella marina corona di spine, un predatore naturale che pur facendo parte dell’equilibrio dell’ecosistema della barriera corallina, se aumenta notevolmente può causare una distruzione su larga scala dei coralli.
Nell’ultimo anno
L’evento di sbiancamento del 2024 ha avuto un impatto devastante, i cui effetti sono stati registrati nei successivi rilievi condotti fino a maggio 2025. I dati mostrano una generale diminuzione della copertura dei coralli duri in tutte le regioni della Grande Barriera Corallina, con cali significativi compresi tra il 14% e il 30% rispetto all’anno precedente. La perdita più grave è stata registrata nella regione meridionale, con un calo di circa il 30% che ha portato la copertura corallina al di sotto della sua media storica a lungo termine. Anche la parte settentrionale ha subito il suo peggior calo annuale, pari al 24,8%.
Inoltre, nell’estate australe del 2025, le temperature superiori alla media hanno portato a un sesto evento di sbiancamento.
Prospettive future
In generale, i dati raccolti mostrano che quasi la metà delle barriere coralline monitorate ha registrato una diminuzione della copertura corallina, mentre solo una su dieci ha mostrato segni di miglioramento.
Nonostante la GBR mantenga una condizione complessiva migliore rispetto a molte altre barriere coralline globali, il trend positivo degli anni precedenti si è interrotto. Gli eventi di sbiancamento di massa si susseguono a un ritmo sempre più serrato, accorciando i tempi di recupero e mettendo a dura prova la resilienza di questo ecosistema.
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