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La pianta che ricarica lo smartphone

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Sviluppato da Arkyene, Bioo Lite è un vaso hi-tech in grado di produrre energia a partire dal processo di fotosintesi clorofilliana

Ricavare elettricità dal processo di fotosintesi clorofilliana delle piante. Sembra fantascienza, è già realtà. Debutterà sul mercato Bioo Lite, l’innovativo progetto di Arkyene che permette di ricavare energia dalla pianta che abbiamo in salotto, piuttosto che in ufficio o in sala riunioni. Si tratta di un vaso hi-tech, dotato di nanoconduttori in grado di catturare e trasportare l’energia generata dal processo di trasformazione dell’anidride carbonica in ossigeno alla base della vita dei vegetali.

 

Come spiegano nel video di promozione della loro invenzione, che i ragazzi – spagnoli - di Arkyene stanno cercando di finanziare tramite crowdfunding, basta il vaso Bioo Lite, una pianta, un bicchiere d’acqua e un cavo per poter ricaricare il proprio cellulare o il proprio tablet. All’interno del vaso è posizionata una cellula hitech, che grazie all’interazione di un materiale biologico con l’acqua è in grado di trasferire l’elettricità sprigionata dal processo di fotosintesi clorofilliana a un circuito posizionato nel cuore del dispositivo e a cui è collegato il cavo di ricarica.

 

 

 

Bioo Lite funziona sia di giorno che di notte ed è facile da utilizzare: basta tirare fuori dal vaso l’attacco usb, immettere l’acqua nel vaso, scuotere il dispositivo, inserire la pianta e collegare il dispositivo di ricarica.

 

Internal_Structure_1_pq6kdk.jpg

 

La portata di una simile innovazione è evidentemente enorme. Come spiegano gli stessi ragazzi di Arkyene, “l’elettricità al 100% rinnovabile potrà essere una realtà: le piante sono ovunque e potrebbero diventare una enorme stazione elettrica che risponda alle nostre esigenze di consumo senza danneggiare la natura”.