Sorgenia
Accedi accedi

Festival di Sanremo: i 10 ever green scelti da noi

Dai 24 mila baci del ciuffo di Little Tony alla Gianna festaiola di Rino Gaetano. Questo il meglio dei 67 anni dell’Ariston

Il Festival di Sanremo arriva alla sua 67 esima edizione. Numerosi sono stati i volti e le canzoni che da quel lontano 1951, sono entrati a far parte delle pietre miliari della canzone italiana. L’amore è da sempre stato il tema principale che ci ha straziati, divertiti e tormentati in questi anni. Altri hanno provato a fare la differenza, da Modugno che ha voluto raccontare l’Italia con “Volare” alla “Vita spericolata” di un giovane Vasco Rossi che fece flop, secondo la critica. Ma come non citare Elio e le storie tese con la sua “terra dei cachi” che racconta il classico paese dell’abusivismo, o il bicchiere di vino con un panino come simbolo dell’estrema “Felicità” di Albano e Romina.

Abbiamo scelto per voi le 10 canzoni del Festival di Sanremo che resteranno per sempre nel nostro DNA, di generazione in generazione.

 

FORSE UN SOGNO COSÌ NON RITORNERÀ PIÙ

Se il Festival di Sanremo è uno degli eventi di musica italiana più conosciuti e seguiti, anche all’estero, lo dobbiamo a Domenico Modugno. Nel 1958 si era risvegliato da un sogno in cui planava nel cielo infinito e l’ha raccontato in “Nel blu dipinto di blu”, conosciuta a livello planetario come Volare. Il branoè sicuramente la canzone italiana per eccellenza, forse più conosciuta dell’inno di Mameli.

ITALIA SI, ITALIA NO, ITALIA GNAM

Elio, in compagnia delle sue storie tese e delle sue folte sopracciglia, presentò “La terra dei Cachi” nell’edizione del 1996. In quell’anno vinse il secondo posto (primo Ron con “Vorrei incontrarti fra cent’anni”, ndr), ma secondo le indagini dei carabinieri, la canzone fu quella più votata. La storia tesa questa volta parlava dell’Italia del magna magna.

“VOGLIO UNA VITA COME STEVE MCQUEEN”

Nel 1983 Vasco rossi presentò al mondo la sua famosissima “Vita spericolata”. Forse non sapete che questo inno alla giovinezza arrivò ultimo nell’edizione di Sanremo di quell’anno. Al primo posto i Jalisse con Fiumi di parole, ve li ricordate?

L’UNICA AVVENTURA DI BATTISTI A SANREMO

La prima e ultima volta in cui Lucio Battisti salì sul palco dell’Ariston, come cantante, fu nel 1969 con “Un’avventura”. La critica italiana non fu molto cordiale, lo definirono impacciato e la sua voce venne descritta come se dei “chiodi gli stridessero in gola”. Cari giornalisti, stavate parlando del più grande cantautore italiano e della canzone che “sempre vivrà”.

LO SCIOPERO DELL’AMORE DI CELENTANO

Era il lontano 1970 e il molleggiato si presentò a Sanremo duettando con la moglie, Giovanna mori, in “Chi non lavora non fa l’amore”. A quanto pare il nostro Celentano aveva dei problemi con lo sciopero dell’amore di Claudia.  

PER LA PRIMA VOLTA IL “SESSO” AL FESTIVAL DI SANREMO

La prima volta che al Festival di Sanremo venne pronunciata la parola “sesso” fu nel 1978. A farlo fu l’irriverente Rino Gaetano che conquistò tutti con “Gianna”, una canzone nosense che elogiava la vita, l’amore e le feste. Non a caso divenne una hit delle discoteche della Riviera romagnola di quegli ultimi anni ’70, e non solo.

E SALIRÒ

Un giovani e simpatico Daniele Silvestri conquistò tutti con la sua "Salirò". Il brano che risale all’edizione del Festival di Sanremo del 2002 fece conoscere il cantautore romane al grande pubblico. La canzone era dedicata a tutte le persone che hanno il coraggio di riprendersi da una delusione amorosa, “disperato ancora un po’, ma prima o poi ripartirò”.

UN BICCHIERE DI VINO CON UN PANINO

L’inno alla "felicità" per eccellenza. La canzone ci ricorda che la gioia sta nelle piccole cose, come in un bicchiere di vino e un panino. Quanto volte l’abbiamo canticchiata ripensando a quella coppia: la bella Romina Power e il meno bello ma dalla voce possente, Albano. La coppia resterà per sempre nei cuori dei fan.

IL ROCK’N’ROLL IN 24 MILA BACI

Anche i più giovani, anche se non erano ancora nati all’epoca, hanno l’immagine di Little Tony ben stampata in testa. Il cantante con il ciuffone, ha rappresentato l’alternativa italiana a Elvis Presley. "24 mila baci", presentato nel 1961, divenne subito uno dei più grandi successi del cantante. Arrivando secondo in classifica dimostrò che il rock’n’roll poteva anche conquistare il palco dell’Ariston.

50 ANNI DALLA SCOMPARSA DI LUIGI TENCO

Il suicidio di Luigi Tenco fu sicuramente l’evento più tragico accaduto al Festival della canzone italiana. Sono passati esattamente 50 anni da quel 1967 in cui un malinconico Tenco presentò la sua ultima opera "Ciao, amore ciao". Il brano del cantautore genovese era dedicato a tutti quei militari che partivano per la guerra.