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Girolibero, la vacanza su due ruote all’insegna della libertà

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Intervista a Pierpaolo Romio, che da 22 anni organizza tour in bicicletta per tutti i gusti. E che ha fatto scoprire agli stranieri le bellezze dell’Italia attraverso i percorsi ciclabili

Uscire dai “circuiti tradizionali” del turismo, per fare vacanze all’insegna della libertà e del rispetto per l’ambiente; andare alla scoperta di città e territori in bicicletta, anche senza essere atleti, ma semplicemente appassionati di nuovi percorsi naturalistici ed enogastronomici. È l’idea di Pierpaolo Romio da cui è nato “Girolibero”, che negli anni ha consolidato la propria offerta e ampliato il proprio raggio d’azione, portando migliaia di italiani a scoprire mete nazionali e internazionali, e migliaia di stranieri ad apprezzare le bellezze della nostra penisola. In questa intervista a SorgeniaUp Romio racconta come si è sviluppata la sua idea e dà a chi voglia intraprendere una vacanza “a pedali” alcuni consigli per non incorrere in brutte sorprese.

Pierpaolo, come nasce Girolibero?

Nasce nel 1998, ormai 22 anni fa. L’esigenza era, a quei tempi, quella di proporre una vacanza “lo famo strano” (nota battuta del film Viaggi di nozze di Carlo Verdone, ndr), che noi abbiamo tradotto nel dare ai nostri clienti la possibilità di andare alla scoperta di una città o di un territorio in bicicletta. Siamo partiti con pacchetti di sei giorni in città europee “bike-friendly”, come Berlino, Copenaghen o Amsterdam: soggiorno in albergo e visita delle città utilizzando le bici.

Abbiamo visto che questo genere di esperienza era apprezzato, e così abbiamo allargato il raggio d’azione con percorsi itineranti a contatto con la natura, utilizzando alcune delle piste ciclabili più belle d’Europa, come la “Passau” di Vienna, nota anche come “Ciclabile del Danubio”, o in Francia quella dei castelli della Loira. Anche quest’esperienza si è dimostrata un successo, e così ci siamo orientati anche su altre proposte, e dal 2002-2003 abbiamo iniziato a proporre percorsi ciclabili in Italia da mettere a disposizione di un pubblico straniero. I percorsi erano per lo più semplici, in considerazione del fatto che non erano ancora diffuse le biciclette a pedalata assistita e non volevamo rivolgerci a una nicchia di ciclisti esperti, ma a quello più ampio degli appassionati delle passeggiate in libertà. Quindi abbiamo scelto percorsi prevalentemente in pianura, come quello del giro delle città venete in una settimana o - tra quelli che hanno riscosso più successo - il percorso da Bolzano a Venezia passando per il Lago di Garda. Che sia stata una buona intuizione lo dimostra il fatto che oggi circa la metà del nostro fatturato viene dagli stranieri.

La situazione attuale è fortemente impattata dall’emergenza Covid-19. Abbiamo chiuso il 2019 con 18 milioni di euro di fatturato, 50 dipendenti e 20mila persone accompagnate, ma per il 2020 ovviamente, in conseguenza del lockdown e della sua “onda lunga” sul turismo, questi numeri si sono drasticamente ridimensionati.

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Girolibero "headquarter"

A chi vi rivolgete principalmente?

Il nostro pubblico medio non è quello degli sportivi, ma dei turisti curiosi che hanno il piacere di assaporare la libertà degli spostamenti in bicicletta e che amano anche scoprire i luoghi, visitarli e riposare. Grazie all’introduzione delle bici elettriche abbiamo potuto classificare come destinazioni “facili” anche alcuni tour in Toscana, Piemonte, Puglia o Sicilia dove le condizioni climatiche o i dislivelli avrebbero altrimenti reso proibitivi gli spostamenti per persone poco allenate. Il segreto, dal mio punto di vista, sta nel proporre un’attività fisica “misurata”. Oggi contiamo su una flotta di 2.000 bici “classiche” e 250 a pedalata assistita, e i nostri utenti sono liberi di scegliere se utilizzare le proprie - anche se spesso questo causa problemi logistici - o servirsi di quelle che mettiamo a disposizione.

Quanto conta il rispetto per la natura nel vostro modello di vacanza?

È il punto di partenza, siamo spesso portati a darlo per scontato. È un genere di rispetto che con il passare degli anni si è molto evoluto: se 20 anni fa c’era ancora chi buttava a terra le cicche, oggi questo non esiste più. C’è fortunatamente un nuovo approccio culturale che è arrivato prima all’estero ma che oggi si è fatto strada anche in Italia. Siamo arrivati ad esempio a lavorare con tour operator che vendono soltanto viaggi in treno e non in aereo, per limitare le emissioni di anidride carbonica. Quando se ne parlava 12 anni fa sembrava una scelta da marziani. E tra qualche anno sarà normale pensare a un sistema per compensare l’anidride carbonica emessa a causa dei viaggi, per turismo o per lavoro. Il nostro impegno è quello di ridurre il più possibile l’impatto ambientale delle vacanze che proponiamo.

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Quali consigli darebbe a chi oggi volesse affrontare una vacanza in bicicletta?

Sarebbe semplice dire “rivolgetevi a Girolibero”, ma voglio dirlo e spiegarne il senso: l’invito è rivolto anche a tutti coloro che poi non acquisteranno un nostro pacchetto, ma che vogliono semplicemente informarsi su quali siano i percorsi più semplici, attrezzati e suggestivi per le vacanze in bicicletta. Il web infatti è pieno di offerte e proposte inattendibili, di progetti che poi non funzionano per come erano stati presentati. E la difficoltà più grande per chi decide di andare in vacanza in bici è scegliere la meta. Sul nostro sito le destinazioni sono tutte testate con attenzione, e non ci si troverà di fronte a brutte sorprese. La nostra idea, al di là di chi poi acquisterà un pacchetto, è proprio quella di mettere il sito a disposizione degli appassionati, che in ogni caso faranno bene - prima di pianificare un viaggio - ad andare a curiosare sui siti delle agenzie specializzate. Il nostro sito, tra l’altro, è già abbondantemente navigato anche da chi poi non viene in vacanza con noi: su 10 persone che vanno a fare una vacanza in bici, infatti, 9 si arrangiano per conto proprio e soltanto una si rivolge a un operatore specializzato.

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Ci sono app che possono aiutare i ciclisti in vacanza per pianificare i loro viaggi?

Sì, ormai ce ne sono diverse. Io mi sento di consigliare opencyclemap.org, sito indipendente che evidenzia tutti i percorsi ciclabili e aiuta a costruire itinerari effettivamente percorribili, senza il rischio di trovarsi a pedalare su una strada statale ad alto scorrimento. Un’altra app utile è Naviki, che magari non è specialistica per chi va in mountain bike o bici da corsa, ma che è in grado di consigliare i percorsi meno trafficati e – ogni volta che è possibile – su piste ciclabili. Senza questi strumenti, ideando un percorso e prenotando gli alberghi prima di partire, il rischio è trovarsi di fronte a imprevisti e situazioni spiacevoli.

Destinazioni consigliate: quali sono le imperdibili?

Quanto infine alle destinazioni consigliate, insieme a quelle che abbiamo già citato, come la ciclabile del Danubio e quella dei Castelli della Loira, aggiungerei anche la ciclabile dell’Adige: si tratta della prima pista ciclabile in Italia e passa da Bolzano, Merano e Trento, per arrivare al lago di Garda e per poi concludersi a Verona oppure, seguendo il Mincio, a Mantova.

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Per le immagini in questo articolo si ringrazia Girolibero per la licenza d'uso. Tutti i diritti riservati.