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Condizionatori, 5 cose da sapere per scegliere quello giusto

Dal tipo di split all’efficienza energetica, tutto quello che c’è da sapere sugli impianti di condizionamento per sfuggire all’afa estiva risparmiando

L’estate è alle porte e il caldo inizia a farsi sentire. Molti di noi compreranno un nuovo condizionatore, magari per sostituire il vecchio modello con uno ad alta efficienza energetica e ottenere un risparmio in bolletta. Non è solo la classe energetica dell’elettrodomestico (che ci dice quanto consuma in base alle performance), però, l’unico elemento da valutare per scegliere il condizionatore. Dai consumi al tipo di tecnologia, dalla potenza alla rumorosità. Ecco i cinque aspetti da valutare e i consigli degli esperti dell’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile che si occupa della promozione dell’efficienza energetica.

 

LA CLASSE ENERGETICA

Il primo aspetto da tenere in considerazione quando si sceglie un nuovo condizionatore è la classe energetica. Più è alta la capacità di raffreddamento dell’apparecchio, maggiore sarà il suo consumo energetico. Ecco perché Enea suggerisce da sempre di scegliere un prodotto con una classe energetica alta. I valori indicati nell’etichetta energetica danno informazioni circa l’attività dell’apparecchio e quindi, implicitamente, sull’impatto che avrà in bolletta. Per questo motivo è consigliabile orientarsi sui climatizzatori con classe AA, che costano di più ma consumano di meno. L'indice SEER, l’indice di efficienza energetica stagionale per il raffreddamento, ha stimato che un impianto A+++ consuma mediamente 160 kWh all’anno contro i 260 di uno di classe B e i 430 per quelli di classe F.

 

LE TECNOLOGIE PIÙ EFFICIENTI

Un altro elemento che dovrebbe influenzare la scelta del condizionatore è la tecnologia di funzionamento. Gli esperti consigliano quella “inverter” perché consente di misurare la potenza in base all'effettiva necessità di refrigeramento. In questo modo il condizionatore si mette in funzione quando è necessario, riducendo lo spreco energetico (quasi il 30% su otto ore di attività). Nello specifico, quando l’ambiente raggiunge la temperatura programmata, gli apparecchi dotati di questa funzione non si spengono ma continuano a funzionare per tenerla stabile. In questo modo viene ridotta al minimo la potenza del motore e si evitano bruschi cambiamenti di temperatura.

Questa tecnologia è tipica dei condizionatori di classe A, mentre quelli di classe C o inferiori sfruttano il sistema on-off, economico ma poco efficiente. In questo caso, infatti, il compressore, appena viene acceso l'apparecchio, va subito alla massima potenza e vi resta per poi fermarsi quando è stata raggiunta la temperatura impostata.

 

CONDIZIONATORI, QUANTO DEVONO ESSERE POTENTI

Per evitare inutili sprechi energetici è importante ridimensionare la potenza del climatizzatore a seconda delle dimensioni dell’ambiente da raffreddare. Tecnicamente bisogna calcolare il Btu (British termal unit), il numero che indica il grado di potenza dell’apparecchio. Convenzionalmente è stato stabilito che per ogni metro quadro occorrono circa 350 BTU. Quindi per sapere quanti Btu deve avere un condizionatore si moltiplicherà questo dato con quello relativo al volume della stanza in cui viene installato.

 

QUANTI SPLIT SERVONO?

Per la scelta del condizionatore, da non sottovalutare anche il numero delle stanze da climatizzare. Secondo Enea, “ogni stanza ha bisogno del suo climatizzatore”: l’Agenzia sottolinea che, installando un unico condizionatore potente in corridoio, con la speranza che rinfreschi tutta casa, l’unico risultato sarà un forte sbalzo termico tra gli ambienti. Di fatto il corridoio sarà l’unico locale a beneficiare dell’impianto.

Se si dovesse comunque optare per questa opzione, è consigliabile scegliere una tecnologia on-off. Se da una parte, infatti, consuma più corrente, dall'altra fornisce un flusso costante di aria. In questo modo il flusso freddo mantiene la spinta necessaria per provare almeno ad arrivare in tutte le stanze da climatizzare.

 

ANCHE L’ORECCHIO VUOLE LA SUA PARTE

Infine, il condizionatore ideale deve essere silenzioso. I decibel prodotti dal motore in funzione sono indicati sia sull’etichetta energetica del prodotto sia sulla scheda tecnica. Un livello basso di rumorosità è indicato da 20 dB, ma sono accettabili anche 30 dB. Da evitare condizionatori da 45 dB o superiori: sono accettabili di giorno, ma non di notte. Quindi un climatizzatore con un grado di rumorosità fissato a 45 dB può essere installato in cucina, ma è sconsigliato per la camera da letto.