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Conto Termico 2.0, i dettagli della misura per l'efficienza energetica

Lo strumento è stato rinnovato a febbraio con un decreto interministeriale in vigore da oggi. Procedure semplificate e nuove tecnologie ammesse al finanziamento

Entra in vigore oggi il Conto termico 2016, il meccanismo per il finanziamento di interventi di efficienza energetica di edifici già esistenti e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il sistema, amministrato dal Gestore dei servizi energetici (Gse) mette a disposizione 900 milioni di euro annui: 700 per privati e imprese e 200 per la Pubblica Amministrazione. Il decreto firmato lo scorso marzo dai ministri dello Sviluppo economico, Federica Guidi, dell’Ambiente, Gian Luca Galletti e delle Politiche agricole, Maurizio Martina, va ad aggiornare la normativa esistente, che risale al 2012. Tra le novità, l’inaugurazione di Portaltermico, un portale apposito per richiedere gli incentivi e dove inserire autonomamente tutta la documentazione necessaria, entro 60 giorni dalla data di conclusione dell’intervento.

 

CONTO TERMICO 2016, LE NOVITÀ

Oltre alla digitalizzazione e snellimento delle modalità di accesso, il nuovo Conto termico prevede anche un ampliamento degli interventi di efficienza energetica incentivabili. In particolare per la PA, il nuovo meccanismo accetta provvedimenti quali la trasformazione di strutture esistenti in “edifici a energia quasi zero”. A tale scopo sono inclusi nella lista delle attività beneficiarie la sostituzione degli impianti di illuminazione con dispositivi efficienti, l’installazione di tecnologie di gestione e controllo da remoto degli apparecchi termici ed elettrici degli edifici e l’utilizzo di sistemi di termoregolazione del calore.

Altre novità, poi, riguardano gli incentivi stessi: questi potranno infatti essere erogati anche in un’unica rata da 5.000 euro, anziché in quelle precedenti da 600. In più, il nuovo Conto termico riduce i tempi di pagamento che passano da 6 a 2 mesi.

 

GLI INTERVENTI DI EFFICIENZA CONFERMATI

Il Conto termico resta un fondo di finanziamento per alcune attività già previste per quello del 2012. Ad esempio, come  si legge sul decreto, sono confermati gli interventi di “isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato e la sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato”.

Nel nuovo decreto continuano a trovare spazio operazioni legate alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Ad esempio, la sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento e l’installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda.

Ecco la lista di tutti gli interventi ammissibili

1) Interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti (solo per la Pubblica Amministrazione):

  • coibentazione pareti e coperture;
  • sostituzione serramenti;
  • installazione schermature solari;
  • trasformazione degli edifici esistenti in "nZEB";
  • illuminazione d’interni;
  • tecnologie di building automation;
  • sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza come le caldaie a condensazione.

 

2) Interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza (sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili):

  • pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria;
  • caldaie, stufe e termocamini a biomassa;
  • sistemi ibridi a pompe di calore;
  • installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo.

 

COME FUNZIONA IL CONTO TERMICO 2.0

A fine intervento di riqualificazione energetica, nel caso in cui il Gse abbia supervisionato e approvato le condizioni di realizzazione, sarà l’ente stesso a erogare i finanziamenti sotto forma di rate annuali entro un arco di tempo che va dai 2 ai 5 anni. Oppure,  nel caso in cui l’incentivo non supera i 5.000 euro,  fornirà la quota in un’unica soluzione. Al variare della tipologia di intervento varia anche la somma di denaro corrisposta. Secondo quanto stabilito dal decreto, l’intervento realizzato verrà ripagato:

  • fino al 65% della spesa sostenuta per gli "Edifici a energia quasi zero" (nZEB), pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici;
  • fino al 40% per gli interventi di isolamento di muri e coperture, per la sostituzione di chiusure finestrate, per l’installazione di schermature solari, l’illuminazione di interni, le tecnologie di building automation, le caldaie a condensazione;
  • fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e fino al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate, se abbinati ad altro impianto (caldaia a condensazione, pompe di calore, solare termico, ecc.);
  • il 100% delle spese per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA e il 50% per i soggetti privati, con le cooperative di abitanti e le cooperative sociali. 

Per ottenere i finanziamenti, il richiedente dovrà inserire su Portaltermico, a operazione conclusa, la certificazione dell’attività svolta opportunamente descritta e la documentazione catastale relativa all’edificio riqualificato. Per chi volesse approfondire gli step della procedura telematica prima di eseguirla, Il Gse ha pubblicato una guida all’uso del Portaltermico.