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Pinguino imperatore in pericolo, il ghiaccio antartico arretra e minaccia la specie

Nella Lista Rossa IUCN è stata inserita anche l’otaria antartica. Il rapido arretramento della banchisa e la diminuzione del krill, il piccolo crostaceo alla base della catena alimentare polare, mettono sotto pressione gli ecosistemi del continente bianco

Il pinguino imperatore e l’otaria antartica sono stati riclassificati come specie in pericolo nella Lista Rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN). La decisione fotografa gli effetti sempre più evidenti della crisi climatica sugli ecosistemi polari, dove la trasformazione del ghiaccio sta modificando habitat, catene alimentari e capacità riproduttiva degli animali.

Secondo le nuove valutazioni, la popolazione del pinguino imperatore potrebbe dimezzarsi entro gli anni Ottanta di questo secolo, mentre quella dell’otaria antartica si è già ridotta di oltre il 50% dal 2000. L’Antartide, spiega Grethel Aguilar, direttrice generale dell’organizzazione, svolge un ruolo insostituibile come “guardiano ghiacciato” del Pianeta, contribuendo alla stabilità climatica e offrendo rifugio a specie uniche.

Pinguino imperatore, la banchisa che scompare minaccia i pulcini

Il pinguino imperatore è passato dalla categoria “quasi minacciato” a “in pericolo”. La specie dipende dal ghiaccio stabile per riprodursi, allevare i piccoli e affrontare la muta, una fase in cui gli adulti perdono temporaneamente l’impermeabilità del piumaggio.

Quando la banchisa si rompe troppo presto, le conseguenze possono essere gravi. I pulcini rischiano di finire in mare prima di saper nuotare, compromettendo intere colonie. Le immagini satellitari analizzate dall’IUCN indicano già una perdita di circa il 10% della popolazione tra il 2009 e il 2018, pari a oltre 20mila individui adulti.

“I pinguini sono già tra gli uccelli più minacciati della Terra. Il passaggio del pinguino imperatore alla categoria in pericolo è un avvertimento – spiega Martin Harper, amministratore delegato di BirdLife International – Il cambiamento climatico sta accelerando la crisi di estinzione davanti ai nostri occhi. I governi devono agire ora per decarbonizzare con urgenza le nostre economie”.

Una specie sentinella del mondo che cambia

A spiegare i parametri che hanno portato alla decisione dell’IUCN è Philip Trathan, membro dell’IUCN SSC Penguin Specialist Group: “Il cambiamento climatico indotto dall’uomo rappresenta la minaccia più significativa per i pinguini imperatore – sottolinea -. La rottura precoce del ghiaccio marino in primavera sta già colpendo le colonie intorno all’Antartide, e ulteriori cambiamenti del ghiaccio marino continueranno a influire sui loro habitat di riproduzione, alimentazione e muta. I pinguini imperatore – conclude – sono una specie sentinella che ci parla del nostro mondo che cambia e di quanto stiamo controllando le emissioni di gas serra che causano il cambiamento climatico”.

Otaria antartica, il krill diventa più scarso

Anche l’otaria antartica è passata da “minor preoccupazione” a “in pericolo”. La popolazione è scesa da circa 2,18 milioni di individui maturi nel 1999 a 944mila nel 2025.

Il nodo centrale è in questo caso la disponibilità di cibo. L’aumento delle temperature oceaniche e la riduzione della banchisa spingono il krill, piccolo crostaceo alla base della catena alimentare polare, verso acque più profonde e fredde, rendendolo meno accessibile. In aree cruciali come la Georgia del Sud, la scarsità di questo piccolo crostaceo ha ridotto drasticamente la sopravvivenza dei cuccioli nel primo anno di vita, contribuendo all’invecchiamento della popolazione riproduttiva.

Anche l’elefante marino australe diventa vulnerabile

A cambiare di categoria è anche l’elefante marino australe, ora classificato come vulnerabile. In questo caso, il fattore principale è l’influenza aviaria ad alta patogenicità, che dal 2020 si è diffusa sempre più anche tra i mammiferi. In alcune colonie ha ucciso oltre il 90% dei cuccioli appena nati.

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