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Tutto lo spreco di cibo, dai campi al frigo di casa

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Il cibo viene prodotto, trasformato, acquistato, conservato, preparato ed infine smaltito. Ma soprattutto sprecato. Ecco cosa possiamo fare per migliorare questa situazione

Gli alimenti che consumiamo hanno una lunga storia da raccontare. Comincia nei campi o negli allevamenti e finisce nelle nostre case. Spesso in frigorifero o in dispensa ma quasi altrettanto spesso finisce… nella spazzatura. Ogni europeo ha a disposizione circa 840 chili di cibo all'anno, ma almeno 280 vanno persi.
E’ come se gli alimenti percorressero un tubo pieno di buchi. Fori creati da inefficienze e, qualche volta, anche da pura irrazionalità.

 

Può capitare, ad esempio, che gli agricoltori coltivino i campi senza l’intenzione di raccogliere il prodotto ma solo per incassare gli incentivi previsti dalle istituzioni. Ci si mettono anche le logiche di mercato che possono rendere poco conveniente raccogliere una coltivazione per il crollo del prezzo del prodotto che viene lasciato a marcire sui campi. Quindici milioni di tonnellate l’anno di prodotti agricoli subiscono questo destino. Come se non bastasse, anche il consumatore finale fa la propria parte rifiutando di acquistare frutta e verdura per puri motivi di ordine estetico perché leggermente danneggiata dalla grandine.

 

Altri grossi buchi non mancano nemmeno quando il cibo viene trattato dall’industria alimentare per la trasformazione in prodotto finito. Anche prima di arrivare presso le aziende, una parte del cibo deperisce e viene eliminato ma anche quella che ha la fortuna di essere trattata non riesce a tagliare il traguardo tutta insieme. Si calcola che, quando il cibo attraversa le aziende, i buchi nel tubo facciano disperdere il 2,6 per cento del totale iniziale. Arriva poi il turno del trasporto, della vendita all’ingrosso e infine al dettaglio. E c’è da star sicuri che anche loro hanno poca cura della loro sezione di tubo. Solo in questa fase nel 2010 sono state sprecate 267.000 tonnellate di alimenti.

Siamo arrivati a casa, ma nemmeno qui si interrompono le perdite. Il motivo? Facciamo la spesa in modo sbagliato e spesso conserviamo male i cibi. Quando andiamo al supermercato capita spesso che le quantità di cibo deperibile acquistate siano superiori alle reali esigenze di consumo della famiglia. Per cui una parte dei prodotti andrà inevitabilmente a scadenza e verrà buttata. O magari finirà nella spazzatura solo perché non abbiamo usato al meglio la capacità dei nostri frigoriferi.  E’ possibile fare qualcosa per tentare di eliminare, o almeno rallentare gli infiniti sprechi di cibo? Sicuramente sì. Ecco cosa fare:

 

1) Si può partire facendosi guidare dalle istruzioni per l’uso del nostro frigorifero e che riportano, con buona approssimazione, i tempi massimi entro i quali un alimento può essere conservato prima di scadere.

 

2) Una lista della spesa più razionale e proporzionata a quanto effettivamente necessario per la nostra alimentazione quotidiana, ci aiuterebbe a diminuire la quantità di cibo buttato perché “vecchio”.

 

3) Anche scegliere meglio la sede degli acquisti potrebbe essere di grande aiuto. In questo caso si potrebbe rispolverare il motto “dal produttore al consumatore”, privilegiando chi applica un’agricoltura non industriale e geograficamente vicina a casa nostra. In questo modo, non solo si ridurrebbero di molto gli sprechi legati a spostamenti eccessivamente lunghi, ma si potrebbe riuscire, dove possibile, a indurre un minor consumo di carburanti fossili e prodotti chimici conservanti.

 


 

FONTI: