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Quella volta che Bebe Vio

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8 racconti della ragazza che ha scelto di non arrendersi

Quella volta che Bebe Vio emozionò tutti, tirando la stoccata decisiva. Quella volta che rubò un selfie all’uomo più importante del pianeta. Quella volta che decise “io posso fare tutto” (frase detta a cinque anni alla madre preoccupata perché stava trasportando una valigia troppo grossa). Quelle volte che Bebe Vio ci ha dimostrato che “la vita è una figata”, come ripete la campionessa di Mogliano Veneto. Eccole, le 8 volte dell’orgoglio italiano alle ultime Olimpiadi di Rio.

 

IMPOSSIBILE: LA PAROLA CHE BEBE NON CONOSCE

Bebe Vio è stata ufficialmente invitata alla cena dall’ex Premier americano Barack Obama. Armata di abito, firmato Dior, e smartphone è partita all’attacco per scattarsi una foto con il presidente. “Mi dispiace, ma il protocollo non lo permette”, le è stato risposto. "It's not possible?!? I'm sorry, I don't understand these words” rispose Bebe. E fu così che Obama scattò il famosissimo selfie, di nascosto dalla sicurezza.

 

Un post condiviso da Beatrice Vio (@bebe_vio) in data: 19 Ott 2016 alle ore 06:17 PDT

 

“LA PASSIONE PER LO SPRITZ”

Da buona veneta Bebe è appassionata del cocktail a base di prosecco e bitter. Nel suo sito hanno contato più di 1214 spritz offerti. Forse non sapete che le hanno dedicato una bottiglia di Aperol con ritratto il suo volto nell’etichetta. Lo spritz è anche nel sottotitolo del libro che ha scritto, prefazione a cura dell’amico Jovanotti: “Mi hanno regalato un sogno - La scherma, lo spritz e le Paralimpiadi (Di tutto di più)”.

 

Un post condiviso da Beatrice Vio (@bebe_vio) in data: 12 Ott 2016 alle ore 03:40 PDT

 

L’ABITO DIOR PER LA PRIMA DEL FILM DI TIM BURTON

Dior ha disegnato un abito su misura per la campionessa paralimpica. Invitata alla prima romana dell‘ultimo film di Tim Burton “Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali”, Bebe si è presentata con un lungo vestito con cuori e spade.

 

Un post condiviso da Beatrice Vio (@bebe_vio) in data: 5 Dic 2016 alle ore 11:09 PST

 

PICCOLO CAMBIO DI REGOLE ALLE OLIMPIADI

Bebe Vio è diventata la prima schermitrice disabile a gareggiare alle olimpiadi con quattro protesi artificiali. Grazie a lei, dai vertici, hanno cambiato un po’ le regole delle gare paralimpiche, permettendo di partecipare a tutti gli atleti che hanno subito un’amputazione agli arti.

 

IL FILM DEDICATO AL SUO SOGNO

Nel 2012 hanno realizzato un film sulla campionessa, “Il sogno di Bebe”. Prodotto da Sky, per la regia di Emanuela DeMarchi, racconta dei mesi in cui la schermitrice ha realizzato il suo sogno di accendere la fiamma olimpica della Paralimpiadi di Londra.

 

LO SCATTO DI ANNE GEDDES

La bella Beatrice Vio è stata immortalata da una delle fotografe più note al mondo, Anne Geddes, artista famosa per i teneri ritratti di neonati. Questa volta le foto sono state fatte per un campagna di sensibilizzazione sull’importanza di vaccinare i bambini contro la meningite. Il progetto fotografico ritrae dei neonati in braccio agli atleti del mondo colpiti da meningite.

 

Un post condiviso da Anne Geddes (@annegeddesofficial) in data: 19 Set 2016 alle ore 07:26 PDT

QUELLA VOLTA CHE A 9 ANNI SCRISSE AL SINDACO

Bebe è sempre battagliera fin dai primi anni di vita. Il padre ha raccontato che a soli nove anni si fece paladina di una piccola causa. Scrisse direttamente al sindaco del suo paese, Mogliano Veneto, per raccontargli che le strade erano troppo pericolose. Fece una raccolta firme tra i vicinati per aiutare il fratello ad andare “più tranquillo” in bicicletta.

 

NOME DI CACCIA DI BEBE

Bebe alterna gli allenamenti di fioretto al gruppo scout. È entrata nel mondo dello scautismo all’età di otto anni, facendosi battezzare con il Totem (nome di caccia degli scout) di “Fenice radiosa”.