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Batterie agli ioni di sodio: ecco come rendere l’auto elettrica più accessibile

Una soluzione emergente, basata su risorse diffuse e meno critiche, potrebbe ridurre il peso economico dell’accumulo e aprire una nuova stagione per la mobilità a zero emissioni. Irena: “Le prestazioni migliorano rapidamente”

La mobilità elettrica ha smesso di essere una promessa futuristica. È reale, cresce, convince. Eppure, per molti utenti, resta ancora una scelta complicata. Non per problemi di disponibilità di colonnine o perché l’autonomia non sia sufficiente per la vita quotidiana, ma perché il prezzo d’ingresso continua a essere – spesso – troppo alto per un’ampia fascia di popolazione.

Il motivo è principalmente nei costi delle batterie, le componenti che incidono di più sul costo finale del veicolo e, allo stesso tempo, sono più esposte alle tensioni sulle materie prime e alle incertezze delle filiere globali.

Da queste criticità parte il rinnovato interesse che si registra su scala internazionale per le batterie agli ioni di sodio, che potrebbero rappresentare una possibile leva per abbassare il costo dell’auto elettrica e renderla accessibile a una platea più ampia di utenti.

Il vantaggio del sodio: è abbondante e costa meno

Secondo un report realizzato nel 2025 dall’International Renewable Energy Agency (IRENA), la rapida crescita della domanda di batterie, legata sia alla transizione energetica sia all’elettrificazione dei trasporti, sta aumentando la pressione sulle catene di fornitura del litio. Se pure il litio in questo momento non sembra una risorsa a rischio di esaurimento, la supply chain è sempre più vulnerabile a shock geopolitici e oscillazioni di prezzo.

Il sodio rappresenta in questo contesto un’alternativa interessante proprio perché segue una logica opposta. È uno degli elementi più abbondanti sulla Terra, facilmente reperibile e distribuito in modo molto più uniforme rispetto al litio. Secondo un recente studio di ResearchAndMarkets sul mercato globale delle batterie agli ioni di sodio, questa sostanza può costare circa 0,05 dollari al chilogrammo, contro i circa 15 dollari del litio, una differenza che arriva a un rapporto di 300 a 1.

Una tecnologia nuova, ma già nota all’industria

Un altro aspetto chiave, messo in evidenza da IRENA nel suo technology brief dedicato alle batterie agli ioni di sodio, è la continuità tecnologica con le soluzioni al litio. La struttura di base è simile e molti processi produttivi possono essere adattati senza dover ricostruire l’intera filiera da zero.

Questo elemento è tutt’altro che secondario. Significa ridurre i tempi di industrializzazione, sfruttare competenze già presenti e facilitare la scalabilità. In altre parole, creare le condizioni perché una tecnologia emergente possa uscire rapidamente dai laboratori e arrivare sul mercato. Ed è proprio la scala, oggi, il vero fattore discriminante per rendere l’elettrico più accessibile.

Prestazioni adeguate alla vita quotidiana

Le batterie agli ioni di sodio non puntano, almeno per ora, a competere con le soluzioni al litio più performanti sul piano della densità energetica. Ma questo non è necessariamente un limite.

Secondo IRENA, le prestazioni delle celle al sodio stanno migliorando rapidamente e sono già sufficienti per molte applicazioni di mobilità reale, come veicoli urbani, flotte, trasporto leggero e due ruote elettriche. Ambiti in cui l’autonomia estrema conta meno del costo complessivo, della durata e dell’affidabilità nel tempo.

Sicurezza e robustezza come valore per gli utenti

C’è poi un aspetto spesso sottovalutato, ma centrale per l’accettazione dell’elettrico: la sicurezza. Le batterie agli ioni di sodio mostrano una maggiore stabilità termica e una buona resistenza alle basse temperature, caratteristiche che riducono il rischio di surriscaldamento e ne facilitano l’utilizzo in contesti urbani e domestici.

La sintesi di MarketsAndMarkets sottolinea come proprio questo profilo di sicurezza stia attirando l’interesse dei costruttori, soprattutto per i modelli di fascia più accessibile e per le applicazioni in cui semplicità e affidabilità sono decisive. Per gli utenti, tutto questo si tradurrebbe in meno preoccupazioni e in una tecnologia percepita come più “normale” e quindi più facilmente adottabile.

L’elettrico entry level

Se la mobilità elettrica vuole diventare davvero mainstream, concordano gli analisti, dovrà scendere di prezzo. È una dinamica già vista in altri settori tecnologici, e anche qui la batteria è la variabile chiave.

MarketsAndMarkets evidenzia che uno dei principali ambiti di sviluppo delle batterie agli ioni di sodio sarà proprio quello dei veicoli elettrici entry level, dove il contenimento dei costi è prioritario rispetto alle prestazioni estreme. Non si tratta di sostituire il litio ovunque, ma di affiancarlo dove serve una soluzione più economica e sostenibile. È in questo spazio che il sodio può diventare un acceleratore della diffusione dell’elettrico.

Una filiera con margini di evoluzione

IRENA segnala che, allo stato attuale, la maggior parte della capacità produttiva annunciata per le batterie agli ioni di sodio è concentrata in Cina. Una situazione simile a quella già vista con il litio, ma con una differenza sostanziale: la materia prima.

La diffusione globale del sodio rende teoricamente possibile, nel medio periodo, una maggiore diversificazione delle filiere, riducendo la dipendenza da pochi Paesi e aumentando la resilienza complessiva del sistema.

Rendere la transizione più inclusiva

Nel suo rapporto, anche IRENA sottolinea come le batterie agli ioni di sodio non vadano considerate un sostituto totale di quelle al litio, ma come una tecnologia complementare, capace di alleggerire la pressione sulle materie prime critiche e di ampliare le opzioni disponibili, rendendo la mobilità elettrica più accessibile non soltanto dal punto di vista tecnologico, ma anche da quello economico e sociale.

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